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Tute blu e colletti bianchi PDF Stampa E-mail
venerd́ 13 febbraio 2009

da il Manifesto - 13 febbraio 2009

Metalmeccanici e dipendenti pubblici oggi scioperano contro le politiche di governo e industriali. Pietro Ingrao: «L’opposizione sostenga un evento così importante»

Sara Farolfi

ROMA «Sapranno cogliere, i soggetti politici di opposizione, la grande significanza di questo evento, in questo paese soffocato da una presenza autoritaria? Sapranno sostenerlo?». C’è una cosa su cui Pietro Ingrao non ha dubbi: «Questa piazza parla a tutti, e la grande domanda è non solo come andrà lo scontro tra sfruttatori e sfruttati, ma come lo schieramento politico saprà sostenere questo ritorno in campo delle lotte sociali ». Tute blu e colletti bianchi da tutta Italia. Otto ore di sciopero (per nulla facili in tempi di crisi come quelli che corrono) e tre cortei a snodarsi lungo le strade della capitale, direzione piazza san Giovanni, dove si terrà il comizio conclusivo (con le conclusioni di Epifani).

E’ l’«unità anticrisi », il primo vero atto di opposizione alle politiche del governo Berlusconi, la prima di una serie di mobilitazioni che arriveranno alla manifestazione nazionale di tutta la Cgil il 4 aprile prossimo. Non è la prima volta che a mobilitare la parte democratica del paese è chiamato il sindacato. Il tentativo di mettere in campo «una cultura della solidarietà da contrapporre a quella dell’odio e dell’intolleranza», hanno spiegato ieri Gianni Rinaldini e Carlo Podda, segretari delle due categorie Cgil (Fiom e Fp) che, per la prima volta unite, hanno proclamato la mobilitazione. Le risposte della politica (almeno di quella parlamentare), per ora, latitano.

Palpabili, gli imbarazzi del partito democratico che della terzietà tra capitale e lavoro ha fatto una delle sue ragioni d’essere. Hanno aderito alla manifestazione un centinaio di parlamentari, Bersani giura che in piazza «ci saràmolto Pd», e il segretario Veltroni se la cava con un po’ di «comprensione» e speranze di un sindacato unito e unitario.Ma Bonanni, leader Cisl, parla di «una piccola minoranza rumorosa » e di «una cultura solamente antagonistica ». «Non s’è capito contro chi scioperano », provoca il ministro Brunetta, «se gli statali della Cgil scioperano contro l’aumento già deciso, lo restituiscano». «E’ una mortificazione, un’umiliazione sapere che domani i sindacati saranno rotti», ha detto ieri dalla piazza «democratica » Oscar Luigi Scalfaro, tra gli applausi di Veltroni: «Vorrei che partecipassimo tutti con spirito unitario».

Ma qui, pare che gli applausi del segretario Pd si siano interrotti. «A uno sciopero si aderisce o non si aderisce, ma di certo uno sciopero non si ’comprende’», commentano Rinaldini e Podda. L’emergenza sociale è sotto gli occhi di tutti, centinaia dimigliaia di lavoratori sono in cassa integrazione a 700 euro al mese, i precari vengono licenziati direttamente, e il welfare viene picconato sotto la bandiera della lotta ai «fannulloni». «Manifestiamo contro il governo e contro la Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali che hanno sottoscritto l’accordo separato sui contratti, una cosa che non si vedeva dagli anni ’50», dicono i segretari di Fiom e Fp: «Siamo di fronte a un progetto di autoritarismo complessivo, che si esplicita con l’attacco alla Costituzione ». «La crisi economica e sociale va di pari passo con l’imbarbarimento culturale - dice Paolo Beni, presidente dell’Arci - Rispetto a questo, inadeguato è il governo e insufficiente l’opposizione, perciò è importante che le forze sociali e il mondo dell’associazionismo partecipino e sostengano la Cgil». Oltre all’Arci hanno aderito, tra gli altri, Attac, i partigiani dell’Anpi, l’Unione degli universitari, e ieri i medici e veterinari del servizio sanitario nazionale (aderenti alla Cgil) e le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori. Mille treni speciali e sedici pullman arriveranno oggi a Roma. lo sciopero del trasporto pubblico (bus, filobus e tram) è stato rinviato e i mezzi circoleranno regolarmente.

I tre cortei si snoderanno, alle 9, da piazza della Repubblica (dove arriveranno treni e pullman provenienti da Trentino, Lazio, Umbria, Campania, Calabria e Sicilia), stazione Tiburtina (Veneto, Lombardia, Toscana, Marche, Abruzzo e Molise) e piazzale Ostiense (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Sardegna, Friuli, Emilia Romagna, Puglia e Basilicata). Al comizio finale di piazza san Giovanni interverranno Podda, Rinaldini e il segretario generale Cgil, Epifani.

 
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