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SINDACATO · Il leader Cisl, in udienza da Benedetto XVI, lancia «un nuovo patto di concertazione». PDF Stampa E-mail
domenica 01 febbraio 2009

 E il papa dà l’ok Dacci oggi il nostro accordo separato... E Bonanni ottiene l’imprimatur

Da Il Manifesto del 1 febbraio 2009

S. F.

Tocca accontentarsi. Ciò che negli Usa dice il presidente - «non si può avere una classe media forte, senza un forte movimento dei lavoratori» - in Italia afferma il pontefice - «il mondo ha bisogno di persone che si dedichino con disinteresse alla causa del lavoro, nel pieno rispetto della dignità umana e del bene comune». Mentre il governo (nostrano) mai ha fatto mistero dell’intenzione di fare piazza pulita dei diritti del lavoro (figuriamoci dei sindacati). In udienza da Benedetto XVI è arrivato ieri Raffaele Bonanni, leader Cisl fresco fresco di firma (separata) sulle nuove regole della contrattazione. L’occasione: il sessantesimo anniversario del sindacato guidato da Bonanni. La tentazione: un’imprimatur sull’accordo separato firmato di recente. Il segretario generale della Cisl ha fatto tesoro della ghiotta occasione: «L’eccezionalità di questa crisi economica, ci offre l’occasione per un ripensamento del modello capitalistico globale attraverso l’applicazione dei principi di partecipazione e solidarietà», dice Bonanni, lanciando «un nuovo grande patto di concertazione, come già avvenne in situazioni difficili della vita del nostro paese». Per concertare che cosa - dopo la firma separata (senza l’organizzazione maggiormente rappresentativa) sul modello contrattuale - non si sa. Ma Bonanni continua. «Tocca in particolare alle aziende e al sindacato modificare il sistema produttivo... Non c’è migliore garanzia per affrontare e contenere le crisi economiche di una efficacie e solidale convergenza d’interessi tra lavoratori e imprenditori nel governo dell’impresa e negli indirizzi di riforma». E conclude: «Cambiare il nostro modello di capitalismo per trovare una sintesi nuova tra bene comune e mercato, tra capitale e lavoro: questa è la sfida e l’opportunità che oggi questa crisi ci invita a sapere cogliere». Parole sentite e risentite, ieri ufficialmente benedette. Il pontefice ha dato l’ok alle parole di Bonanni, dalla «necessità di una più serrata concertazione tra le diverse componenti della società» all’auspicio che «dall’attuale crisi mondiale scaturisca la volontà comune di dare vita a una nuova cultura della solidarietà e della partecipazione responsabile, condizioni indispensabili per costruire l’avvenire del nostro pianeta». E ancora: «La chiesa, che apprezza il ruolo fondamentale dei sindacati, vi è vicina oggi come ieri perchè possiate adempiere al meglio il vostro compito nella società».Un brodo di giuggiole per Bonanni che fuori dai microfoni (e appena uscito dalle stanze vaticane) ne ha approfittato: «Se non sa comporsi con le altre forze la Cgil rischia di diventare una forza distruttrice». Mica come la Cisl che invece è talmente «dedita agli interessi dei lavoratori» da rifiutare persino il loro pronunciamento sugli accordi siglati. Compreso quello, sostanziale, che controriforma le regole della contrattazione.

 
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