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Malpensa, lite al Senato fra leghisti e Colaninno PDF Stampa E-mail
giovedì 05 febbraio 2009

Il presidente di Alitalia spiega i motivi di debolezza dello scalo lombardo I rappresentanti del Carroccio non gradiscono: "Solo provocazioni" "Malpensa? Preferisco Francoforte" Al Senato lite tra Colaninno e Lega

Da Repubblica.it

ROMA - Dopo mesi di duelli verbali a distanza sul ruolo di Malpensa, il presidente della Nuova Alitalia Roberto Colaninno e la Lega se le sono finalmente dette in faccia. L'occasione è stata l'audizione del manager davanti alle Commissioni Lavori pubblici e Industria del Senato. Rispondendo agli esponenti del Carroccio sul futuro dello scalo lombardo, Colaninno non ha nascosto le sue perplessità. "Guardi, io sono un affezionato di Francoforte e infatti per spostarmi faccio sempre Verona-Francoforte con la Air Dolomiti: da Malpensa non ho mai volato se non una volta sola per andare in Sudamerica, ma la scelta era partire da Malpensa o andare fino a Roma e partire da Fiumicino...", ha rimarcato il presidente di Alitalia scatenando le ire della Lega. "Lei pensa a Parigi", lo hanno incalzato accennando all'accordo di partnership con Air France. E ancora: "Sono provocazioni, fa dell'ironia". Colaninno però non si è scomposto e ha rincarato la dose: "Questi sono i fatti - ha replicato -. In Lombardia, ma anche a Torino, o nel Nord Est, chi pensa a Malpensa? Io abito a Mantova e per arrivare a Malpensa ci metto 5 ore di macchina: 4 ore di viaggio e un'ora per trovare parcheggio. Passo per Verona, Brescia, Bergamo, Linate per poi arrivare a Malpensa. Perché mai a un cittadino come me che sta a Mantova viene riservato questo servizio rispetto a chi vive a pochi chilometri da Malpensa? In Lombardia, come a Torino o nel nordest, secondo voi pensano a Malpensa?". "Noi - ha concluso il manager - ci confrontiamo con la Sea per arrivare alle definizione di soluzioni compatibili con i costi e con un servizio efficiente da dare agli utenti. Se alla fine, ci sarà una corrispondenza economica, va bene. Se non ci sarà questa compatibilità, non si farà e ce ne dispiace". La nascita di Cai era stata annunciata dal presidente del Consiglio come una difesa dell'italianità dell'azienda aerea, ma dopo le ultime affermazioni di Colaninno il giudizio della Lega sembra ora essere diverso. "E' inconcepibile che il presidente di una compagnia aerea, che vorrebbe essere di bandiera, affermi che l'aeroporto a cui si sente affezionato sia Francoforte e che a Malpensa non ci sia mai andato", ha commentato il vicepresidente dei deputati leghisti Marco Reguzzoni. Duro per le parole pronunciate in Senato dal presidente di Alitalia anche il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati. "Il dottor Colaninno, che si vanta di non aver mai volato da Malpensa vuole farci chiudere anche Linate e far partire tutti i milanesi da un aeroporto che non ha mai preso in considerazione. La misura è colma, al danno ora si aggiunge anche la beffa", ha tuonato l'amministratore del Pd. (4 febbraio 2009)

 

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Malpensa, lite al Senato fra leghisti e Colaninno

Da Liberazione del 5 febbraio 2009

Il presidente della nuova Alitalia, Roberto Colaninno, parlando di Malpensa, nel corso di un'audizione al Senato ha detto che lui «non partirebbe mai dallo scalo lombardo». E la Lega Nord si infuria. Colaninno ha attaccato l'assenza di infrastrutture di collegamento allo scalo varesino: «Io abito a Mantova e per arrivare a Malpensa ci metto 5 ore di macchina: 4 ore di viaggio e un'ora per trovare parcheggio. In Lombardia, come a Torino o nel nordest, secondo voi pensano a Malpensa?». I leghisti hanno alzato la voce: «Queste sono provocazioni, lei fa dell'ironia», gridano costringendo il presidente della commissione, Luigi Grillo, a intervenire più volte. Ma Colaninno non si scompone: «Non faccio ironia e non provoco: questi sono i fatti». Intanto arrivano i dati ufficiali della Sea sull'andamento nel 2008 dei due scali lombardi che hanno il 15,7% di passeggeri rispetto al 2007.

 

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Colaninno: «Mai stato a Malpensa». E la Lega si infuria

Da Ilsole24ore.com

Roberto Colaninno non ha mai volato dall'aeroporto di Malpensa, anzi è «affezionato» a quello di Francoforte. Lo sottolinea il presidente di Alitalia nel corso di un'audizione al Senato. «Io sono un affezionato di Francoforte. A Malpensa non sono mai venuto - spiega Colaninno - faccio Verona-Francoforte, con Air Dolomiti. E aggiunge: «Da Malpensa non ho mai volato se non una volta sola per andare in Sudamerica, ma la scelta era partire da Malpensa o andare fino a Roma e partire da Fiumicino». Il presidente di Alitalia parla delle prospettive dell'hub milanese. «Noi mettiamo a disposizione intelligenza e tecnologia - sostiene Colaninno - per trovare una soluzione compatibile con i costi e dare un miglior servizio agli utenti utilizzando Malpensa e Linate. Se alla fine di questo percorso, che abbiamo avviato con Sea, non troveremo soluzioni economicamente compatibili, non le faremo con molto dispiacere». Quanto all'aeroporto di Linate, l'amministratore delegato Rocco Sabelli ha sottolineato: «ha raggiunto oggi una frequenza di 18 voli l'ora con una sola pista a disposizione. È completamente saturo». La parole di Roberto Colannino fanno infuriare il Carroccio. E durante l'audizione i parlamentari leghisti incalzano: «queste sono provocazioni, lei fa dell'ironia!». Il presidente della Commissione, Luigi Grillo, interviene più volte per calmare gli animi e Colaninno risponde fermo: «non faccio ironia e non provoco, questi sono fatti oggettivi». «Siamo molto delusi dal comportamento di Cai perchè avevamo sperato e creduto nella volontà della compagnia di pensare davvero alle esigenze del trasporto aereo - attacca Marco Reguzzoni, vicepresidente dei deputati leghisti - invece è stato applicato esattamente lo stesso piano che Alitalia porta avanti dal 1998. Appena sono arrivati loro hanno tagliato 300 voli a Malpensa e hanno portato via tutto il cargo. Questa per noi è stata una grande delusione perchè avevamo creduto in una soluzione diversa per Malpensa e per tutto il nord». Ma la crisi Alitalia pesa sull'economia di Malpensa. Nel 2008 la Sea ha registrato un calo dei passeggeri di quasi il 20%. Una calo dovuto quasi esclusivamente al disimpegno dell'ex compagnia di bandiera. «La perdita di traffico di Alitalia - ha detto il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi - è stata di 7,798 milioni di passeggeri. Tuttavia lo scalo ha visto aumentare di 3,1 milioni i passeggeri per gli altri vettori, con una crescita impetuosa fino ad agosto e poi rallentata negli ultimi mesi del 2008 dalla crisi». Un aumento dovuto, anche se non totalmente, alle low-cost. In particolare EasyJet che ha investito molto sullo scalo lombardo. «Portando da 7 a 15 i suoi aeromobili - ha detto Bonomi - ha aumentato di 1,321 milioni i propri passeggeri». Nel 2008 Sea (il gestore degli scali lombardi che ha presentato il consuntivo del 2008) ha registrato un calo dei passeggeri del 15,7% per un totale di 28,487 milioni di passeggeri dai 33,641 milioni del 2007. Per Linate la riduzione è stata del 6,7% per un totale di 9,266 milioni di passeggeri. Male anche il traffico merci che si è ridotto nel complesso del 14,1% a 419,6 milioni di chilogrammi di merci con un -14,3% a Malpensa (403,6 mln) e un -8,2 a Linate (16,042 mln). Intanto crescono le iniziative del partito pro-Linate. Il Presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati ha annunciato che dopo il Malpensa day, la giornata dedicata all'aeroporto organizzata l'8 gennaio scorso, potrebbe essere promosso il Linate Day. L'aeroporto Forlanini «non si tocca - ha rabadito Penati - e il Presidente del consiglio Berlusconi dovrebbe dirci chiaramente se tocca al Governo stabilire la politica aeroportuale a Milano e nel paese oppure a Colaninno o Spinetta». Il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni ripete che «Linate e Malpensa possono convivere». E vede Malpensa come aeroporto internazionale e Linate sempre più come city airport, non come semplice navetta Milano-Roma. «I nostri tecnici si stanno confrontando con quelli di Alitalia - ha precisato - e se non arriveremo a una visione Comune con Alitalia porteremo avanti il nostro piano alternativo». Ma ci sono anche iniziative sulla rete, come quella di C6.tv che ha lanciato su Facebook il gruppo "Linate non si tocca", per chiedere un'apertura dello scalo alla concorrenza, al di là degli orientamenti politici. E in un solo giorno le adesioni sono arrivate a quota 154.

 
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