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La Russa autarchico: l’Onu non conta niente PDF Stampa E-mail
lunedì 18 maggio 2009

da Il Manifesto - 18 maggio 2009

Domenico Cirillo

ROMA Non è andata giù al ministro Ignazio La Russa la nuova bocciatura che l’alto commissariato Onu per i rifugiati ha consegnato all’Italia, insieme con la richiesta di interrompere i respingimenti. Così ieri ha perso la pazienza ed ha attaccato l’organizzazione delle Nazioni unite con fervore quasi autarchico. «L’alto commissariato dell’Onu per i rifugiati conta come il due di picche, cioè un vero e proprio fico secco» ha proclamato ilministro durante un comizio elettorale, accatastando metafore. Una foga che dev’essere parsa eccessiva persino ai suoi alleati, leghisti e forzisti.

Tanto che l’unico a coprirlo è stato l’amico Maurizio Gasparri, che ha voluto aggiungere un suo pensiero personale: «L’Onu faccia la sua parte invece di dare microfoni al presidente dell’Iran che annuncia la distruzione di Israele». Il ministro della difesa, che ieri è volato a Tripoli, se l’è presa soprattutto con Laura Boldrini che dell’ufficio italiano dell’alto commissariato (Unhcr) è la portavoce: «È nota per essere un’esponente di Rifondazione e porta il cognome di un noto capo partigiano, rispettabilissimo per carità». Il riferimento è ad Arrigo Boldrini, storico presidente del’Anpi, ma si tratta di una gaffe perché Laura non è parente nemmeno alla lontana di Arrigo. «Non posso vantarmene», dice.

Ma non commenta gli attacchi di La Russa. Nel frattempo ilministro dell’interno Roberto Maroni con meno furore ha ribadito la sostanza: «L’Italia continuerà con i respingimenti perché questa è la linea giusta di contrasto all’immigrazione clandestina ». Evidentemente accortosi del silenzio attorno alla sua sfuriata, La Russa si è poi lanciato in un confuso ragionamento, accusando l’Unhcr di essere «disumano » perché «è più umano intercettare i clandestini vicini alle loro coste per poi riportarli indietro piuttosto che portarli nel nostro paese per rinchiuderli nei centri di accoglienza per mesi in attesa che vengano espulsi». Il diritto all’asilo non è previsto nel ragionamento del ministro, così come il fatto che quelle della Libia per imigranti non sono affatto le «loro» coste.

In definitiva per La Russa è l’Onu che deve «chiedere scusa» a lui e comunque la colpa, come insegna Berlusconi, è anche della stampa: «Di questo Unhcr non si sente parlare per anni e poi improvvisamente diventa il centro dell'universo». Desolata la reazione del segretario del Pd Dario Franceschini: «Ilministro - dichiara - dovrebbe rispettare almeno le Nazioni unite e chi ha speso la propria vita per aiutare il prossimo ». Secondo il portavoce di Amnesty international in Italia le frasi «sprezzanti» di La Russa rivelano «un evidente disprezzo dei diritti umani».

 
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