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Terremoto, la bufala dei fondi PDF Stampa E-mail
mercoledì 06 maggio 2009

Da L'Unità on line

La previsione di ottenere da nuovi giochi 500 milioni di euro l'anno, già a partire dal 2009, contenuta nel decreto legge Abruzzo, non convince i tecnici del Servizio Studi del Senato. «La previsione di una crescita del volume di entrate per l'anno in corso identica (500 milioni di euro) a quella prevista a regime per gli anni successivi - si legge nel dossier di Palazzo Madama - potrebbe risultare coeteris paribus in qualche modo problematica, alla luce degli inevitabili ritardi temporali legati alla tempistica necessaria per dare attuazione alle disposizioni previste, ossia considerando che il decreto interviene ormai a fine aprile e che i relativi decreti dirigenziali andranno adottati entro i successivi 60 giorni». Qualche dubbio al decreto lo ha espresso anche il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Nel decreto varato dal governo per la ricostruzione post-terremoto «bisogna capire quali sono i soldi realmente spendibili subito» ha detto al termine dell'incontro avuto oggi all'Aquila alla Dompè, una delle aziende leader nella ricerca farmaceutica e tra la più colpite dal sisma. «Anche dagli incontri con gli imprenditori - ha aggiunto la Marcegaglia - è uscita l'esigenza di fare presto e di avere la possibilità di ricostruire con tempestività». Tra le iniziative messe in cantiere da Confiundustria c'è la richiesta di «ottenere una zona franca con forti defiscalizzazioni per le imprese che già sono qui e per quelle che eventualmente verranno». «Noi vogliamo votare il decreto per il terremoto in Abruzzo ma così com'è non va bene. Sembra un terremoto di serie 'B' e i sindaci vengono considerati dei meri esecutori» ha invece affermato Pier Luigi Bersani, intervistato da Repubblica Tv, in merito al provvedimento varato dal governo per fronteggiare l'emergenza terremoto in Abruzzo. «L'aquila, purtroppo, è ridotta a un drammatico palcoscenico di esternazioni. Nei terremoti precedenti - ricorda Bersani - chi aveva perso la casa veniva rimborsato per il 100%. Qui c'è tutto un marchingegno con cui non ci si arriva al 100%, neanche lontanamente. Poi c'è un meccanismo di governance inedito: i sindaci sono semplici esecutori». Intanto, i tecnici di Palazzo Madama, facendo riferimento alla norma in materia contenuta nel decreto legge terremoto, hanno fatto poi notare che il rinvio delle elezioni amministrative nelle zone colpite dall'Abruzzo sembra «disposto per i soli Comuni siti nella provincia dell'Aquila». C'è da considerare che alcuni dei Comuni colpiti dal sisma sono fuori da questa provincia. Per questi Comuni, comunque interessati dal terremoto e siti in altre province della regione, «non sembrerebbe poter operare il rinvio delle elezioni».

 
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