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Sicurezza: Berlusconi e la Lega PDF Stampa E-mail
venerd́ 10 aprile 2009

Il cavaliere incontra i ministri della Lega, dopo lo stop alla norma sui Cie Ronde ed espulsioni, il premier: «Con Maroni e Bossi tutto chiarito» Berlusconi: «Nella maggioranza c'è condivisione sulle politiche per la sicurezza»

Da Il Corriere della sera on line

ROMA - Su ronde ed espulsioni Silvio Berlusconi prova a far tornare il sereno nei rapporti tra il Pdl e la Lega. Con il ministro dell'Interno Maroni è «tutto chiarito», ha assicurato il presidente del Consiglio. «Abbiamo avuto un chiarimento con piena soddisfazione di Maroni» ha detto il Cavaliere nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi, riferendosi al passo indietro del governo sulle ronde e alla bocciatura in Aula della norma sui Cie, questioni che hanno fatto andare su tutte le furie il Carroccio. «Nella maggioranza c’è piena condivisione sulle politiche della sicurezza» ha assicurato da parte sua il premier.

«LOTTA CONTRO IL TEMPO» - L'occasione per un chiarimento è stata quella del Consiglio dei ministri. Prima e dopo la riunione, infatti, il premier e i ministri del Carroccio Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli si sono incontrati più volte per trovare una via d'uscita. Durante la conferenza stampa, Berlusconi ha aggiunto che la maggioranza sta «lottando con il calendario per non fare decadere il decreto che scade il 26 aprile» e per fare in modo che i Cie «non riaprano le porte a oltre mille clandestini». Quanto alle assenze di mercoledì a Montecitorio, durante le votazioni sul decreto sicurezza, Berlusconi, ha sottolineato che «l'emergenza terremoto e le vacanze di Pasqua hanno portato minori presenze, ma sono situazioni - ha aggiunto - che riusciremo a recuperare in maniera certa».

«RESPONSABILE DEI RIMPATRI» - «Ho preso su di me la responsabilità di accelerare i rimpatri», ha poi chiarito il premier riferendosi sempre all'incontro avuto con il leader della Lega Nord Umberto Bossi. «Con alcuni Paesi - prosegue - ci sono poi anche dei rapporti di amicizia per cui non ci saranno problemi nei rimpatri che erano già in programma».

DECRETO AL SENATO IL 21 APRILE - Il Senato intanto schiaccia il piede sull'acceleratore. Il decreto sicurezza, licenziato mercoledì fortemente modificato dalla Camera, andrà martedì 21 aprile, all'esame dell'Aula di Palazzo Madama. Il presidente della commissione Giustizia, Filippo Berselli, spiega: «La commissione è stata convocata per lunedì 20 aprile. È un passaggio necessario per fissare contestualmente il termine degli emendamenti ed esaurire l'esame del provvedimento entro la mattina del giorno successivo. Scadrà il 25 aprile e quindi va convertito in legge senza modifiche, al più tardi entro mercoledì o giovedì». Sulla eventuale reintroduzione delle norme sugli immigrati e i Cie bocciate alla Camera, e che hanno fatto infuriare il Carroccio, Berselli osserva: «non ci sono i tempi tecnici per l'esame del decreto al Senato e un suo ritorno alla Camera. Probabilmente sarà inserito in un altro provvedimento». Possibile fiducia all'orizzonte? «Questo non lo so. In teoria è possibile, ma non spetta al presidente di commissione porre la fiducia. Sono valutazioni del governo. Se viene posta la fiducia, si vota martedì, ma questo è possibile soltanto se si usa questo strumento. Credo che ne sapremo di più nei prossimi giorni», conclude Berselli.

 «PIU' POTERI AL PREMIER» - In conferenza stampa Berlusconi è tornato anche sulle ipotesi di una riforma che assegni più poteri all’esecutivo. «Il premier dovrebbe avere gli stessi poteri dei colleghi europei, così come vanno ridotti i tempi per l'approvazione delle leggi». «Le difficoltà - ha aggiunto il Cavaliere, riferendosi anche alla situazione in Abruzzo - dipendono dalla nostra architettura istituzionale. Non voglio fare polemiche ma dobbiamo tenere conto dei tempi parlamentari per l'approvazione di una legge. Il nostro sistema istituzionale deve essere adeguato alle esigenze di un Paese moderno». Le riforme, secondo il premier, vanno fatte «con l'accordo di tutti, anche dell'opposizione che si rende conto che uno Stato moderno non può avere tempi come quelli che abbiamo noi per l'approvazione delle leggi».

 

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 SICUREZZA · Soluzione tecnica: 4 mesi nei Cie Bossi: «Faremo tutto» Ma nessuno sa come

Da Il Manifesto del 10 Aprile 2009

 Alessandro Braga

 «Faremo tutto, con Silvio Berlusconi faremo tutto ». Anche sul versante sicurezza, nonostante lo scherzetto che gli alleati del Popolo della libertà hanno riservato alla Lega due giorni fa alla Camera, bocciando l’articolo del decreto che prevedeva l’aumento del tempo di detenzione nei centri di identificazione e espulsione per i migranti da due a sei mesi. E il precedente stralcio, «forzatamente voluto» dal ministro Maroni, della norma che istituiva le ronde. Umberto Bossi, allontanandosi su un motoscafo in un canale di Venezia, dopo aver ricevuto la «benedizione» del cardinale Angelo Scola, sembra quasi convinto di quello che dice. A rafforzare le sue parole ci pensa Roberto Calderoli, al suo fianco: «Si trova tutto, la soluzione si trova». Quando si ha a che fare con uno come Silvio Berlusconi, che di miracoli se ne intende, una quadra si riesce sempre a trovare. Si è trovata sulle candidature alle prossime elezioni amministrative, si è trovata sui tempi di approvazione del federalismo fiscale, si troverà anche in questo caso. Ma, si sa, a volte è facile, altre è più difficile. Il ministro Maroni aveva chiesto un «incontro chiarificatore», aggiungendo che «se non avesse avuto le risposte che chiedeva», si sarebbe «comportato di conseguenza ». A chi gli aveva chiesto come, aveva risposto «lottando a mani nude». Fuor di metafora, il titolare del Viminale era pronto a rassegnare il suomandato nelle mani del premier. Per quello Silvio Berlusconi lo ha accontentato immediatamente. Anzi, di più, ieri Maroni ha potuto avere non uno, bensì due incontri con il premier. Uno prima del consiglio dei ministri (rimandato per le beghe interne alla maggioranza di quasi due ore, alla faccia degli sfollati abruzzesi che aspettavano di sapere quali nuove decisioni sarebbero state prese dal governo per loro). Il secondo, appena dopo. Tanto per far capire che il primo round non era servito ad appianare le divergenze. «Alquanto tempestoso», viene infatti definito l’incontro da chi ha partecipato. E c’è da crederci, visti gli argomenti all’ordine del giorno: permanenza dei migranti nei Cie e ronde. Alla fine, però, Silvio Berlusconi se n’è potuto uscire sorridente annunciando che Lega e Popolo della libertà hanno avuto «un chiarimento, con piena soddisfazione del ministro Maroni». Tanto soddisfatto che, a differenza del giorno prima, quando ha «vomitato logorroicamente» la sua rabbia in una conferenza stampa improvvisata, non si è degnato neppure di dire una parola. Forse perché tanto soddisfatto della «soluzione tecnica trovata» non è. Ma, giocoforza, farà buon viso a cattivo gioco. Almeno quando l’arrabbiatura gli sarà sbollita. Per ilmomento, preferisce il no comment. Insomma, tutti felici e sorridenti a dire che «nella maggioranza sono tutti d’accordo sul fatto che la norma va reintrodotta». Il problema ora è come. Ieri il premier ha dovuto ammettere che il centrodestra sta «lottando con il calendario per non far decadere il decreto che scade il 26 aprile».Ma, ha assicurato, «non vogliamo correre il rischio che mille clandestini vengano liberati». I tempi sono stretti. Le ipotesi in campo, due: o reintrodurre la norma come emendamento nel decreto legge (ma la data di scadenza sembra essere troppo vicina), o inserirla in un altro provvedimento. Che potrebbe essere un altro decreto legge. Dove, giusto per mediare un po’, il tempo di permanenza per i migranti nei Cie salirebbe dai due ai quattromesi, senza però arrivare ai sei previsti dall’articolo bocciato dalla Camera. Per capire quale soluzione il governo intenderà adottare, bisognerà aspettare i prossimi giorni. Al momento quel che è certo è che il decreto sicurezza, senza la norma sui Cie e senza le ronde, approderà all’esame del Senato il prossimo 21 aprile. Per anticipare i tempi, bisognerebbe, come aveva chiesto anche Maroni, far saltare la «vacanza pasquale» dei senatori. Chissà, forse la cosa farebbe contento anche Brunetta, sempre così attento a verificare che gli statali lavorino.

 

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Dopo la bocciatura di ronde e Cie, il premier tratta con il Carroccio "Rimpatri accelerati, i clandestini non usciranno dai Centri" Sicurezza, Berlusconi placa la Lega "Nessun problema, abbiamo chiarito"

Da Repubblica.it

ROMA - "Abbiamo avuto un chiarimento con piena soddisfazione del ministro Maroni e la maggioranza dei presenti ha espresso piena condivisione" dell'azione di governo. Silvio Berlusconi smorza così le polemiche seguite allo stop alla Camera delle norme sulle ronde e sui Cie. Un voto che aveva fatto infuriare la Lega che aveva gridato al tradimento. A conti fatti 17 parlamentari del Pdl avevano votato gli emendamenti del Pd e dell'Udc. Per questo Maroni aveva chiamato in causa il premier, chiedendogli di essere garante degli impegni presi dalla maggioranza. Poi il faccia a faccia tra Berlusconi e Bossi aveva abbassato la tensione. Per Berlusconi "c'è l'assoluta necessità di non far decadere il decreto" e tra l'emergenza terremoto e altre questioni, continua il premier, "le norme bisognerà recuperarle". "Bisogna assolutamente far sì che non ci sia l'evenienza di mettere in circolazione oltre mille clandestini" e il governo si impegna, sottolinea Berlusconi, ad "anticipare i rientri" in patria. Quanto alle assenze di ieri a Montecitorio, il premier le lega all'emergenza terremoto e alle vacanze di Pasqua: "Ma sono situazioni che riusciremo a recuperare in maniera certa". Il decreto sicurezza approverà in Aula al Senato martedi' 21 aprile, alla ripresa dei lavori assembleari dopo le festivita' pasquali. Il giorno prima, lunedi' 20, il provvedimento sara' esaminato dalla commissione Giustizia, il cui presidente, Filippo Berselli, spiega: ''E' un passaggio necessario per fissare contestualmente il termine degli emendamenti ed esaurire l'esame del provvedimento entro la mattina del giorno successivo. Il decreto scade il 25 aprile e quindi va convertito in legge senza modifiche, al piu' tardi entro mercoledi' o giovedi'''. Interpellato sulla possibilita' che al Senato vengano reintrodotte nel dl le norme sugli immigrati e quelle sulla permanenza nei Cie, bocciate ieri dalla Camera, Berselli nota come 'non ci siano "i tempi tecnici per l'esame del decreto al Senato e un suo ritorno alla Camera. Molto probabilmente le norme saranno inserite in un altro provvedimento''.

 
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