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AUTO, SCONTRO TRA DETROIT E UAW - Gm rompe col sindacato PDF Stampa E-mail
lunedì 16 febbraio 2009

 A rischio il salvataggio

Da Lastampa.it

I lavoratori Usa: "La previdenza dei pensionati non si tocca"

FRANCESCO SEMPRINI

NEW YORK Nuovi segnali allarmanti giungono da Detroit. Mentre per domani è attesa la presentazione al Congresso dei piani di ristrutturazione dei colossi americani delle quattro ruote, ieri si sono interrotte le trattative tra General Motors e United Auto Workers (Uaw), il principale sindacato di categoria. L’impasse negoziale rischia di creare seri problemi al primo produttore Usa di auto che domani dovrà presentare in Congresso il programma di rilancio aziendale per ottenere l’ultima tranche dei 13,4 miliardi di dollari messi a disposizione del governo per far fronte alla peggiore crisi di settore degli ultimi 25 anni. Tuttavia nella serata di ieri c’è stato un riavvicinamento tra Gm e i sindacati: nella notte sarebbe in programma un nuovo incontro alla ricerca di un accordo dopo l’interruzione delle trattative. Lo strappo tra Gm e Uaw si dovrebbe a dissensi sulla modulazione dei piani di assistenza medica per gli ex dipendenti del colosso di Detroit. I rappresentati di azienda e associazione di categoria non avrebbero ancora trovato l’intesa sulla costituzione del fondo fiduciario che deve gestire le spese sanitarie. «Gm ha avanzato richieste dannose per i lavoratori vicini o già in pensione e per il loro accesso all’assistenza sanitaria di cui hanno diritto», spiega una fonte che ha voluto mantenere l’anonimato. La società di Detroit è in debito di 20,4 miliardi di dollari nei confronti del fondo, che dovrebbe prendere in mano la gestione delle spese per la copertura sanitaria di circa 500 mila pensionati «blue collar» e delle loro rispettive famiglie. Il fondo consentirebbe a Gm di scontare dai propri libri contabili 46,7 miliardi di dollari di costi, in linea col nuovo contratto quadriennale siglato da Uaw nel 2007. Un accordo con il sindacato appare cruciale per la strategia di lungo periodo con cui la società deve convincere il Governo che riuscirà a sopravvivere e restituire il denaro preso in prestito dalle casse federali. Gm ha già ricevuto fondi pubblici per 9,4 miliardi e potrebbe ottenerne altri quattro se le autorità americane trovassero soddisfacente il progetto di ristrutturazione. «Siamo determinati a presentare un piano che sia in linea con i parametri previsti», dichiara il portavoce di Gm, Tony Sapienza. Anche in casa Chrysler le trattative con Uaw vanno a rilento a causa delle difficoltà di intesa sulla questione della copertura sanitaria per i pensionati. La società di Auburn-Hill è obbligata a pagare circa 9,9 miliardi al suo fondo fiduciario creato per gestire le assicurazioni mediche. In questo modo si libererebbe di passività di lungo termine per 16 miliardi. Ma le divergenze incontrate dai vertici del gruppo e dai sindacati sulla gestione del fondo rischiano di creare problemi al gruppo che punta a incassare tre miliardi di prestiti governativi oltre i quattro già ottenuti. Inoltre Gm e Chrysler devono trovare un’intesa per ridurre i costi della manodopera al livello di quelli degli operai impiegati negli stabilimenti dei produttori giapponesi che si trovano in territorio americano. Una manovra che garantirebbe un abbattimento dei costi e rilancerebbe le due aziende in termini di competitività rispetto alle concorrenti asiatiche. Inoltre, ognuno dei due gruppi dovrebbe presentare due progetti: per Chrysler uno includerebbe la Fiat, mentre per Gm uno dei due piani comporterebbe la bancarotta. «Siamo in grado di predisporre il piano da soli» ha precisato il vice presidente di Chrysler, Jim Press, aggiungendo che l’alleanza con Fiat «salverà posti di lavoro americani e accelererà l’introduzione di nuove auto più efficienti». Un altro importante appuntamento è la firma da parte di Barack Obama del piano di incentivi all’economia da 787 miliardi di dollari prevista per domani durante il viaggio del presidente a Denver in Colorado. L’amministrazione starebbe inoltre definendo i dettagli del piano per la casa, che sarà presentato mercoledì e che punta a ridurre e prevenire i pignoramenti attraverso lo stanziamento di fondi per aiutare chi ha difficoltà a pagare le rate mensili.

 
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