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ISTAT · Rimbalzo della produzione in aprile (+1,1%) PDF Stampa E-mail
giovedě 11 giugno 2009

 - ma Confindustria stima una nuova caduta a maggio. Tremonti: cauti sui numeri Profondo rosso per il prodotto lordo: -6%nei primi tre mesi dell’anno

Da Il Manifesto dell'11 giugno 2009

Sara Farolfi

Prende fiato (+1,1%) in aprile, la produzione industriale. Ma il tunnel della recessione si annuncia ancora lungo. Non solo perchè già in maggio, secondo le stime di Confindustria, la produzione tornerà a flettere dell’1,2 per cento - e i dati sugli ordinativi non annunciano nulla di buono per i mesi a venire - ma anche perchè pesantissime si annunciano le conseguenze (tutte di economia reale) dei dati sul crollo del prodotto interno lordo (Pil) nei primi tre mesi dell’anno: un crollo del 6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2008, del 2,6 percento sul trimestre precedente. Il dato è stato rivisto al ribasso dall’Istat (dal -5,9 percento precedentemente stimato), e risente del crollo tanto delle importazioni (-9,2 percento sul trimestre precedente) quanto delle esportazioni (-11,8 percento). I consumi seguitano a languire, come pure gli investimenti. Il crollo italiano si presenta comunque sopra lamedia dell’area euro, dove il pil è diminuito mediamento del 2,5 percento (in termini congiunturali) e del 4,8 (in termini tendenziali). Quanto alla produzione industriale, il respiro del mese di aprile sembra avere il fiato corto per ilmomento. Rispetto allo stesso mese del 2008 il crollo - del 24,2 percento - è il peggiore dal 1991. Continua a segnare pesantemente il passo il settore dell’auto, in rosso del 31,2 per cento. Eppure uno spiraglio, gli industriali, lo vedono. Secondo il centro studi di Confindustria, il rimbalzo di aprile è comunque il segnale che «la fase più acuta della crisi è superata». Giulio Tremonti, ministro dell’economia, se la cava evocando la «terra incognita della crisi»: «Serve prudenza - dice - Non c’è mai stata una crisi così, per origine, dimensione e dinamiche e anche i modelli economici sono meno credibili di prima». Il ministro dello sviluppo economico Scajola legge invece nei dati «un timido inizio di ripresa». La presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, è cauta nel dire che «non è che si può parlare di uscita dalla crisi con la crescita dell’1,1 percento della produzione industriale in aprile». Nessuno dice invece che quel -6 percento del prodotto lordo nei primi tre mesi dell’anno, rischia di consegnarci neimesi a venire un deserto occupazionale, con tutte le conseguenze del caso. La Cisl chiede un incontro urgente al governo. Secondo la Cgil, «ancora una volta vengono segnalati ufficialmente i nodi da sciogliere per sostenere l’occupazione, le imprese e i redditi, e ancora oggi il governo italiano non si decide amettere in campo le risorse necessarie per affrontare la crisi, come hanno fatto gli altri paesi europei».

 
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