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«NUOVA» ALITALIA Cassintegrati e precari occupano gli uffici e poi l’autostrada PDF Stampa E-mail
venerdì 13 febbraio 2009

VIDEO ANSA

da il Manifesto - 13 febbraio 2009

Francesco Piccioni

Le soluzioni truffaldine, per quanto imposte d’autorità, lasciano sempre strascichi consistenti. Di tutte, l’Alitalia è stata la più pasticciata. E anche ieri se n’è avuta conferma. Circa trecento cassintegrati e precari hanno occupato simbolicamente gli uffici dell’amministrazione. Chiedevano ragione del fatto che ancora non percepiscono l’assegno (in teoria l’80% dell’ultimo stipendio, comprensiva dell’integrazione decisa per il trasporto aereo al tempo del «decreto » ad hoc per facilitare il passaggio a Cai).

Stessi problemi, seppur con garanzie minori, per i precari. L’argomento è spinoso, ma in fondo semplice: i soldi non arrivano perché l’Inps non ha mai ricevuto dalla «vecchia Alitalia» (la bad company guidata dal commissario straordinario, Augusto Fantozzi) né le liste dei lavoratori non assunti dalla «nuova» compagnia di Colaninno, né i conteggi relativi (ogni cassintegrato deve ricevere un assegno «in proporzione», ovviamente diverso per ciascuno).

Qui l’affare si ingarbuglia. Fantozzi – che a quanto pare afferma di aver provveduto a inviare quei dati – ha affidato il «service amministrativo», con regolare contratto, ... proprio alla Cai. «La quale – spiegano i sindacalisti dell’Sdl – già ha fatto assunzioni all’osso per le aree del core business, come il volo, figuriamoci per un lavoro conto terzi». Insomma, la «nuova» compagnia sfrutta oltre misura (e a stipendio ridotto) quel 50% di ex Alitalia che ha assunto, e ritarda la trasmissione dei dati perché l’altro 50% possa sopravvivere a spese pubbliche.

Il problema diventa drammatico per quelle famiglie – e non sono poche, in questo settore – in cui entrambi i coniugi sono ex dipendenti ora cassintegrati. Gli occupanti chiedevano di incontrare qualche resposabile della società, ad esempio il direttore delle «risorse umane», Di Stefano. Dopo due ore si attesa – e nessun segno di vita da parte dell’azienda – si sono diretti in corteo verso l’autostrada, bloccando lo svincolo d’ingresso in aeroporto. La lunga fila delle auto ha fatto muovere la polizia e il direttore dell’aeroporto, Vitaliano Turrà.

Ma nemmeno questi riuscivano a ottenere che qualcuno della compagnia si facesse vivo. Veniva raggiunta una prima mediazione – mediante assemblea e voto ad alzata di mano – che consentiva di liberare una delle due corsie dello svincolo. Alcune centinaia di passeggeri, intanto, si erano avviate a piedi verso il terminale, solidarizzando però con i lavoratori. Dopo quasi due ore, la polizia riceveva l’ordine di «liberare» lo svincolo e – in assetto da carica – costringeva i manifestanti a tornare verso l’«area tecnica». Il corteo arrivava poi fino alle biglietterie, sciamando tra la gente. Non sorprende la «sordità» dell’azienda, che si è fin qui comportata come se i lavoratori fossero solo un fastidioso intralcio. Sorprende semmai quella del governo, che dovrebbe far di tutto per dimostrare che ora le cose «funzionano meglio». Evidentemente non è possibile.

 

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Alitalia, bloccata la Roma-Fiumicino

da larepubblica.it - 13 febbraio 2009

Protesta precari, passeggeri a piedi Il sindacalista: "L'azienda ha abbandonato a se stessi migliaia di lavoratori" Intervento della polizia. Circolazione ripresa dopo circa due ore Alitalia, bloccata la Roma-Fiumicino Protesta precari, passeggeri a piedi L'occupazione degli uffici di Alitalia a Fiumicino

ROMA - Decine di passeggeri si sono incamminati, con le valige al seguito, dall'autostrada Roma-Fiumicino bloccata all'improvviso, intorno alle 12.40, da oltre 200 cassintegrati e precari di Alitalia che stamattina avevano già occupato per oltre due ore gli uffici dell'amministrazione. Nel mirino della protesta i ritardi, già denunciati nelle scorse settimane, nell'invio all'Inps delle liste dei lavoratori in cigs. Ritardi che stanno impedendo l'erogazione a questi dipendenti del trattamento economico.

Dopo aver presidiato gli uffici dell'amministrazione, i manifestanti si sono spostati in corteo fino all'uscita dell'autostrada Roma-Fiumicino, per rallentare la viabilità in entrata all'aeroporto. Il blocco, all'altezza della parte terminale dell'autostrada, ha creato un 'tappo' ad auto e pullman incolonnati in una lunga fila. Di conseguenza, per non perdere il proprio volo, molti passeggeri hanno deciso di scendere da veicoli e taxi ed incamminarsi verso le aerostazioni che distano circa un chilometro. "Con questa protesta si vuole far emergere il gravissimo problema causato dall'azienda che ha abbandonato a se stessi migliaia di lavoratori cassaintegrati e precari, senza un euro da mesi", ha spiegato il coordinatore nazionale del Sdl, Fabrizio Tomaselli.

Dopo aver richiesto inutilmente informazioni sulla situazione di cassaintegrati e precari, è stata richiesta - ha riferito il sindacalista - la presenza del responsabile risorse umane Di Stefano. Dopo ulteriore ed inutile attesa i lavoratori si sono indirizzati presso altri uffici che si trovano lungo l'Autostrada Roma Fiumicino". Per tentare una mediazione è intervenuto il direttore dell'Aeroporto di Fiumicino, Vitaliano Turrà. "Vogliamo che dall'Alitalia si presenti qualcuno e mantengano le promesse fatte", hanno detto i cassintegrati al direttore, che è riuscito ad ottenere l'apertura di un varco, in modo da permettere il flusso dei veicoli rimasti bloccati per circa 50 minuti sull'autostrada, con una colonna lunga diversi chilometri.

La decisione è arrivata al termine di una votazione ad alzata di mano. C'è stato anche qualche battibecco tra automobilisti e manifestanti, in particolare quando è stato liberato il varco. In precedenza, invece, alcuni passeggeri che si erano incamminati a piedi verso l'aerostazione seppur spazientiti per il disagio, avevano espresso solidarietà ai cassintegrati. Alle 14.05 l'intervento di un drappello della Celere, in assetto antisommossa, ha fatto sì che il blocco fosse rimosso. Gli agenti si sono spostati verso il nucleo degli occupanti: non ci sono stati momenti di tensioni, tranne qualche spintone. I manifestanti, tenendo le mani alzate e urlando 'Vergogna, Vergogna', si sono di nuovo incamminati verso l'area tecnica dell'Alitalia.

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LIBERAZIONE - 13 febbraio
Regione Lazio: da lunedì anticipo della cassa integrazione
ALITALIA, CASSINTEGRATI E PRECARI BLOCCANO LA ROMA-FIUMICINO
Decine di passeggeri si sono incamminati, con le valige al seguito, dall'autostrada Roma-Fiumicino bloccata all'improvviso, intorno alle 12.40, da oltre 200 cassintegrati e precari di Alitalia che ieri mattina avevano già occupato per oltre due ore gli uffici dell'amministrazione. Nel mirino della protesta i ritardi, già denunciati nelle scorse settimane, nell'invio all'Inps delle liste dei lavoratori in cigs. Ritardi che stanno impedendo l'erogazione a questi dipendenti del trattamento economico.
Dopo aver presidiato gli uffici dell'amministrazione, i manifestanti si sono spostati in corteo fino all'uscita dell'autostrada Roma-Fiumicino, per rallentare la viabilità in entrata all'aeroporto. Il blocco, all'altezza della parte terminale dell'autostrada, ha creato un "tappo" ad auto e pullman incolonnati in una lunga fila.
«Con questa protesta si vuole far emergere il gravissimo problema causato dall'azienda che ha abbandonato a se stessi migliaia di lavoratori cassaintegrati e precari, senza un euro da mesi», ha spiegato il coordinatore nazionale del SdL, Fabrizio Tomaselli. «Dopo aver richiesto inutilmente informazioni sulla situazione di cassaintegrati e precari, è stata richiesta - ha riferito il sindacalista - la presenza del responsabile risorse umane Di Stefano. Dopo ulteriore ed inutile attesa i lavoratori si sono indirizzati presso altri uffici che si trovano lungo l'Autostrada Roma Fiumicino».
Per tentare una mediazione è intervenuto il direttore dell'Aeroporto di Fiumicino, Vitaliano Turrà. «Vogliamo che dall'Alitalia si presenti qualcuno e mantengano le promesse fatte», hanno detto i cassintegrati al direttore, che è riuscito ad ottenere l'apertura di un varco, in modo da permettere il flusso dei veicoli rimasti bloccati per circa 50 minuti sull'autostrada, con una colonna lunga diversi chilometri. La decisione è arrivata al termine di una votazione ad alzata di mano.
Alle 14.05 l'intervento di un drappello della Celere, in assetto antisommossa, ha fatto sì che il blocco fosse rimosso. Gli agenti si sono spostati verso il nucleo degli occupanti: non ci sono stati momenti di tensioni, tranne qualche spintone. I manifestanti, tenendo le mani alzate e urlando "Vergogna, Vergogna", si sono di nuovo incamminati verso l'area tecnica dell'Alitalia.
In serata è arrivata la notizia che da lunedì prossimo i lavoratori Alitalia in cassaintegrazione potranno ottenere l'anticipo delle somme cui hanno diritto rivolgendosi agli sportelli di Unicredit Banca di Roma del Lazio. Il provvedimento era stato annunciato nei giorni scorsi da Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio, e messo a punto dall'assessore regionale al Lavoro, Alessandra Tibaldi.
A rendere operativo il provvedimento è stata la firma, nel pomeriggio, della convenzione tra Unionfidi Lazio e Unicredit Banca di Roma, che disciplina la concessione di anticipazioni bancarie ai lavoratori «dipendenti di aziende in difficoltà economica finanziaria con particolare riferimento ai lavoratori Alitalia e comunque dei lavoratori ritenuti in possesso di requisiti per avvalersi della integrazione salariale straordinaria da parte dell'Inps». Unionfidi Lazio si occuperà di rilasciare le garanzie a copertura delle anticipazioni bancarie per un periodo massimo di quattro mensilità, quelle necessarie perchè l'Inps sblocchi effettivamente i fondi. I cassaintegrati potranno rivolgersi direttamente presso le agenzie Unicredit di Roma nel Lazio, esibendo il documento che attesta la loro condizione, un documento di identità, il codice fiscale e sottoscrivendo le autocertificazioni che comproveranno il possesso dei requisiti: una volta aperto il conto corrente dovranno comunicarne le coordinate al datore di lavoro, che a sua volta le trasmetterà all'Inps.
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ANSA - 12 febbraio
PROTESTA CASSINTEGRATI ALITALIA: DISAGI FIUMICINO
Roma - Alitalia di nuovo al centro delle proteste dei lavoratori, che questa volta sono scesi in strada denunciando il protrarsi dei ritardi nella corresponsione degli assegni di sostegno al reddito, e chiedendo che venga messa la parola fine sul rimpallo di responsabilità, tra ministero del Lavoro, Inps ed azienda stessa. In circa duecento tra cassaintegrati e precari della vecchia compagnia di bandiera stamattina hanno bloccato l'accesso allo scalo di Roma-Fiumicino per alcune ore, con conseguenti disagi per i passeggeri.
Mentre sulla vicenda in serata è intervenuto l'Enac, con il presidente Vito Riggio che ha "personalmente interessato" il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, affinché "venga al più presto sanato il ritardo nei pagamenti" della cassa integrazione, e l'amministratore delegato della nuova Alitalia, Rocco Sabelli, "a prestare tutto il supporto anche della nuova società per una risoluzione celere delle pratiche", dal ministero è arrivata una replica sulla ricostruzione delle tappe. Il ministero del Lavoro e l'Inps, viene sottolineato in una nota, "hanno dato corso con la massima tempestività e sollecitudine a tutte le procedure necessarie di rispettiva competenza per la definizione e l'erogazione dei trattamenti di sostegno al reddito, condizionati, peraltro, dal ritardo nella trasmissione degli elenchi dei lavoratori interessati". Elenchi "trasmessi dalle aziende Alitalia in amministrazione straordinaria all'Inps solo in data 10 febbraio (e, dunque, appena due giorni fa)", dice il ministero. Intanto, il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha fatto sapere che da lunedì 16 febbraio i lavoratori ex Alitalia in cassa integrazione potranno ottenere l'anticipo delle somme cui hanno diritto rivolgendosi agli sportelli di Unicredit Banca di Roma del Lazio. Quanto ai manifestanti, stamattina hanno dapprima occupato, per oltre due ore, gli uffici dell'amministrazione di Alitalia nello scalo di Roma-Fiumicino e poi si sono spostati in corteo sino all'uscita dell'autostrada che collega il centro della città con lo scalo romano. Costringendo, a questo punto, decine e decine di passeggeri anche a scendere dalle vetture, valigie al seguito, per raggiungere a piedi l'aeroporto, pur di non perdere il volo.
Dopo altre due ore circa, solo l'intervento della polizia ha determinato lo scioglimento del blocco. "Non percepiamo un euro da tre mesi", è stata la denuncia collettiva riassunta nelle parole di un cassaintegrato. E' "un fatto di inaudita gravità", ha affermato il segretario generale Fit-Cisl, Claudio Claudiani, chiedendo subito i soldi per i cassaintegrati. "Ci sono grandi ritardi di Alitalia nel fornire liste e documenti - ha spiegato Cesare Albanese dell'SdL durante la protesta - che stanno provocando la mancata erogazione della cassa integrazione da dicembre". così come i precari non sono coperti dall'indennità di disoccupazione. Da parte loro, i passeggeri ne hanno pagato le conseguenze ma, in molti casi, sono stati clementi. "E' una vergogna, ma anche se ho perso il mio volo, questi manifestanti hanno tutta la mia solidarietà", ha detto uno di loro.
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L’UNITÀ.it - 12 gennaio
I PRECARI ALITALIA BLOCCANO L'AUTOSTRADA PER ORE
Circa 200 dipendenti Alitalia tra cassintegrati e precari, hanno bloccato l’accesso all’aeroporto di Fiumicino per qualche ora. La protesta nasce dal fatto che da circa tre mesi non arrivano i soldi dalla cassa integrazione. «Ci sono grandi ritardi di Alitalia nel fornire le liste dei cassintegrati all’Inps e al fondo speciale di sostegno - ha spiegato Cesare Albanese dell’SdL - circostanza che sta provocando la mancata erogazione della cassa integrazione da dicembre. A loro volta i precari chiedono certezze sul futuro e si lamentano, perché Alitalia non fornisce i documenti necessari per poter avere gli assegni di disoccupazione».
«Non percepiamo un euro da 3 mesi - ha detto un dipendente - pretendiamo di avere i soldi sul nostro conto corrente, è un nostro diritto. Oltre ad essere stati licenziati, adesso non ci pagano neppure. Il balletto delle responsabilità fra la nuova Alitalia, commissario e Inps non ci interessa: è una questione burocratica, la risolvano. E non la rimandino di settimana in settimana. Vogliamo chiedere oggi ai quando prenderemo i soldi, altrimenti da qui non ce ne andiamo».
La protesta, dopo attimi di tensione con battibecchi tra passeggeri nelle auto e i manifestanti, è terminata alle 14.05 con l’intervento di un drappello della Celere, che ha determinato lo scioglimento del blocco dell’autostrada Roma-Fiumicinio. Gli agenti si sono spostati verso il nucleo degli occupanti: non ci sono stati momenti di tensioni, tranne qualche spintone. I manifestanti, tenendo le mani alzate e scandendo slogan del tipo «vergogna, vergogna», si stanno ora
di nuovo incamminando verso l'area tecnica dell’Alitalia. Lentamente la lunga coda di veicoli rimasti bloccati in autostrada so è sbloccata.
Alcune decine dei cassaintegrati e precari di Alitalia sono ora all'interno della hall dell'aerostazione dei voli nazionali, al Terminal A. Sostando finora in silenzio hanno srotolato uno striscione con su scritto «Comitato cassaintegrati e precari». A vista sono sempre controllati da agenti di polizia e carabinieri.
Intanto i senatori del Pd Vittoria Franco, Anna Finocchiaro, Tiziano Treu, Giorgio Roilo, Tamara Blazina, Franca Biondelli, Ria Ghedini, Achille Passoni, Paolo Nerozzi e Pietro Ichino hanno presentato oggi, un'interrogazione urgente al ministro Sacconi per sapere quali iniziative il governo vuol intraprendere per assicurare alle lavoratrici ed ai lavoratori, che hanno legittimamente richiesto l'esonero dal lavoro notturno all'azienda Alitalia-Cai SpA, di esercitare i propri diritti di cura nei confronti dei figli e delle persone disabili a proprio carico, come garantito dalla legge italiana.
Nell'interrogazione si chiede inoltre «quali iniziative il ministro Sacconi intenda intraprendere per promuovere l'applicazione da parte di Cai degli standard contrattuali di protezione delle lavoratrici con figli minori di uno, tre o nove anni, già in vigore presso Alitalia». «Già più volte interpellato sulla vicenda - spiega la senatrice Vittoria Franco, ministro per le Pari Opportunità del governo ombra - il governo ha risposto in maniera contraddittoria. Dapprima sostenendo di aver osservato le norme previste dalle leggi italiane a riguardo. Poi però su richiamo della Commissione europea, la cui normativa garantisce la possibilità alle lavoratrici di scegliere se astenersi dal lavoro notturno, il ministero del lavoro ha riconsiderato la prima interpretazione sostenendo che, davanti all'orientamento Ue, la normativa italiana non possa applicarsi al lavoro notturno del personale Cai».
«Tuttavia - prosegue la senatrice Franco - la questione sollevata dalla Commissione europea riguarda esclusivamente l'esigenza di assicurare la parità di trattamento economico tra lavoratrici in maternità e lavoratori e che comunque non inficia gli istituti di tutela delle lavoratrici madri previste dalla legge nazionale. Con questa interrogazione - conclude Franco - chiediamo al governo una parola chiara e definitiva sulla situazione che riguarda molte lavoratrici e lavoratori della Cai che non possono vedersi privare un diritto garantito dalla legge italiana».
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LA STAMPA.it - 12 febbraio
ALITALIA, PROTESTA DEI CASSINTEGRATI
«Non ci pagano». Autostrada bloccata
Roma - Poco dopo le 11:00 all’aeroporto di Fiumicino circa 200 tra cassintegrati, precari e piloti della nuova Alitalia hanno occupato gli uffici dell’amministrazione. Al centro della protesta, ha spiegato Cesare Albanese, rappresentante dell’SdL, «i ritardi di Alitalia nel consegnare le liste dei cassintegrati all’Inps e al Fondo speciale di sostegno. Questo causa la mancata erogazione della cassa integrazione da dicembre». I precari, ha aggiunto il rappresentante sindacale, «si lamentano per il fatto che la compagnia non fornisce i documenti necessari per poter avere gli assegni di disoccupazione». I manifestanti hanno chiesto un incontro con i dirigenti responsabili e hanno avvertito: «in assenza di chiarimenti, da qui non ce ne andiamo».
I precari e cassintegrati dell’Alitalia che da stamattina manifestano all’aeroporto di Fiumicino hanno bloccato l’uscita dell’autostrada Roma-Fiumicino, in direzione dello scalo. In pochi minuti si è formata una lunga coda di auto, taxi e pullman diretti all’aeroporto e decine di passeggeri sono scesi dai mezzi per percorrere a piedi il chilometro di strada che li separa dallo scalo. Circa 200 precari si sono seduti in strada e non fanno passare nessuno; a parte qualche battibecco con tassisti e automobilisti, la situazione è al momento sotto controllo.
Sul posto sono arrivate anche le forze dell’ordine. Il direttore Enac dell’aeroporto di Fiumicino, Vitaliano Turrà, è sceso in strada per tentare una mediazione con i manifestanti e farli desistere dall’occupazione del tratto terminale dell’autostrada Roma-Fiumicino. Intanto si allunga la fila di auto ferme e di passeggeri con valigie al seguito che, per non rischiare di perdere il volo, percorrono a piedi il tragitto che li separa dallo scalo.
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IL GIORNALE.it - 12 febbraio
ALITALIA, CASSINTEGRATI E PRECARI PROTESTANO: BLOCCATA L'AUTOSTRADA
Cassintegrati e piloti della nuova Alitalia stanno occupando gli uffici dell’amministrazione. Quindi il presidio sulla Roma-Fiumicino, poi in aeroporto. Le motivazioni: "Non ci pagano da mesi"
Roma - Da poco dopo le 11 all’aeroporto di Fiumicino circa 200 tra cassintegrati, precari e piloti della nuova Alitalia stanno occupando gli uffici dell’amministrazione. Al centro della protesta, ha spiegato Cesare Albanese, rappresentante dell’SdL, "i ritardi di Alitalia nel consegnare le liste dei cassintegrati all’Inps e al Fondo speciale di sostegno. Questo causa la mancata erogazione della cassa integrazione da dicembre". I precari, ha aggiunto il rappresentante sindacale, "si lamentano per il fatto che la compagnia non fornisce i documenti necessari per poter avere gli assegni di disoccupazione". I manifestanti hanno chiesto un incontro con i dirigenti responsabili e hanno avvertito: "in assenza di chiarimenti, da qui non ce ne andiamo".
Presidio in autostrada Si sono spostati in corteo sino all’uscita dell’autostrada Roma-Fiumicino, per rallentare la viabilità in entrata all’aeroporto, i cassaintegrati e precari di Alitalia che per oltre due ore hanno presidiato gli uffici dell’amministrazione. "Stiamo aspettando che si presenti il direttore delle Risorse umane - spiega un cassaintegrato - vogliamo dei chiarimenti. Io e mio marito siamo entrambi in cassa integrazione - ha detto una dipendente - da dicembre non percepiamo un euro. Pare che Fantozzi non abbia ancora mandato le liste all’Inps, che è pronta a pagare, ma se non ha i nominativi a chi manda gli emolumenti?. È tutto bloccato". "Finora abbiamo percepito solo 32 euro che ci ha mandato l’Inps per un giorno di cassa integrazione di ottobre - aggiunge una collega - A oggi non hanno ancora mandato le liste dei cassaintegrati all’Inps. Fantozzi dice di averlo fatto ma non è vero: se esistono, vogliamo vedere le liste, perchè l’Inps dice di non averle ricevute". "Non è chiaro perché il meccanismo si sia inceppato - riferisce la Cub Trasporti - cassaintegrati e precari del gruppo Alitalia fino a oggi non hanno avuto neanche un euro di stipendio/integrazione. Ritarda la consegna all’Inps dei nominativi dei cassaintegrati".
Aperto un varco. Per consentire il flusso dei veicoli verso l’aeroporto di Fiumicino, i manifestanti hanno lasciato libero alle 13.35 un varco viario che consente il transito verso l’area tecnica. La decisione è arrivata dopo la mediazione guidata dal direttore dello scalo, Vitaliano Turrà, al termine di una votazione ad alzata di mano, a maggioranza, tra i circa 200 cassintegrati e precari, che hanno bloccato il tratto terminale dell’autostrada Roma-Fiumicino.
In aeroporto Sciolto dalla polizia il blocco sull’autostrada Roma-Fiumicino, alcune decine dei cassaintegrati e precari di Alitalia sono ora all’interno della hall dell’aerostazione dei voli nazionali, al Terminal A. Sostando finora in silenzio hanno srotolato uno striscione con su scritto "Comitato cassaintegrati e precari". A vista sono sempre controllati da agenti di polizia e carabinieri.
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RAINEWS24.rai.it - 12 febbraio
LA POLIZIA RIMUOVE IL BLOCCO DEI CASSINTEGRATI ALITALIA SULLA ROMA-FIUMICINO
Roma - Alle 14.05 l'intervento della polizia ha sciolto il blocco dell'autostrada Roma-Fiumicinio messo in atto dai cassaintegrati Alitalia.
Gli agenti si sono spostati verso il nucleo degli occupanti: non ci sono stati momenti di tensioni, tranne qualche spintone. I manifestanti, tenendo le mani alzate e scandendo slogan del tipo 'Vergogna, Vergogna', si stanno ora di nuovo incamminando verso l'area tecnica dell'Alitalia. Lentamente la lunga coda di veicoli rimasti bloccati in autostrada sta ora avanzando.
Decine di passeggeri si stavano incamminando, con le valige al seguito, dall'autostrada Roma-Fiumicino bloccata all'improvviso, intorno alle 12.40, da oltre 200 cassintegrati e precari di Alitalia che stamattina avevano gia' occupato per oltre due ore gli uffici dell'amministrazione.
Il blocco era all'altezza della parte terminale dell'autostrada, e aveva creato un 'tappo' ad auto e pullman incolonnati in una lunga fila. Di conseguenza, per non perdere il proprio volo, molti passeggeri hanno deciso di scendere da veicoli e taxi ed incamminarsi verso le aerostazioni che distano circa un chilometro.
Intorno alle 11 questa mattina circa 200 di loro, precari e piloti della nuova Alitalia avevano occupato gli uffici dell'amministrazione. Al centro della protesta, ha spiegato Cesare Albanese, rappresentante dell'SdL, "i ritardi di Alitalia nel consegnare le liste dei cassintegrati all'Inps e al Fondo speciale di sostegno. Questo causa la mancata erogazione della cassa integrazione da dicembre".
I precari, ha aggiunto il rappresentante sindacale, "si lamentano per il fatto che la compagnia non fornisce i documenti necessari per poter avere gli assegni di disoccupazione". I manifestanti hanno chiesto un incontro con i dirigenti responsabili e hanno avvertito: "in assenza di chiarimenti, da qui non ce ne andiamo".
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AGI - 12 febbraio
ALITALIA: SCIOLTO IL BLOCCO SULL'AUTOSTRADA
Roma - I cassintegrati e precari della nuova Alitalia hanno occupato gli uffici dell'amministrazione e bloccato l'autostrada Roma-Fiumicino. Successivamente un intervento della polizia ha sciolto il blocco: momenti di tensione, ma solo qualche spintone. I cassintegrati e precari della nuova Alitalia hanno occupando gli uffici dell'amministrazione e bloccato l'autostrada Roma-Fiumicino. Al centro della protesta, ha spiegato Cesare Albanese, rappresentante dell'SdL, "i ritardi di Alitalia nel consegnare le liste dei cassintegrati all'Inps e al Fondo speciale di sostegno. Questo causa la mancata erogazione della cassa integrazione da dicembre". I precari, ha aggiunto il rappresentante sindacale, "si lamentano per il fatto che la compagnia non fornisce i documenti necessari per poter avere gli assegni di disoccupazione". Il blocco dell'autostrada era stato attuato in direzione dello scalo: in pochi minuti si era formata una lunga coda di auto, taxi e pullman diretti all'aeroporto e decine di passeggeri sono scesi dai mezzi per percorrere a piedi il chilometro di strada che li separa dallo scalo.
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CORRIERE.it - 12 febbraio
ALITALIA, CASSINTEGRATI IN AUTOSTRADA "NON CI PAGANO". LA POLIZIA SCIOGLIE BLOCCO
In 200 occupano gli uffici della compagnia, poi fermano il traffico verso lo scalo. Dopo un'ora interviene la celere
ROMA - Torna lentamente alla normalità la situazione lungo l'autostrada Roma-Fiumicino, bloccata a quasi un chilometro dallo scalo da un gruppo di circa 200 cassintegrati e precari di Alitalia. A determinare lo scioglimento del blocco, durato un'ora circa, è stato l'intervento di un drappello della celere. Gli agenti si sono spostati verso il nucleo degli occupanti: non ci sono stati momenti di tensione, tranne qualche spintone. I manifestanti, tenendo le mani alzate e scandendo slogan del tipo "Vergogna, vergogna", si stanno ora di nuovo incamminando verso l'area tecnica dell'Alitalia. Lentamente la lunga coda di veicoli rimasti bloccati in autostrada sta avanzando verso il terminal. I dipendenti Alitalia hanno manifestato contro «i grandi ritardi della compagnia nel fornire le liste dei cassintegrati all'Inps e al fondo sociale di sostegno» e hanno optato per il blocco dell'autostrada dopo aver occupato per oltre due ore, in mattinata, gli uffici dell'amministrazione della compagnia nella palazzina RPU. Decine di passeggeri sono stati costretti a raggiungere a piedi lo scalo. Il blocco in autostrada ha creato disagi ai passeggeri di auto e pullman, costringendoli a incolonnarsi in una lunga fila. Di conseguenza, per non perdere il volo, molti passeggeri hanno deciso di scendere da veicoli e taxi ed incamminarsi verso l'aeroporto che dista circa un chilometro.
BATTIBECCO TRA MANIFESTANTI E PASSEGGERI - Momenti di tensione e qualche battibecco tra i passeggeri nelle auto dirette a Fiumicino, pesantemente spazientiti dal disagio subito, con alcuni dei manifestanti. Altri passeggeri, invece, hanno espresso solidarietà ai cassintegrati. Prima dell'intervento della celere, i manifestanti avevano comunque deciso di aprire un varco parziale lungo l'autostrada per permettere ai veicoli incolonnati di raggiungere lo scalo. I cassintegrati chiedono un incontro urgente con i responsabili dell'amministrazione del personale di Alitalia per «avere chiarimenti e tempi certi sull'erogazione della cassa integrazione fino ad ora non pervenuta».
«GRAVI RITARDI» - «Ci sono grandi ritardi di Alitalia nel fornire le liste dei cassintegrati all'Inps e al fondo speciale di sostegno - spiega Cesare Albanese dell'SdL - circostanza che sta provocando la mancata erogazione della cassa integrazione da dicembre». D'altro canto i precari chiedono certezze sul futuro e lamentano la mancata concessione da parte di Alitalia dei documenti necessari per poter avere gli assegni di disoccupazione.
«SENZA STIPENDIO DA TRE MESI» - «Non percepiamo un euro da 3 mesi - aggiunge un cassintegrato - pretendiamo di avere i soldi sul nostro conto corrente, è un nostro diritto. Oltre ad essere stati licenziati, adesso non ci pagano neppure. Il balletto delle responsabilità fra la nuova Alitalia, commissario e Inps non ci interessa: è una questione burocratica, la risolvano. E non la rimandino di settimana in settimana. Vogliamo chiedere oggi ai quando prenderemo i soldi, altrimenti da qui non ce ne andiamo».
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ANSA - 12 febbraio, 12:56
ALITALIA: PROTESTA DI CIRCA 200 TRA CASSINTEGRATI E PRECARI
Occupano uffici a Fiumicino contro ritardi azienda
Fiumicino - Circa 200 dipendenti Alitalia tra cassintegrati e precari, hanno occupato gli uffici dell'Alitalia all'aeroporto di Fiumicino.'Ci sono grandi ritardi di Alitalia nel dare le liste dei cassintegrati a Inps e fondo speciale di sostegno -spiega Cesare Albanese dell'SdL- circostanza che sta provocando la mancata erogazione della Cig da dicembre. I precari chiedono certezze sul futuro e si lamentano perchè Alitalia non dà i documenti necessari per avere gli assegni di disoccupazione.
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MF-DOW JONES NEWS - 12 febbraio,12:20
ALITALIA: SDL, PRECARI OCCUPANO UFFICI AMMINISTRATIVI
(com/pev)
Roma - Questa mattina gli uffici amministrativi di Alitalia sono stati nuovamente occupati per circa due ore da cassintegrati e precari, per protestare contro il mancato pagamento della cassa integrazione e delle indennità di disoccupazione dovuto esclusivamente a Cai/Alitalia.
Lo rende noto SdL aggiungendo che, dopo aver richiesto inutilmente informazioni sulla situazione di cassaintegrati e precari, è stata richiesta la presenza del Responsabile Risorse Umane Di Stefano. Dopo ulteriore ed inutile attesa i lavoratori si sono indirizzati presso altri uffici che si trovano lungo l'Autostrada Roma Fiumicino.
"Con questa protesta si vuole far emergere il gravissimo problema causato dall'azienda che ha abbandonato a se stessi migliaia di lavoratori cassaintegrati e precari, senza un euro da mesi. Un problema troppo importante che riguarda la sopravvivenza di migliaia di famiglie e che sta facendo esplodere una situazione sociale da troppi sottovalutata. Questa protesta avrà termine soltanto quando saranno fornite informazioni e certezze ai lavoratori".

 
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