Home arrow rassegna stampa arrow General Motors annuncia: sull’orlo del fallimento
General Motors annuncia: sull’orlo del fallimento PDF Stampa E-mail
venerd́ 06 marzo 2009

da Liberazione - 6 marzo 2009

Simonetta Cossu

E dopo la pioggia arrivò la tempesta. General Motors, la più grande casa automobilistica al mondo, ha dichiarato alla Sec, la Consob Usa, di «avere dei dubbi sulla propria continuità aziendale ». Cosa significa? Significa semplicemente che dopo aver chiesto aiuti finanziaria sia a casa che agli Stati europei, il colosso dell’auto mette una seria ipoteca sul suo futuro e parla di «dubbi sostanziali » sul «going concern» dell’azienda, cioè GM specifica che le ricorrenti perdite e l’incapacità di generare flussi di cassa sufficienti a ripagare le passività mettono in pericolo il suo futuro.

In pratica la casa di Detroit ha messo nero su bianco la possibilità di avviare la procedura di bancarotta, ricorrendo al “Capitolo 11”, la legge Usa che garantisce la protezione dai creditori, nel caso in cui non sia possibile riorganizzare le sue attività e finanziare i debiti. In breve significa fallimento. Nell’aggiornamento alla Sec, la GM indica che questi dubbi sono stati espressi anche dal suo auditor, la Deloitte & Touche. «La nostra società indipendente di revisione contabile - si legge nel documento della GM - indica che le nodecine di fornitori di primo e secondo livello e effetti sull’occupazione statunitense e mondiale mai visti prima.

GM è infatti presente in ogni angolo del globo con decine di marchi che vanno da Chevrolet a Vauxhall, da Caddilac a Opel ed è proprio questa ultima controllata europea a destare forti preoccupazioni anche in sede Ue. Da sottolineare che la crisi di General Motors, ex alleata di Fiat, trova ragione d’essere in tre anni disastrosi dove il gigante di Detroit ha perso oltre 80 miliardi di dollari e solo recentemente ha ricevuto aiuti federali dal Governo di Barack Obama per 13,4 miliardi. Una cifra ingente che è servita però soltanto solo a tamponare un’emorragia e l’esposizione verso banche e fornitori. L’allarme è rimbalzato alla Casa Bianca.

L’amministrazione Obama ammette «l’urgenza» della situazione. I timori espressi dalla società di consulenza su GM «sono in linea con le nostre aspettative » ha dichiarato un portavoce spiegando che l’amministrazione sta lavorando a pieno ritmo su Gm e l’industria automobilistica. Una vera corsa contro il tempo. Perchè Gm ha fatto sapere che potrebbero essere diverse le cause che potrebbero costringerla al fallimento: dal non ottenere ulteriori finanziamenti, alla mancata dilazione dei rimborsi ai detentori di obbligazioni, come al mancato accordo con il sindacato. Il tempo scade a fine mese, in questo lasso di tempo dovrà convincere la Casa Bianca che il piano di ristrutturazione presentato a febbraio al Dipartimento del Tesoro funziona, se non ci riuscirà è molto probabile che l’azienda di Detroit non riceverà altri prestiti di cui dice di aver bisogno. Senza contare che il governo potrebbe a quel punto chiedere la restituzione immediata di quanto è stato dato fino ad oggi.

La notizia ha fatto precipitare le Borse finanziarie. Infatti è durato solo un giorno il rimbalzo degli indici americani, che erano stati sostenuti dalla speranza dagli annunci attesi dal governo cinese sulle nuove misure di stimolo all’economia, oltre che da ragioni tecniche. Ieri invece sono arrivate una serie di notizie negative dagli Stati Uniti che hanno contribuito a far tornare la sfiducia sui mercati. Oltre a GM che ha perso 13,6%. alle 14,30 sono stati diffusi i dati sulla disoccupazione, che rimane alta con i sussidi oltre quota 600 mila mentre la produttività è scesa dello 0,4%. stre continue perdite operative, il depauperamento del capitale e l’incapacità di generare sufficiente flusso di cassa per far fronte ai nostri obblighi sollevano dubbi sostanziali sulla nostra capacità di garantire la continuità aziendale».

Pertanto, continua il testo «se non riusciremo ad applicare con successo il nostro piano di rilancio, potremmo non essere in grado di garantire la continuità aziendale e potremmo essere costretti a chiedere la protezione dai creditori in base al codice fallimentare americano ». L’annuncio di ieri era stato preceduto nei giorni scorsi dalle dichiarazioni del responsabile europeo, Mr. Henderson che intervenendo al salone dell’auto di Ginevra aveva lanciato l’allarme riguardo agli impianti che l’azienda ha in Europa. Il piano di rilancio che viene citato nella comunicazione alle Sec prevede che le vendite continuino a calare nel 2009, ma che tornino a crescere nel 2010. L’eventuale fallimento di GM, tra l’altro ventilato da oltre due anni, e dunque ben prima dell’emergere dell’attuale crisi economica e finanziaria potrebbe generare uno scenario realmente apocalittico con ripercussioni gravissime co

 
< Prec.   Pros. >

page counter