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No G8 Roma. Migliaia al corteo contro il vertice dei potenti PDF Stampa E-mail
domenica 31 maggio 2009

Cinzia Gubbini

 Un'onda pacifica fa la festa al razzismo

Alla fine, come più volte annunciato dai promotori, è stata una manifestazione pacifica e partecipata. Certo, i numeri sono lontani dalle immagini che in Italia ancora evoca la parola "G8". Ma questa, appunto, è soltanto una parola. La realtà, quasi dieci anni dopo i giorni caldi di Genova, è che i vertici pre-tematici organizzati in vista del grande summit che a luglio si terrà all'Aquila, in qualche modo si sposano con quello che la sinistra di base in Italia sta facendo in questo momento: si lavora su vertenze, temi. Ieri quello dell'immigrazione. Diecimila persone, una mobilitazione soprattutto romana (delegazioni dal nord-est e da Napoli e Caserta). Slogan contro il pacchetto sicurezza e la politica razzista del governo Berlusconi, che sta rendendo sempre più difficile per gli immigrati che vivono in Italia condurre un'esistanza serena. Che abbiano o no il permesso di soggiorno. Che siano richiedenti asilo, rifugiati, lavoratori, ragazzi nati in Italia. "Diritti di cittadinanza globale. Contro il G8 della crisi e del razzismo", lo striscione di apertura. E poi: "La nostra identità non ha bisogno di alcun permesso". Il corteo - con un percorso lunghissimo, da Porta Maggiore a piazza Navona - ha messo in piazza l'opposizione sociale che c'è oggi in Italia: giovani, precari, studenti, migranti che sempre meno sono rappresentati dalle comunità di origine e sempre più sono soggetti coinvolti in qualche esperienza. Il sindacalismo di base, le occupazioni delle case, i centri sociali. Assenti, praticamente, i partiti nonostante fossero presenti diversi ex parlamentari. Assente anche l'associazionismo o sindacati come la Fiom, o una parte del mondo cattolico che invece avrebbero potuto ritrovarsi in un percorso di questo tipo, intenzionato a rimettere in moto una vertenza sulla difesa dei diritti degli immigrati, simbolo degli ultimi mentre persino il ceto medio sprofonda tra i penultimi. C'è stato poco tempo - la manifestazione è stata organizzata in un paio di settimane - c'è probabilmente da ripensare una possibilità di coordinamento, che al momento sembra difficile da trovare. Non aiutano, tra l'altro, gli allarmismi del tutto inventati. In questi giorni dal ministero dell'Interno sono filtrate ricostruzioni di pura fantasia. Una per tutta l'arrivo di delegazioni dalla Germania o dalla Grecia. L'unico momento di tensione c'è stato a piazza Vittorio, con un'aggressione di matrice fascista: un gruppo di persone, c'è chi dice solo tre, hanno tirato delle bottiglie. Una provocazione, a cui un gruppo di persone ha cercato di rispondere. Cinque i fermati, tutti partecipanti al corteo, mentre gli aggressori si sono dileguati nel nulla. Appelli dal camion che guidava il corteo a "non accettare le provocazioni". E infatti così è stato. La marcia è ripresa tranquillamente fino a piazza Navona. Il prossimo appuntamento è il 13 giugno, a Lecce, dove si riunirà il pre-G8 sull'economia.

 

Alessandro Ambrosin

 ROMA - Alle 19,30 è terminato il corteo. Nessun incidente è stato registrato durante il corteo anti G8 che ha raggiunto nella massima tranquillità Piazza Navona. Per gli organizzatori le presenze di oggi si aggirano attorno alle 10mila, nonostante il corteo sia partito con qualche ritardo. Dalla partenza di Porta Maggiore è stato scandito dalle parole "Siamo tutti clandestini" e "Noi la crisi non la paghiamo" fino alla meta finale. "Diritti di cittadinanza globale, contro il G8 della crisi e del razzismo" invece è la scritta che ha composto il lungo striscione di apertura seguito da tantissime bandiere rosse di Rifondazione comunista, del Pdci e del Partito Comunista dei lavoratori, e quelle dei sindacati di base dei Cobas e di RdB. Non sono mancati i consueti slogan contro il vertice del G8 a partire dalle scritte "boycott" a quelle che ricordano il tragico epilogo del G8 genovese del 2001 dove perse la vita il giovane Carlo Giuliani, fino a quelle che da anni contraddistinguono i movimenti di tutto il globo: "Another world is possibile", un altro mondo è possibile. Molti volantini sono stati distribuiti prima dai liceali del liceo Virgilio di Roma, ieri protagonisti del lancio di palloncini colorati sul Lungotevere, che riportano l'attenzione sull'attuale sistema di "sicurezza" fortemente voluto da questo governo che spesso si traducono con una repressione immotivata da parte delle forze dell'ordine. Non a caso viene ricordato il caso Aldovrandi, la mattanza alla Diaz, i rimpatri dei clandestini, il suicidio della tunisina avvenuto poche settimane fa al Cie di Ponte Galeria alle porte di Roma e l'ingiustificata militarizzazione della capitale. Il corteo sta procedendo tranquillamente e al momento non si sono registrati disordini.

 
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