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sabato 25 aprile 2009

L’Ue attacca la Fiat

Da Il Manifesto del 25 aprile 2009

Roberto Tesi

Il sogno è un gruppo automobilistico da 6,5 milioni di vetture prodotte ogni anno con stabilimenti in Europa, Nord e Sud America che danno lavoro a 160 mila dipendenti. È il sogno di Marchionne che punta a fare di Fiat, Opel e Chysler una entità unica, anche se con brand e società separate. Il tutto con una quota dimercato che in Europa sarebbe del 18%. Ma ce la farà? Gli ostacoli, anche politici, non mancano e nodi da sciogliere parecchi. L’ultimo attacco ieri l’ad della Fiat l’ha ricevuto dal commissario Ue all'industriaGuenter Verheugen, che a una radio tedesca ha definito il Lingotto un gruppo «altamente indebitato» e si è chiesto polemicamente dove «trovi i soldi» per portare aventi le operazioni Chrysler e Opel. Pronta la replica di Marchionne: la Fiat non ha presentato alcuna offerta formale, e ha aggiunto: «Dal commissario per l’impresa e l’industria mi sarei aspettato un dialogo costruttivo con i produttori europei per risolvere i problemi che stanno impattando negativamente sull'industria invece di sentenze di morte, scegliendo unilateralmente chi debba sopravvivere ». Marchionne ha ricevuto l’appoggio di Franco Frattini. Il ministro degli esteri italiano [ha espresso viva sorpresa per le dichiarazioni di Verheugen, sul possibile interessamento da parte della Fiat per la Opel, la casa automobilistica tedesca di proprietà della General Motors. «Le dichiarazioni costituiscono un'interferenza nelle scelte industriali di soggetti privati, tanto più inaccettabile in quanto una delle aziende in questione è della stessa nazionalità del vicepresidente della Commissione ». Da quanto sembra (lo hanno rivelato i sindacati tedeschi) la Fiat sarebbe disponibile a investire nell’ operazione Opel circa 700 milioni di euro e laGm (che vuole disfarsi dal brand tedesco) rimarrebbe nell’azionariato, anche se in posizione non di maggioranza o di controllo. La posizione di Marchionne però è chiara: non intende sborsare grandi cifre, ma offrire tecnologia, soprattutto per imotori. E sono proprio i motori (e le piattaforme per la produzione di vetture piccole a basso impatto ambientale) ad affascinare la Chrysler, la più piccola delle three big di Detroit. La strada negli Stati uniti per la Fiat sembra più in discesa. Un ostacolo è rappresentato dai lavoratori canadesi che dovrebbero accettare una riduzione del costo del lavoro che, tuttavia, rimarrebbe superiore a quello della concorrente Toyota. Le trattative sono in corso. E il governo canadese è favorevole all’ingresso della Fiat. L’altro ostacolo è rappresentato dalle banche che vantano nei confronti di Chrysler circa 7 miliardi di crediti. Obama ha offerto un recupero del 22% dei prestiti e una quota del 5% delle azioni. Le banche di risposta hanno chiesto un rimborso del 65% dei prestiti e il 40% del capitale. Ma se il governo Usa richiedesse l’amministrazione controllata (il Chapter 11) le banche rischierebbero di trovarsi con un pugno di mosche per le mani. Quindi è probabile che scendano a patti con il governo Usa accontentandosi di quanto offerto o poco più. In ogni caso, è abbastanza certo che l’amministrazione controllata sarà richiesta perché la Chrysler deve essere liberata di buchi neri accumulati negli anni. Come ad esempio dei fondi previdenziali dei dipendenti e i fondi sanitari, che secondo un accordo che sarebbe già stato sottoscritto, vedrebbero il Tesoro Usa garante delle prestazioni e la Fiat (che salirà al 51% del capitale,ma solo dopo la restituzione di quanto rimborsato alle banche) libera da fardelli. E il tutto senza versare un centesimo per ricapitalizzare la Chrysler, ma solo fornendo al produttore Usa motori a alta efficienza energetica e basso impatto ambientale che tanto piacciono a Obama. L’affare Chrysler dovrebbe essere firmato entro martedì prossimo e ieri Marchionne è rivolato negli Usa per gli ultimi dettagli. ..................... Dopo il New York Times lo afferma oggi anche il Wall Street Journal Chrysler, si prepara la bancarotta E' compatibile con l'intesa Fiat Da Repubblica.it Il Tesoro starebbe preparando le procedure per il Chapter 11, il ricorso al quale non pregiudicherebbe comunque l'operazione con gli italiani. Intanto i sindacati canadesi stanno per raggiungere l'accordo con la casa Usa, un aspetto considerato di grande importanza dal Lingotto DETROIT - La Crhrysler si appresterebbe a dichiarare in ogni caso bancarotta e ad accedere alle procedure del Chapter 11 (amministrazione controllata con protezione dai creditori), indipendentemente dal fatto che riesca a raggiungere un accordo con le banche o a concludere l'intesa con la Fiat. Lo aveva scritto ieri il New York Times, secondo cui il Tesoro Usa sta già preparando le procedure, e lo ripete oggi il Wall Street Journal. Nella notte Chrysler, in risposta al Nyt, ha diffuso una nota in cui si afferma che "lavorerà fino a fine mese" per raggiungere un accordo, tenendo "tutte le opzioni aperte". Secondo il giornale le procedure potrebbero essere pronte la settimana prossima. In ogni caso l'amministrazione controllata non escluderebbe la conclusione dell'accordo con Fiat, riguardo alla quale ieri l'a.d. Sergio Marchionne aveva dichiarato "Siamo fortemente impegnati" e "Stiamo facendo progressi", prima di partire di nuovo per gli Usa subito dopo la presentazione dei conti trimestrali. Intanto i sindacati canadesi del settore automobilistico sono convinti di riuscire a raggiungere un accordo con Chrysler entro oggi. Lo ha detto il responsabile dei sindacati di categoria. "Con un grande sforzo da parte di tutti, dovremmo arrivarci (ad un accordo) la mattina", ha detto Ken Lewenza, presidente di CAW. "Ho parlato con rappresentanti Fiat e mi hanno detto chiaramente che loro non hanno interesse all'alleanza con Chrysler, se non verrà trovato un accordo con noi". L'accordo con i sindacati era stato in effetti indicato tra i punti più importanti, insieme alla trattativa in corso tra le banche creditrici e il governo americano. (24 aprile 2009)

 
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