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«Un corteo per uscire dalla paura e dire da che parte stiamo» PDF Stampa E-mail
venerd́ 22 maggio 2009

 da Il Manifesto - 22 maggio 2009

Mariangela Maturi

MILANO Almeno per un giorno, si sentiranno meno soli i rifugiatimilanesi che da settimane si trascinano per la città senza che le istituzioni garantiscano i loro diritti. Speriamo. Se fino a due settimane fa li si accusava di disturbare l’ultra-chic Salone del Mobile con i loro cortei, domani al loro fianco ci saranno migliaia di antirazzisti e alcune comunità migranti arrivate da ogni parte d’Italia (Brescia, Reggio Emilia, Parma, Mantova, Ravenna, Biella, ma anche Roma, Cosenza e Catania). La neonata rete «Da che parte stare» ha organizzato una manifestazione nazionale contro le politiche aberranti del governo in fatto di immigrazione. Finalmente.

Non fatevi trarre in inganno da una sigla nuova di zecca, perché è solo un modo come un altro per parlare dei comitati e tavoli migranti che da anni lavorano, e ora più che mai sono necessari. Accanto a loro associazioni, centri sociali, realtà grandi e piccole che hanno aderito all’iniziativa. L’idea è germogliata in un paio di assemblee tra Bologna e Milano. «Per noi è una scommessa, nata dall’esigenza di fare qualcosa», racconta Fabrizio, uno degli organizzatori del corteo. «Il protagonismo migrante e quello precario si uniscono, l’importante è andare oltre la paura». Questa scommessa, sulla carta, continua a raccogliere adesioni: i coordinamenti migranti sono solo i primi,ma partecipano anche Fiom, Rete 28 aprile, Cobas, Sdl, Prc, Sinistra critica. E centinaia di associazioni: Emergency, Amnesty, Naga, coordinamenti di ReteScuole, Rete 25 aprile, Anpi, Un ponte per.

Fino ad arrivare alle realtà territoriali che si occupano d’altro, manonmettono la testa sotto la sabbia davanti alla prepotenza del governo: il comitato no- Expo, l’assemblea permanente No-F35, i Gas, i centri sociali, i collettivi... L’incognita restano i numeri. In una fase disperante come questa, la sinistra è ancora in grado di mobilitarsi e mobilitare oppure continua a scavarsi la fossa da sola? Intanto la prossima settimana, in occasione del G8 sull’immigrazione a Roma, è in programma un’altra mobilitazione.

Ma visto che controvertici e cortei migranti hanno connotazioni e soggetti diversi, e soprattutto data l’urgenza di fare qualcosa, per domani si preparano comunque pullman da tutt’Italia (info www.dachepartestare.org). «Siamo ottimisti - confessa Domenico, un altro degli organizzatori - alla fine ogni due ore arrivano dieci nuove adesioni». Il corteo si ingrossa di nomi, cifre e carri. A partire dalle 14,30 la Stazione Centrale di Milano si riempirà di voci e colori contro le leggi razziste e il nauseabondo uso da campagna elettorale che si fa dei «clandestini». L’obiettivo sarebbe di arrivare in piazza Duomo, dove sono previsti interventi e musica. Mentre il governo mostra imuscoli con i più deboli, la tappa di domani si annuncia come il primo tentativo concreto di opporsi alla deriva razzista. Un’occasione che vale più di mille conversazioni sul divano di casa.

 
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