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Lavoro, infortuni: esposto alla Procura sui 2 milioni di euro all'Asl Milano 1-Magenta PDF Stampa E-mail
domenica 07 giugno 2009

Image MAGENTA - Con un esposto alla Procura regionale della Lombardia, il coordinatore provinciale del Sindacato dei lavoratori intercategoriale, Piergiuseppe Bettenzoli, denuncia la "discutibile" gestione dei fondi regionali destinati ai controlli di prevenzione da parte dell'Asl Milano 1 - Magenta. Una fetta da quasi due milioni di euro, utili soprattutto per riorganizzare i "blitz" degli ispettori nei cantieri, alla ricerca di irregolarità che possano mettere a repentaglio la vita dei lavoratori. Soldi che sono arrivati nell'aprile 2008 nelle casse delle varie Aziende sanitarie locali.

Da giornalelibero.com - 07/06/2009 Davide Bortone   

 

 

Ma, stando all'esposto, la direzione del dipartimento magentino avrebbe preso atto dell'assegnazione dei fondi solo il 31 luglio. Comunicando ai lavoratori le nuove disposizioni dopo altri tre mesi, in ottobre. Con ulteriore, incredibile ritardo, quindi, se si considera che i soldi dovevano servire a finanziare interventi per l'anno 2008. A quel punto ormai agli sgoccioli.

I CONTENUTI "La cosa si presenta molto grave - denuncia Bettenzoli nell'esposto - ma lo è molto di più se si considera che l'accordo truffaldino è stipulato tra la direzione, le organizzazioni sindacali 'maggiormente rappresentative' e le Rsu aziendali, con la sola eccezione del rappresentante SdL Intercategoriale, il quale, oltre a rifiutare di sottoscrivere l'accordo, ha ripetutamente, quanto inutilmente tentato di far comprendere ai 'colleghi' l'assurdità, oltre all'illegalità, di quanto si apprestavano a stipulare con la direzione. Ma non è tutto - prosegue il coordinatore provinciale del SdL - perché i fondi destinati a un reale incremento di efficacia dei controlli sono stati male impiegati (come avrebbero potuto i lavoratori dei servizi fare 'più e meglio' se neanche erano informati del progetto e delle sue condizioni?), con ciò creando danno ad altri lavoratori: quelli che avrebbero dovuto beneficiare di controlli efficaci a ridurre o eliminare i rischi lavorativi, dei quali, in tutta evidenza, direzione aziendale e rappresentanti sindacali confederali hanno dimostrato di infischiarsene".

PREMI E INCENTIVI L'accordo ha creato anche evidenti frizioni tra i dipendenti dell'Asl magentina, in quanto prevedeva "premi" da distribuire a discrezione dei dirigenti sindacali, fondati su obiettivi non chiariti bene per tempo. "All'interno degli stessi operatori dei servizi - conferma Piergiuseppe Bettenzoli - sono stati surrettiziamente introdotti elementi discriminanti di remunerazione: quote non irrilevanti di questa (pari, complessivamente, al 30 per cento del totale), infatti, sono state subordinate ad obiettivi quali-quantitativi (sotto forma di orario di lavoro aggiuntivo e di 'performance' individuale), assolutamente slegate dalla realtà lavorativa quotidiana. Il tutto, si dice nei due 'accordi' siglati a fine anno, 'al fine di assicurare la realizzazione degli obiettivi prefissati ed accertata la non possibilità di integrare l'organico nei termini di cui al Piano Assunzioni 2008, viene destinata - nell'ambito del fondo a disposizione - una specifica quota (Quota B), finalizzata a remunerare il ricorso a prestazioni orarie aggiuntive ed alla valutazione delle performance individuali'". Sempre secondo l'esposto presentato in Procura, l'accordo iniziale prevedeva incrementi orari da 18 a 36 ore, che all'Asl Milano 1 - Magenta "sono state ridotte a dieci".

FOCUS SUL TERRITORIO "Non solo, quindi - denuncia Bettenzoli - in assenza di un reale incremento di attività di controllo (le dieci ore potrebbero essere state impiegate per qualsiasi altro tipo di attività istituzionale), ma addirittura effettuabili nell'anno successivo a quello del progetto da parte di quanti non possedessero, alla scadenza di fine anno 2008, la dote oraria necessaria!". Numeri e fatti che si schiantano fragorosamente con una realtà, quella dell'Asl Milano 1, molto delicata dal punto di vista dell'occupazione, degli infortuni e del numero di malati professionali. "L'Asl Milano 1 - spiega Claudio Mendicino, dirigente dell'Asl Milano 1 e membro della Rsa del SdL Intercategoriale - con sede legale a Magenta ma articolata su un territorio vastissimo che spaziava (fino al 31 dicembre 2008, data a partire dalla quale ha ceduto cinque comuni del nord-ovest milanese alla neonata Asl Monza-Brianza) dalla zona di Garbagnate Milanese a quella di Rho, da quella di Corsico a quella di Legnano, senza tralasciare quelle del Castanese, Magentino e di Abbiategrasso, per un totale di 78 Comuni e quasi 970 mila abitanti, ha una dote di infortuni sul lavoro compresa tra gli 11 mila e i 12 mila all'anno e l'insorgenza di diverse centinaia di malattie professionali, sempre per ogni anno. Senza dimenticare le problematiche di sicurezza negli ambienti di vita (igiene e sicurezza degli abitati, delle scuole, degli esercizi sanitari, dei luoghi di spettacolo e ricreazione, degli alimenti, le malattie infettive). Un quadro complessivo - commenta ancora Mendicino - che necessiterebbe di un crescente numero di controlli (basti ricordare la vergognosa evidenza che sta emergendo nella vicenda del recentissimo evento sismico in Abruzzo), sempre più qualificati e incisivi. In altre parole, un investimento massiccio in risorse umane e aggiornamento professionale".

LA CONTROPROPOSTA La proposta dell'Sdl Intercategoriale per l'Asl Milano 1 - Magenta era proprio quella. "Vista l'incapacità, per usare un eufemismo, dimostrata dalla Direzione Aziendale nel gestire soldi pubblici destinati a incidere realmente sullo stato dei controlli di prevenzione e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro - spiega Bettenzoli - era semplice: trasferire sull'anno 2009 l'intero importo erogato dalla Regione per il progetto in questione, impiegare il massimo di risorse disponibili per stipulare rapporti di lavoro con nuovi operatori della prevenzione e utilizzare solo i rimanenti fondi per incentivare il personale di entrambi i dipartimenti di prevenzione all'attuazione di progetti seri e, soprattutto, condivisi a priori, per meglio indirizzare risorse temporali e professionali alla prevenzione e alla sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro".

 
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