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Confindustria: "Entro il 2010 507.000 posti di lavoro in meno" PDF Stampa E-mail
venerd́ 27 marzo 2009

 Il Centro Studi di viale dell'Astronomia rivede al ribasso le stime del Pil Per il 2009 la previsione è di un -3,5%; +0,8% invece nel 2010 Sacconi: "Qualcuno ama il peggio". Tremonti: "Mi stupisco che si facciano previsioni" In compenso le famiglie risparmieranno sulle bollette (850 euro) e sui mutui (3200 euro)

Da Repubblica.it

ROMA - Tra la metà del 2008 e la metà del 2010 in Italia verranno persi 507 mila posti di lavoro, il 2,2% dell'occupazione totale. La stima è del Centro Studi della Confindustria. Gli analisti spiegano che nel 2010 il tasso di occupazione salirà al 9%, un valore analogo a quello del 2001 (6,1% il minimo del 2007). Se si considerano anche le persone in cassa integrazione che quindi conservano formalmente il rapporto d'impiego, i posti persi sarebbero 867 mila, cioè il 2,8%. Anche sulle stime sui tassi di disoccupazione c'è qualcuno "che si esercita nel piacere del peggio", ha commentato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, sottolineando che il dato sul tasso di disoccupazione "è molto al di sotto del 1997, quando era al 12,5% e - ha aggiunto - non era un secolo fa". Mentre il suo collega dell'Economia Giulio Tremonti è caustico: "Mi stupisco che ancora ci sia qualcuno che fa previsioni congiunturali. Forse sono congetturali". Confindustria aggiorna inoltre al ribasso le stime sul Pil: quest'anno, secondo il Centro Studi di Viale dell'Astronomia, il Prodotto Interno Lordo dovrebbe diminuire del 3,5% (-1,3% le stime dell'associazione degli imprenditori di dicembre). La previsione, spiega Confindustria, incorpora il ritorno alla crescita già nella seconda metà dell'anno. Per il 2010 prevista invece una crescita dello 0,8%. Anche per i conti pubblici è previsto un forte peggioramento. Il Centro studi di Confindustria indica un aumento, quest'anno, del deficit al 4,6% del Pil, dal 2,7% nel 2008, per poi iniziare a rientrare nel 2010 (4,3%). Il debito pubblico crescerà dal 105,8% del Pil nel 2008 al 112,5% nel 2009 fino a toccare nel 2010 il 114,7%, valore di poco inferiore a quello del 1998. Unica nota positiva, in particolare per le famiglie, la diminuzione dei prezzi. In particolare la discesa dei prezzi dei prodotti energetici porterà nel 2009 risparmi per le bollette delle famiglie di circa 850 euro. Nel complesso, secondo Confindustria, il risparmio della bolletta energetica in Italia raggiungerà i 35 miliardi di euro. Mentre grazie al calo dei tassi d'interesse le famiglie italiane che hanno acceso un mutuo a tasso variabile risparmieranno in media nel 2009 3.200 euro.

 

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PREVISIONI · La Confindustria vede sempre più nero Pil -3,5% e 507 mila disoccupati in più

Da Il Manifesto del 27 marzo 2009

Galapagos

Nella tombola delle previsioni (tutte al ribasso) sull’andamento dell’economia italiana nel 2009 ieri è uscito il 3,5% estratto dal Centro studi della Confindustria. Solo un paio di mesi fa gli analisti di via dell’Astronomia, smentendo le previsioni del governo, avevano previsti una caduta della ricchezza prodotta del 2,6%. Ma da allora è accaduto che il Pil nel quarto trimestre 2008 sia diminuito su base annua molto più del previsto. E al tempo stesso i primi dati del 2009 sugli ordinativi e la produzione industriale segnano una nuova pesante caduta. Che come al solito si rifletterà sul lavoro: tra il 2008 e il 2010 andranno in fumo 507 mila posti di lavoro e il tasso di disoccupazione nel 2010 toccherà la soglia del 9% dopo un minimo del 6,1% nel 2007. Il governo non ha preso bene le nuove stime: per il minsitro Saccconi si trtta di opinioni del tutto «opinabili». «Il numero di persone che davvero perderà il posto di lavoro sarà molto inferiore a quanto indicato dalle unità di contabilità nazionale perché i dipendenti in cassa integrazione conservano formalmente il rapporto di impiego », sostiene il rapporto. E Luca Paolozzi, direttore del Centro studi, spiega che «c'è molta meno sovraoccupazione rispetto alla crisi del 1993. Gli attuali occupati sono quelli che alle aziende servono effettivamente. Non è un caso la richiesta di maggior ricorso alla Cig: serve a non licenziare perché sono lavoratori che sono utili alle imprese e torneranno ad esserlo quando ci sarà la ripresa». Il Centro studi Confindustria vede però una crescita del Pil +0,8% nel 2010 grazie a un accenno di ripresa già nella seconda metà di quest'anno. A pesare sulla stima è la frenata del primo trimestre 2009 che dovrebbe risultare pari a -1,4% rispetto al trimestre precedente e a -4,6% su base annua. Il secondo trimestre dovrebbe vedere una variazione congiunturale del -0,4% che si rifletterebbe su una tendenziale del -4,3%. I segnali di ripresa arriverebbero con il terzo trimestre: +0,1% congiunturale che si tradurrebbe in un -3,6% tendenziale e un +0,2% congiunturale nell'ultimo trimestre pari al -1,5% tendenziale. Secondo Confindustria l'economia avrà beneficio dagli effetti ritardati delle misure espansive monetarie e di bilancio, degli incentivi ai consumi e dei risparmi sulla bolletta energetica e alimentare, della riduzione dell'inflazione e della minor forza dell'euro. Il risparmio energetico a livello mondiale dovrebbe essere intorno ai mille miliardi di dollari; in Italia vale circa 35 miliardi di euro pari a un risparmio intorno ai 850 euro l'anno per le famiglie. Il risparmio sugli interessi sui mutui ipotecari dovrebbe attestarsi a 4 miliardi di euro pari a circa 3.200 euro per le famiglie con un mutuo a tasso variabile. Secondo il Centro studi «non può esserci ripresa se non viene sbloccata la Finanza» Poi si sottolinea che «lo scioglimento del nodo del credito è tanto più necessario in quanto negli ultimi mesi sono diventati evidenti i segnali di stretta selettiva nei prestiti bancari». In particolare in Italia «i prestiti erogati alle imprese sono in forte rallentamento: +6,4% a gennaio 2009 (+12,8% un anno prima), con un aumento dello 0,2% destagionalizzato su dicembre». In calo anche i prestiti alle famiglie: -0,5% a gennaio sullo stesso mese del 2008. Il tutto pur i presenza di una caduta del costo del credito: il tasso medio pagato dalle imprese è sceso al 3,8% sulle nuove operazioni a gennaio 2009, dal 5,8% di ottobre del 2008. Il CsC ha anche fornito previsione nerissime sui conti pubblici: il deficit pubblico è destinato ad aumentare nel 2009 al 4,6% del Pil, dal 2,7% nel 2008, e ridurrà al 4,3% nel 2010 (4,3%). Il debito pubblico crescerà dal 105,8% del Pil nel 2008 al 112,5% nel 2009, fino a toccare nel 2010 il 114,7%, valore di poco inferiore a quello del 1998.

 
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