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LA NUOVA ALITALIA · Roma sarà l’hub intercontinentale, malumori della Lega. PDF Stampa E-mail
giovedì 14 maggio 2009

 Sdl e confederali verso la mobilitazione Cai punta tutto su Fiumicino, ma i lavoratori restano a terra

Da Il Manifesto del 14 maggio 2009

Carlo Leone Del Bello Èstato ufficializzato ieri: l’aeroporto di Fiumicino sarà l’hub intercontinentale di Alitalia. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa alla quale erano presenti Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, rispettivamente presidente e amministratore delegato, oltre al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e al sindaco di Roma Gianni Alemanno. Per la compagnia, qualche progetto a breve e a medio termine,mentremonta l’insoddisfazione dei lavoratori: rimangono infatti irrisolte tutte le questioni contrattuali e i sindacati (anche i confederali) sono a un passo dalla mobilitazione. Che l’aeroporto di Fiumicino sarebbe stato preferito a quello di Malpensa non è stata una sorpresa, anche se le pressioni politiche da parte leghista sono state forti, nel corso della «telenovela Alitalia». I motivi della scelta sono tutti nei numeri: transitano per Fiumicino18,5 milioni di passeggeri l’anno e l’aeroporto accoglie il 60% del totale del traffico in entrata in Italia; in più ha la migliore capacità di movimenti orari nel Paese. Ciò fa dire a Marrazzo che «ha vinto il mercato», oltre che il buon senso. Parole tonanti invece da Milano, dove il governatore della Lombardia Formigoni ha minacciato di sollevare di fronte al governo il problema del «monopolio». Per il «Leonardo da Vinci», la nuova Alitalia ha dei progetti, tutti però da concordare con Enac e Adr. Si tratta di trasferire in un unico terminal i movimenti di Sky Team – l’alleanza con Air France- Klm. Nel frattempo, si prevede il miglioramento dei servizi per la tratta Fiumicino-Linate. Nonostante Sabelli dichiari che i tassi di puntualità siano persino migliori della media storica di Alitalia, continuano a rimanere numerosi disservizi, che la società non attribuisce – sarebbe il colmo – alla carenza di personale. Per Sabelli la causa andrebbe ricercata nelle differenze contrattuali fra i lavoratori Air One e quelli Alitalia: differenze che non dureranno a lungo, visto che si andrà a breve - annuncia - verso l’armonizzazione. La cornice sarà ovviamente il «contratto Cai» e gli accordi di palazzo Chigi del novembre scorso. L’unificazione delle due società, che non avverrà comunque nei prossimi due o tre mesi, comporterà anche ulteriori esuberi. Non ci sono dati ufficiali, ma i numeri che circolano fra i lavoratori sono pesanti: tra 800 e 1000 esuberi, oltre a 300 mancate assunzioni e un numero imprecisato di contratti a tempo indeterminato non rinnovati. Basta anche un po’ di aritmetica: Cai prevedeva 12.500 assunzioni, e adesso fra ex-Alitalia e Cai sono in 14 mila. È anche per questo che, oltre alla irrisolta questione del mancato rispetto degli accordi di palazzo Chigi sulle retribuzioni,monta la mobilitazione. Martedì è fallita la trattativa fra società e sindacati confederali, con questi ultimi che hanno minacciato lo sciopero. Ieri una delegazione di Sdl si è fatta ricevere daMarrazzo, che si è impegnato nella convocazione di un tavolo «interistituzionale ». C’è molta confusione nell’aria, ma una cosa è certa: gli oltre 20 mila ex lavoratori Alitalia – fra neoassunti, cassintegrati e precari «scaduti » – sono sempre più esasperati.

 

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ANNUNCIO DELLA COMPAGNIA Nuova Alitalia: il nostro hub a Fiumicino È la sconfitta di Malpensa L'Ad Rocco Sabelli e il presidente Roberto Colaninno Da Il Corriere della sera on line È finito dopo dieci anni il derby Fiumicino-Malpensa. Dopo una lunga guerra che nel tempo ha portato al trasferimento di numerose rotte sullo scalo lombardo, la nuova Alitalia ha scelto: l'aeroporto romano «Leonardo da Vinci» sarà la principale base operativa della compagnia. A giorni verrà sottoscritto un accordo quadro con Adr relativo a infrastrutture e servizi aeroportuali. A ufficializzare la scelta di Fiumicino come scalo primario della compagnia, sono stati oggi i vertici di Alitalia, il presidente Roberto Colaninno e l'amministratore delegato Rocco Sabelli, nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il sindaco di Fiumicino, Mario Canapini, il presidente dell'Enac Vito Riggio e il presidente di Adr Fabrizio Palenzona. E la scelta di puntare su Fiumicino, hanno annunciato Sabelli e Colaninno, si concretizzerá nei prossimi giorni proprio con la firma di un accordo quadro con la societá che gestisce gli aeroporti romani. Sabelli e Colaninno (Ansa)

SCHEMA CONTRATTUALE - «Con Adr in questi mesi - spiega Sabelli- abbiamo lavorato benissimo. Stiamo per firmare un accordo di lungo termine. Abbiamo concordato uno schema contrattuale per il periodo 2009-2010 per 100 milioni di euro l'anno per i servizi aeroportuali». Come sottolinea Sabelli, si tratta di un impianto contrattuale articolato su due fasi: «Ci sará una coda del vecchio contratto per il 2009 mentre il nuovo contratto partirá nel 2010. Per noi è cosa fatta e contiamo di firmare l'intesa nei prossimi giorni».

INFRASTRUTTURE - Oltre ai servizi aeroportuali, l'accordo quadro prevede una serie di interventi infrastrutturali per arrivare al traguardo del terminal unico dedicato ad Alitalia. In una prima fase, innanzitutto, si procederá, annuncia Sabelli, al completamento dei servizi sulla tratta Roma-Milano, con gate e finger dedicati. In una seconda fase il terminal A verrá destinato ad Alitalia e ai partner di Skyteam mentre nel 2011 è prevista anche un'estensione al terminal B. Successivamente, con la realizzazione del nuovo molo, tutte le operazioni di Alitalia e le compagnie di Skyteam verranno concentrate nel nuovo terminal A.

FORMIGONI - «Nel momento in cui Alitalia dirà che non intende garantire il servizio necessario al nord, noi solleveremo il problema del monopolio». Da Toronto, dove si trova impegnato in missione istituzionale, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, commenta così la decisione di Alitalia. «Alitalia - aggiunge Formigoni - ha fatto una dichiarazione scontata, quella che è nata per essere una grande compagnia nazionale si conferma invece una compagnia che riduce i propri piani a livello regionale. Al nord ha tagliato il 90% dei voli da Malpensa e ha notevolmente ridotto anche i collegamenti internazionali e anche a Linate è zoppicante». «Il monopolio - conclude Formigoni - ha senso solo per brevi periodi e se è utile al Paese. A questo punto si dia la possibilità ad altre compagnie internazionali di utilizzare le tratte (in particolare la Milano-Roma) affinché sia garantito un adeguato servizio anche al nord e alla Lombardia».

MILANO - La decisione di Alitalia lascia l'amaro in bocca a Milano. Il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati subito commenta che «i soldi del Nord vanno a finanziare il Sud». Le critiche di Penati sono per il governo ma anche per il sindaco di Milano. «A furia di fare lo scendiletto del governo amico - dice - il sindaco Moratti è stato battuto da Gianni Alemanno 5 a 0». Penati chiede subito un incontro col governo al tavolo Milano perché «a furia di non convocarlo questo è il risultato: la non certezza dei fondi Expo col rischio che vengano stornati per il terremoto mentre quelli per il ponte sullo Stretto sono già stati messi in sicurezza; nessuna parola sul fatto che mancano agenti. Si dice che va tutto bene e c'è un delitto al giorno, oggi l'ultima notizia negativa è che Alitalia non sceglie Milano ma Roma». Qui le aziende dell'indotto di Malpensa (e non solo) sono in difficoltà e ai dipendenti di Alitalia che sono quasi tutti del Centro si assicurano sette anni di cassa integrazione. E in più c'è anche la direttiva Tajani votata all'ultima seduta del Parlamento europeo che ha congelato gli slot inutilizzati dalle compagnie aeree per questo momento di crisi, un'ostacolo in più per la ripresa di Malpensa per cui invece da più parte si chiede la liberalizzazione dei voli. «L'ex sindaco Gabriele Albertini è stato coerente con gli interessi del nord ed è stato uno dei pochi che ha votato contro la direttiva - conclude -. Il sindaco Moratti non ha detto nulla e il risultato è avere una compagnia italiana più piccola e il congelamento degli slot: si vuol far morire Malpensa».

 
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