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Intervista a Dante De Angelis PDF Stampa E-mail
mercoledì 04 febbraio 2009

«Gli incidenti agli Eurostar? Non ho nulla da ritrattare»

Da Liberazione del 4 febbraio 2009

Roberto Farneti

Dante De Angelis, macchinista e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Il 24 gennaio scorso un treno Eurostar in marcia sulla linea Napoli-Roma si è spezzato in due parti. Si è rotto, cioè, uno dei ganci che tiene unite le carrozze. Solo per caso non ci sono state conseguenze per i viaggiatori. Quando lo hai saputo, che hai pensato? Ho avuto la conferma che l'azienda è concentrata più sull'accanimento disciplinare nei miei confronti che sulla soluzione di problemi veri.

Sei stato licenziato il 15 agosto scorso per alcune semplici dichiarazioni. Cosa avrai mai detto di tanto grave?

Nel luglio scorso si sono spezzati altri due treni ETR 500 in manovra nella stazione di Milano. In occasione del primo spezzamento, rammentai che da sei mesi capitavano incidenti a treni Eurostar. Incidenti anche molto più seri dello spezzamento, avvenuti in velocità, con gente a bordo e di cui non si riusciva a venire a capo. Ho posto il dubbio che tra le cause di questi incidenti ci potessero essere problemi di manutenzione, usura o progettazione.

Adesso Trenitalia per riassumerti chiede una ritrattazione pubblica. Una sorta di "abiura", di stampo medioevale. Come rispondi?

Alla luce di quello che è successo il 24 gennaio, sarebbe una specie di barzelletta se ora dicessi che mi sono sbagliato e che non è vero che ci sono problemi ai treni Eurostar. Da soggetto debole nel confronto con l'azienda, avendo a cuore il mio posto di lavoro, sono anche disposto a fare delle precisazioni. Ma solo sulle cose che sono alla base della lettera di contestazione. Non posso fare ritrattazioni di frasi che non ho detto o di fatti che sono davanti agli occhi di tutti.

L'azienda, da noi interpellata, non parla di "abiura" ma di ristabilimento della verità.

Verità? Non è forse vero che quegli incidenti sono realmente accaduti? Che ci sono delle inchieste in corso? Ce la dicesse Trenitalia qual è la verità sugli spezzamenti. ....... A proposito dell'ultimo incidente, quello di Anagni, Ezio Gallori, macchinista in pensione, ha osservato che «accreditare la rottura di un gancio all'uso di un segnale di emergenza», come ha fatto Trenitalia, «è un'offesa al comune buon senso e alla nostra esperienza». Sei d'accordo? Dico che se il parabrezza di una autobus salta a seguito di una frenata brusca, non si può dare la colpa alla frenata, perché si tratta di un evento prevedibile e fisiologico.

Insomma, come dice Gallori, «i ganci dei treni non si devono rompere per nessuna ragione».

Esatto.

Forse Trenitalia vorrebbe che voi Rls segnalaste eventuali problemi di sicurezza non con interviste pubbliche, ma con degli esposti interni. Ciò al fine di tutelare l'immagine dell'azienda.

Ma è ciò che facciamo normalmente. Purtroppo non ci danno retta. Abbiamo fatto decine e decine di segnalazioni senza ottenere risposte. E allora quando succedono cose gravi, io sento il dovere come delegato alla sicurezza e come cittadino di usare tutti gli strumenti che ho a disposizione: prima il sollecito interno, poi la segnalazione alle autorità competenti e in certi casi, perché no, anche la denuncia pubblica.

Intanto però da quasi 6 mesi sei senza stipendio, oltretutto con una famiglia da mantenere. Come se ne esce? Immagino tu abbia presentato ricorso alla magistratura.

Sì ho fatto ricorso. Nelle prossime ore dovrebbe essere fissata l'udienza, probabilmente per l'estate prossima. Chiaro, vivo una situazione di disagio. Perciò ringrazio i miei compagni di lavoro, il coordinamento dei macchinisti uniti, che mi stanno sostenendo, oltre che sindacalmente, anche materialmente.

04/02/2009

 
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