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Libertà di vignetta ... ma non alla RAI PDF Stampa E-mail
giovedì 16 aprile 2009

La Rai caccia Vauro. Non si scherza sul premier di Andrea Carugati Il nuovo vertice Rai esordisce cacciando un vignettista. Il tandem Garimberti-Masi, da pochi giorni alla guida della tv pubblica, dopo tre giorni dai proclami contro Santoro e Annozero del premier Berlusconi e del presidente Fini, ha preso la sua decisione: il vignettista Vauro è sospeso, fino alle prossime decisioni del cda, e dunque stasera non sarà in onda. A Santoro, al direttore di Raidue Marano e al direttore del Tg3 Di Bella (è la testata che ha la competenza su Annozero) la richiesta di «necessari e doverosi riequilibri informativi» in ordine ai servizi sull’Abruzzo.

Da L'Unità on line

 LA DECISIONE DI MASI Questa la decisione del dg Masi, presa ieri mattina dopo una due giorni di riunioni con Garimberti, Giancarlo Leone, Lorenza Lei e gli uffici legali, in cui la cassetta della puntata del 9 aprile è stata visionata, fino al passaggio che ha fatto impallidire Masi: la vignetta di Vauro sull’aumento delle cubature nei cimiteri. Nella lettera a Vauro, Masi parla di «grave inadempimento» degli obblighi contrattuali con una vignetta «gravemente lesiva del sentimento di pietà dei defunti». Vauro si trova in vacanza in Russia, e risponde ripubblicando sul suo sito la vignetta incriminata accompagnata da una scritta: «No alla censura, la satira è libertà!». «La notizia si commenta da sola», aggiunge. Santoro respinge ogni addebito e chiede di ritirare la sospensione di Vauro che definisce «una censura che produce una grave ferita per il nostro pubblico».

LA DESTRA ESULTA Dal centrodestra arrivano reazioni entusiaste. «Finalmente la la Rai ha un direttore generale», tuona Gasparri. Da altri parlamentari Pdl sfottò («Vauro resti a San Pietroburgo», dice Giuliano Cazzola), mentre il potente coordinatore Denis Verdini plaude a Masi e parla di «indegna, sgradevole e faziosa puntata» di Annozero. «È giusto che Santoro paghi», rincara Maurizio Lupi. Dal centrosinistra arriva un corale no alla censura. Con una differenza nei toni. Idv e forze di sinistra difendono a spada tratta Annozero parlando di regime e deriva autoritaria. Claudio Fava invita i giornalisti a «farsi sentire» e ha organizzato un sit-in per oggi alle 10.30 davanti a viale Mazzini. Dario Franceschini, prima ancora che fosse resa pubblica la sospensione di Vauro, aveva chiesto di evitare censure, pur chiarendo che «Annozero non mi piace». Vincenzo Vita, della sinistra Pd: «È iniziato l’assalto alla Rai». E Paolo Gentiloni: «Una scelta che lascia sconcertati. Ed è ancora più inspiegabile che tali provvedimenti riguardino la satira». Roberto Cuillo: «Un pessimo inizio per la nuova direzione Rai: c’è il sapore di una censura commissionata dall’alto». 16 aprile 2009

 

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 Vauro sospeso da tutte le reti della tv pubblica. Chiesta a Santoro una «puntata riparatrice» per «Annozero». I nuovi vertici di viale Mazzini subito all’opera

Da Il Manifesto del 16 aprile 2009 Micaela Bongi Lo avevano annunciato gli uomini di fiducia del Cavaliere: Michele Santoro questa volta non sarà sbattuto fuori dalla Rai, troppo comodo. E troppo rischioso, visto il precedente. E infatti a essere bandito dal territorio della tv pubblica per la puntata di Annozero dedicata al terremoto è Vauro. Fresco di nomina, il direttore generale Rai MauroMasi dà subito mostra del suo zelo e sfodera la mannaia della censura. Dopo la riuinione di mercoledì con il presidente PaoloGarimberti e altri dirigenti di vialeMazzini, convocati perché il programma di Raidue giovedì non era piaciuto a Berlusconi e Fini, ieri mattina la decisione del dg: sospensione da tutte le reti e testate del servizio pubblico per l’autore della vignetta «gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti» (è quella che pubblichiamo in alto a destra). E a Santoro, la richiesta di un immediato riequilibrio non del dibattito in studio (dove erano presenti il sottosegretario Crosetto e il direttore del Giornale Mario Giordano), ma addirittura dei servizi esterni, «apparsi fortemente squilibrati verso la tesi della carenza dei soccorsi e gravemente omissivi dell'opera e degli interventi della Protezione civile e delle forze dell'ordine». Una decisione, quella del dg, che rimanda alle «valutazioni di competenza del cda», che si riunirà la settimana prossima,ma che comunque, comunicata via lettera e senza una telefonata agli interessati, al direttore di Raidue Antonio Marano e a quello del Tg3 (dal quale dipende Annozero in periodo di par condicio) Antonio Di Bella, è subito effettiva. Tanto che, nel tripudio generale dei pidiellini - quelli del governo in prima fila - e tra le pochissime proteste del Pd, più che altro di area ex Margherita (da Paolo Gentiloni a Rosi Bindi), il consigliere d’amministrazione Nino Rizzo Nervo (quota ex Margherita) sbotta: «Pensavo che in Rai fosse stato nominato un direttore generale e non un Grande inquisitore. In soli sette giorni lavorativi Masi ha nell'ordine: messo sotto inchiesta Annozero, sospeso Vauro e inviato al giudizio del Comitato etico una puntata di Report. Torquemada sarebbe stato più cauto». E Rizzo Nervo invita Masi a «rileggersi la legge sui poteri e le competenze del direttore generale e del cda», perché a quest’ultimo «spetta l'accertamento di eventuali violazioni degli indirizzi editoriali». Il consigliere chiede perciò al dg di «revocare qualsiasi decisione assunta per eccesso di potere infrangendo la normativa aziendale ». Molto più contenuto il consigliere veltroniano Giorgio Van Straten che, in attesa di parlare in cda, per ora spiega di aver «invitato inutilmente alla prudenza» e chiede di «rispettare le prerogative e l'autonomia del cda». Ovviamente i consiglieri del Pdl si schierano compatti col dg. Tace il presidente «di garanzia» Garimberti. Dal canto suo, in una lettera aMasi, Santoro respinge le accuse sottolineando che alla sua redazione non sono arrivate richieste di rettifica o annunci di iniziative legali e che «le nostre critiche alla mancata pianificazione dei soccorsi trovano ampia conferma nei giornali di tutto il mondo». Quanto a Vauro, la sua sospensione «rappresenta una censura che produce una grave ferita per il nostro pubblico e per l'immagine della Rai». Il giornalista invita il dg a sorpassedere. Annozero questa sera andrà in onda: con una nuova puntata sull’Abruzzo (in collegamento Sandro Ruotolo), ma, riferiscono dalla redazione, senza sottostare a pressioni. Tanto che in studio, oltre a Niccolò Ghedini del Pdl, al giornalista del Sole24Ore Mariano Maugeri e a Titti Postiglione della Protezione civile, ci sarà Antonio Di Pietro. Per quanto riguarda Vauro, avrebbe comunque saltato la puntata perché proprio questa sera sarà in viaggio, di ritorno da San Pietroburgo: l’idea di farlo intervenire anche solo in collegamento telefonico è risultata dunque impraticabile.Ma ci sarà la satira di Sabina Guzzanti che, indignata, promette sorprese. Si fa sentire il comitato di redazione del Tg3: i giornalisti ssono «fortemente preoccupati» per ciò che la cura Masi «sembra preannunciare». Protesta la federazione nazionale della stampa. Protesta la sinistra, mentre sul fronte della maggioranza la Lega non attacca Santoro (il direttore di Raidue Marano l’altro ieri assicurava che sarebbe tornato in onda anche in autunno) e non si sbraccia per Masi. Che, indirettamente, cerca di ridimensionare la sua iniziativa: Vauro è sospeso per ora solo per una puntata, sarà il cda a decidere il da farsi per il futuro, si fa sapere. Ma se la nuova direzione generale (partita in quarta ma ancora in rodaggio) cerca di salvare in corner le prerogative del consiglio, non si esclude affatto che questo possa decidere di troncare il rapporto di collaborazione con Vauro. E il «caso» andrà anche in commissione di vigilanza, che per la prossima settimana ha in programma un imperdibile dibattito sul pluralismo.

 
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