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Ascoli Piceno: SDL dice no all'accordo sui contratti PDF Stampa E-mail
mercoledì 22 aprile 2009

SDL dice no ad accordo quadro sui contratti firmato da altri sindacati. E farà un presidio con Collettivo studentesco davanti la Prefettura. Manifestazione anche contro morti bianche, tagli scuola e precarietà continua.

Da ilquotidiano.it

Il Sindacato dei Lavoratori intercategoriale di Ascoli dice no all'accordo quadro sui contratti, e per il 2 maggio insieme al Collettivo studentesco organizza un presidio davanti alla Prefettura del capoluogo. Sono diversi i punti della nuova intesa sottoscritta da CISL UIL e UGL che il sindacato di base - che nell'ascolano sta crescendo nel consenso da parte dei lavoratori in maniera molto significativa, e non solo in ambito industriale - critica nel merito. "Questo accordo - sostiene Andrea Quaglietti, membro del coordinamento nazionale SDL - peggiorerà le condizioni salariali e normative dei lavoratori, aumentandone anche la precarietà generale. Per questo noi, insieme al Collettivo studentesco e a tutti gli operai, gli impiegati, i dipendenti dei servizi e del commercio che vorranno partecipare al nostro presidio, vogliamo manifestare. Ma ci sono anche altri motivi importanti per cui lo facciamo - aggiunge Quaglietti: sensibilizzare l'opinione pubblica contro le continue morti bianche sul lavoro, nell'industria e nell'agricoltura soprattutto, e difendere il testo unico sulla sicurezza che si vorrebbe modificare ; e poi a difesa della scuola pubblica contro i drammatici tagli previsti." Ma il Sindacato dei Lavoratori, che fa appello a tutti i cittadini a partecipare al presidio del 2 maggio in Piazza Simonetti, ad Ascoli, davanti la Prefettura, non si limita solo a criticare la nuova intesa sui contratti aziendali e le politiche governative, ma avanza delle proposte. "Per superare la crisi e le difficoltà di migliaia di persone - dice Quaglietti - è necessario, che in Italia si metta in campo un piano massiccio di investimenti che migliori la sicurezza sui luoghi di lavoro, accresca il potere d'acquisto dei salari, e così faccia uscire dalla precarietà e ormai dalla povertà milioni di famiglie e disoccupati, favorendo anche la ripresa dei consumi e dell'economia nazionale."

 
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