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Fiat-Chrysler, vendita sospesa la Corte Suprema ferma tutto PDF Stampa E-mail
marted́ 09 giugno 2009

L'amministrazione Obama aveva invitato il giudice Ruth Bader Ginsburg a respingere la richiesta di tre fondi pensione che vogliono congelare l'operazione  Da Repubblica.it

WASHINGTON - L'amministrazione Obama invita la corte Suprema Usa a respingere la richiesta di rinviare la vendita delle attività di Chrysler alla nuova società di cui fa parte anche Fiat. Ma la risposta, ha rivelato il Wall Street Journal, è stata di verso opposto: l'operazione di cessione è stata sospesa. Un rinvio che, secondo il governo, rischia di avere "gravi conseguenze" per Chrysler. L'ufficio del Solicitor General, che rappresenta il governo di Washington nelle cause dinanzi alla Corte, ha formalizzato la sua opposizione alla richiesta da parte di tre fondi pensione dell'Indiana che vogliono bloccare l'operazione. I tre fondi pensione che si sono opposti fin dall'inizio all'operazione hanno infatti già consegnato alla Corte, ultimo grado di giurisdizione, un ricorso d'appello d'emergenza per tentare di bloccare la vendita della casa automobilistica Usa al Lingotto. La richiesta di congelamento della transazione, accolta in serata, era stata formalizzata pochi minuti prima della mezzanotte tra sabato e domenica, è giunta dopo che venerdì scorso la Corte Federale di appello di New York aveva confermato il parere positivo del tribunale fallimentare alla vendita di asset di Chrysler al Lingotto, rigettando di fatto un primo ricorso che era stato presentato dagli stessi fondi pensione. In quell'occasione i tre giudici della Corte di Appello di New York avevano deciso di congelare la vendita effettiva di Chrysler a Fiat fino alle ore 16 di oggi (le 22 in Italia), proprio per permettere ai fondi di presentare un ulteriore appello alla Corte Suprema. Ora il ricorso ha avuto anche lo stop del giudice Ruth Bader Ginsburg della Corte Suprema, che gestisce questi dossier da New York.

 
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