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Palermo, contro i rifiuti mobilitato l’esercito PDF Stampa E-mail
martedì 02 giugno 2009

 Messo in difficoltà dal fallimento del sindaco Cammarata, Berlusconi attacca la sinistra: «Colpa della giunta Orlando». La replica: «Vergognati»

Da Il Manifesto del 2 giugno 2009

PALERMO Come già successo per l'emergenza rifiuti in Campania, anche a Palermo sarà l'esercito a intervenire per ripulire le strade del capoluogo siciliano dall’immondizia. A deciderlo è stato il vertice che si è tenuto ieri pomeriggio a Palermo in prefettura e al quale ha partecipato anche il capo della protezione civile Guido Bertolaso. «Abbiamo concordato con i sindacati e con i lavoratori che questa sera stessa riprenderanno al raccolta dei rifiuti», ha detto Bertolaso. Impresa non facile. Sono infatti 4.400 le tonnellate di immondizia che soffocano il capoluogo siciliano. «E’ ovvio,- ha proseguito il capo della protezione civile - che non saranno smaltite in 24 ore,ma i sindacati ci hanno garantito che la spazzatura verrà rimossa in una settimana. Alla raccolta parteciperà anche l’esercito». Bertolaso tornerà a Palermo il 15 giugno per verificare che l’emergenza sia stata risolta. Intanto i rifiuti di Palermo arrivano a Roma e invadono la scena politica nazionale. Ci pensa come al solito Silvio Berlusconi a trasformare in insulti nei confronti del centrosinistra il fallimento della giunta palermitana guidata da Diego Cammarata. Lo schema è sempre lo stesso. Per il premier, l’immondizia che soffoca il capoluogo siciliano sarebbe colpa della sinistra che «mistifica la realtà». Peccato, però, che è dal 2001 che il comune di Palermo si trova nelle mani del centrodestra. Un particolare che per Berlusconi non conta. «La verità - dice infatti il premier - è che l’ex sindaco Orlando e la sinistra hanno lasciato in eredità al sindaco Cammarata un enorme bacino di precari, oltre 7.000 persone, e Cammarata ha dovuto assumersi l’onore di una stabilizzazione costosa per le casse comunali. Gli ho garantito l’impegno finanziario del governo per la soluzione del problema». Dopo il caso di Roma, dove Berlusconi ha accusato la giunta dell’ex sindaco Walter Veltroni (sostituita da un anno da quella di Gianni Alemanno) per la sporcizia presente oggi nelle strade della capitale, adesso il premier tenta lo stesso giochetto anche a Palermo. Ma le sue parole suscitano la reazione indignata del centrosinistra. Il primo a parlare è proprio Leoluca Orlando. «Si vergogni Berlusconi delle sue bugie e delle sue leggi vergogna», dice l’ex sindaco di Palermo oggi portavoce dell’Italia dei valori. «La città è sommersa da cumuli di spazzatura, frutto di un’amministrazione truffaldina nel senso tecnico della parola». Anche il Pd si fa sentire, con Dario Franceschini che attacca direttamente il premier: Ieri aveva minimizzato parlando di ’sacchetti elettorali’ e di ’problemi locali’, oggi manda a Palermo Bertolaso» perché «sta vedendo crollare la sua immagine». «dare al colpa alla giunta Orlando fa semplicemente ridere - prosegue Franceschini - la destra governa il Comune da otto anni e in questo periodo sono entrati nell’amministrazione oltre 3.000 nuovi precari», mentre l’azienda per la raccolta dei rifiuti «è sotto inchiesta per reati di ogni tipo». Sulla conti del comunque anche Orlando ha qualcosa di dire. L’ex sindaco difende la sua giunta che, spiega «aveva i bilanci certificati da Moody’s con un rating finanziario AA3». Tutto l’opposto di quanto accade a Palermo da quando, attacca Orlando, la città è retta da «un uomo di Berlusconi»: «I bilanci sono dissestati da spese folli» secondo la Corte dei conti, mentre la Guardia di finanza «ha accertato opposti di reato, quali truffa e falso in bilancio» a carico dell’ex presidente dell’Azienda per i rifiuti, anch’egli vicino al premier, e «salvato » dalle «legge vergogna» sul falso in bilancio. Intanto sull’Amia sta per aprirsi una nuova inchiesta. Lo ha annunciato la procura di Palermo che ha deciso di far luce sulla gestione dell’Azienda e in particolare su una spesa di 300 mila euro che sarebbe stata sostenuta per effettuare ventidue missioni negli Emirati arabi nella fase in cui la società era presieduta dall’attuale senatore del Pdl Vincenzo Galioto.

 
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