Home arrow rassegna stampa arrow PENSIONI · Il rapporto 2009 della Commissione europea - L’allarme spesa in Italia non c’è
PENSIONI · Il rapporto 2009 della Commissione europea - L’allarme spesa in Italia non c’è PDF Stampa E-mail
domenica 19 aprile 2009

 

Da Il Manifesto del 19 aprile 2009

Il combinato disposto di crisi e aumento della spesa pensionisticamette a rischio i conti pubblici (e la crescita) dei paesi europei,ma in Italia meno che altrove. Il rapporto 2009 sull’invecchiamento della popolazione, che la commissione europea adotterà la prossima settimana, torna a ’invitare’ i governi europei ad agire, crisi o non crisi, sulla spesa pensionistica (riducendola, naturalmente). Ma nel rapporto l’Italia figura tra i paesi in cui la spesa cresce dimeno, per effetto - si dice - delle riforme degli anni ’90. La spesa pubblica legata all’invecchiamento della popolazione in rapporto al Pil aumenterà di oltre il 5 percento in Eurolandia e di oltre il 4 percento nell’Ue a 27. E se la Spagna - insieme a Grecia e Irlanda - viene indicata come uno degli stati membri maggiormente a rischio sul fronte dell'aumento della spesa pensionistica e legata alla terza età, con un balzo in rapporto al Pil di oltre il 7 percento entro il 2060, l’Italia figura nel gruppo di paesi (tra cui la Francia) in cui è attesa una impennata «più moderata », non oltre il 4 percento. Questo grazie alle riforme già effettuate dagli anni ’90 in poi. Germania e Regno Unito, invece, si situano in un gruppo di mezzo, quello che raccoglie i Paesi i cui costi dell’invecchiamento della popolazione vengono considerati «ancoramolto elevati», con un aumento della spesa tra il 4 e il 7 percento del Pil nei prossimi cinquant’anni. Per Bruxelles comunque bisogna agire subito, nonostante le difficoltà legate alla crisi economica. Perché l’impennata più consistente della spesa previdenziale sarà tra il 2015 e il 2035, in coincidenza con l’andata in pensione dei figli del baby-boom.

 
< Prec.   Pros. >

page counter