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Il governo: niente Rls sotto i 16 dipendenti PDF Stampa E-mail
marted́ 10 febbraio 2009

 Da Liberazione del 10 febbraio 2009

Roberto Farneti

Ogni giorno nei cantieri e nelle fabbriche italiane perdono la vita, in media, dai tre ai quattro lavoratori. Anche ieri le cronache hanno registrato la morte di due operai in altrettanti incidenti. Più del 90% degli infortuni mortali avviene in aziende sotto i 16 dipendenti dove, a norma di Statuto dei lavoratori, il sindacato non può essere presente. Di fronte a questa strage, l'unica cosa che il governo Berlusconi ha finora dimostrato di voler fare è di impedire l'applicazione del Testo Unico del 2008 per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. La legge impone comunque l'emanazione dei decreti attuativi entro il 30 aprile 2009, ma evidentemente l'esecutivo intende utilizzare il tempo che gli rimane per "smantellare" le norme più sgradite agli imprenditori. Una strategia politica emersa con chiarezza ieri. «Con gli emendamenti proposti dalla Lega e passati in Commissione affari costituzionale del Senato con parere favorevole del governo - denuncia Paola Agnello Modica, segretaria confederale Cgil - non ci sarebbe più la certezza del diritto di avere Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nelle piccole aziende, esattamente laddove si concentra il più alto tasso di infortuni». Non solo: il governo ha anche ventilato la possibilità di un ulteriore rinvio dell'attuazione dei decreti per il comparto marittimo e portuale e per tutti i settori della Pubblica amministrazione previsti dall'art. 3. Non ci stanno Cgil Cisl Uil che parlano di «fatto gravissimo» e accusano il governo di non avere ancora convocato la Commissione Consultiva sui decreti attuativi, «privando le istituzioni e le parti sociali di un'essenziale sede di confronto». I sindacati tornano quindi a chiedere unitariamente all'esecutivo l'immediata attuazione del Testo Unico. Altro che disgrazie, altro che vittime della fatalità. Le cause degli incidenti «sono sempre le stesse: norme sulla sicurezza carenti e spesso inesistenti; assenza dei controlli; precarietà dei rapporti di lavoro». A ricordarlo è il segretario generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio, Sandro Grugnetti, intervenuto ieri per commentare la morte, nel cortile di una scuola elementare di Roma, di un operaio di 43 anni, Rodolfo Ruggeri, caduto da una scala alta cinque metri mentre effettuava alcuni lavori. Per affrontare questa «strage silenziosa» la Fillea Cgil di Roma e Lazio «chiede l'aumento delle ispezioni ancora insufficienti per fungere da deterrente. In un anno - sottolinea Grugnetti - viene ispezionato solo un esiguo numero di cantieri». Solidarietà alla famiglia di Rodolfo Ruggeri è stata subito espressa da Alessandra Tibaldi, assessora al Lavoro della Regione Lazio. Tibaldi ricorda i 15 milioni di euro stanziati fino al 2010 dalla giunta Marrazzo «per potenziare l'azione di contrasto agli incidenti e morti sul lavoro». Sempre ieri un operaio di un cantiere dell'autostrada A4 Milano-Brescia è stato travolto e ucciso da un'auto che, in seguito ad un incidente, è sbandata nella corsia di emergenza dove l'uomo stava lavorando, tra lo svincolo della tangenziale est di Milano e l'uscita di Agrate.

10/02/2009

 

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Il governo cancella la 626 per le piccole aziende di Ro.Ro.

Da Unità on line

L'ultimo morto sul lavoro si chiamava Rodolfo Ruggeri. E' caduto da un'altezza di cinque metri ed morto sul colpo mentre stava ultimando alcuni lavori nel cortile della scuola elementare Giuditta Tavani Arquati, presso il lungotevere della Farnesina a Roma. Rodolfo lavorara per una società che aveva meno di sedici dipendenti. Una delle tantissime società presenti in Italia. La maggior parte delle aziende in Italia sono piccole o piccolissime. Da oggi sempre meno controllate. La prima commissione parlamentare Affari costituzionali del Senato ha approvato, infatti, alcuni emendamenti nel Mille proroghe al testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che eliminano di fatto la possibilità di inserire i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nelle aziende al di sotto dei 16 dipendenti. Dei due emendamenti proposti dalla Lega, il primo prevede che il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (rls), si possa fare solo nelle aziende sopra i 15 dipendenti e il secondo elimina il comma 3 dell’art. 47, che in assenza di rappresentante istituisce obbligatoriamente il rappresentante territoriale per la sicurezza (rlst). «Siamo allo smantellamento del Testo Unico – denuncia Cesare Damiano ex ministro del Lavoro ed estensore della legge -. Ci associamo alla protesta di Cgil, Cisl e Uil che parlano di un governo che ha privato istituzioni e parti sociali delle sedi di confronto su temi di rilevante urgenza come quelli correlati alla valutazione dei rischi» . «Inoltre – aggiunge Damiano –, il governo ha ventilato la possibilità di un ulteriore rinvio dell’attuazione dei decreti per il comparto marittimo e portuale e per tutti i settori della pubblica amministrazione. La situazione è talmente pesante che i sindacati dei portuali hanno chiamato unitariamente la categoria alla mobilitazione generale a seguito dei 4 incidenti mortali che si sono succeduti nell’arco di un solo mese, senza che il governo abbia dato seguito alla richiesta di un incontro sul tema dell’attuazione delle delega». «Il Partito democratico – è l’appello del deputato del Partito democratico – deve chiamare i cittadini alla mobilitazione contro il tentativo di smantellare essenziali che hanno a che fare con la salvaguardia della vita sui luoghi di lavoro».

09 febbraio 2009

 
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