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Il premier inglese contro i lavoratori in rivolta contro l'appalto alla ditta italiana PDF Stampa E-mail
domenica 01 febbraio 2009

"Non si torna indietro dalle regole che permettono ad imprese straniere di lavorare da noi" Sciopero anti-italiani, Brown "Atteggiamento indifendibile"

Da Repubblica.it

DAVOS - Gli scioperi selvaggi sono "indifendibili": così il primo ministro britannico Gordon Brown al programma della bbc "political show", mentre centinaia di lavoratori nel Regno Unito incrociano le braccia per protestare contro la presenza degli operai italiani della siracusana Irem, nel cantiere della raffineria Lindsey oil della Total, nel Lincolnshire. Brown ha detto alla Bbc che comprende le preoccupazioni dei lavoratori ma gli scioperi selvaggi "non sono la cosa giusta da fare": il premier britannico parlava dal forum mondiale di Davos dove ieri è stato lanciano un "allarme protezionismo" in relazione alle conseguenze della crisi economica globale. Il governo ha annunciato colloqui con le parti sociali per cercare di risolvere la situazione. E il ministro delle attività produttive Peter Mandelson sempre da Davos ha detto che il protezionismo potrebbe trasformare la recessione in depressione, accennando al rischio di dannosissime ritorsioni. "Sarebbe un enorme errore fare un passo indietro rispetto a una strategia che, nelle regole, consente alle compagnie britanniche di operare in Europa e a quelle europee di operare da noi". "Ho sempre compreso le preoccupazioni della gente. Si guardano attorno e dicono ma perché quei lavori non li possiamo avere noi, sono lavori che possiamo fare" ha detto Brown alla Bbc. Ma invece degli scioperi selvaggi, "quello che dobbiamo fare, col tempo, come ho sempre detto, è che laddove ci sono lavori nel Paese abbiamo bisogno di gente specializzata sviluppata in questo paese". In altri termini, creare specializzazioni ad hoc come quelle degli operai della Irem, necessarie per concludere - nei 4 mesi indicati dalla commessa - il delicato lavoro di costruzione loro affidato. Per Brown la vicenda degli scioperi anti italiani è divenuta una patata bollente sia nei rapporti con l'Italia e gli alleati europei, sia soprattutto di fronte al Paese: da un lato non può difendere il protezionismo, dall'altro il premier che coniò lo slogan "british jobs for british people", mentre la crisi picchia durissimo in Gran Bretagna non può non tutelare i lavoratori. Un sondaggio di pochi giorni fa dava il Labour indietro di 15 punti rispetto ai conservatori di David Cameron. Brown ha detto alla Bbc che per aumentare la specializzazione intende creare corsi di training, in modo da essere "pronti per gli eventi in modo più efficace che in passato". E ha aggiunto: "nessuno governo nella storia sta facendo di più per cercare modi per aiutare la gente disoccupata a ritrovare un lavoro il prima possibile". Il premier ha anche aggiunto che anche nell'atmosfera di stagnazione attuale, "ogni mese cambiano di mano" circa due milioni di lavori, e ci sono circa 500mila posti di lavoro non occupati. Potranno tornare, domani, al lavoro gli italiani (e i portoghesi) della Irem? i sindacati britannici a muso duro insistono che il problema non è il protezionismo nè il razzismo: "nessuno dice che paesi diversi non possono vincere in vari contratti" afferma Paul Kenny, segretario generale del sindacato Gmb. Insomma la Irem poteva benissimo vincere l'appalto come ha fatto, ma avrebbe dovuto impiegare manodopera locale. E kenny rivolta la frittata: "nessuna compagnia dovrebbe discriminare un lavoratore in base a dove è nato. Non si può dire "solo gli italiani possono fare questo lavoro" come è successo in questo caso". Ma la Irem aveva stipulato di poter utilizzare la sua manodopera: specializzata. (1 febbraio 2009)

 

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ITALIENI · Brown tenta di mediare, mentre l’estrema destra cavalca la rabbia. Molti edili disoccupati pronti a unirsi alle manifestazioni Si allarga la protesta inglese contro gli italiani che «rubano il lavoro»

Da Il Manifesto del 1 Febbraio 2009

Paolo Gerbaudo

LONDRA «Quando i padroni e le loro zecche straniere verranno a prendere il tuo lavoro sarà troppo tardi per lottare. Dobbiamo fare fronte comune ora e obbligare il governo a difendere il nostro popolo ». Con un messaggio pubblicato sul sito del partito di estrema destra Bnp (BritishNational Party), il leader Nick Griffin ha lanciato una chiamata alle armi per sostenere l’ondata di scioperi scatenati dall’arrivo di lavoratori italiani a Grimsby nel Lincolnshire, per la costruzione di una raffineria petrolifera. Mentre il governo sta tentando di disinnescare la protesta, inviando mediatori sul luogo degli scioperi, ieri sono continuati i picchetti al porto di Grimsby dove è attraccata la chiatta in cui si trovano 100 lavoratori italiani, dipendenti della siracusana Irem che ha vinto l’appalto per la costruzione della raffineria di North Killinghome. Decine di militanti del Bnp sono stati mobilitati per andare a sostenere le proteste a Grimsby e nelle altre decine di impianti petroliferi, centrali elettriche ed industrie dove i lavoratori hanno incrociato le braccia in solidarietà con i loro colleghi. Domani lo sciopero potrebbe continuare ed espandersi, con i lavoratori della grande centrale nucleare di Sellafield che sembrano intenzionati ad unirsi alla protesta emolti lavoratori disoccupati nel settore delle costruzioni che potrebbero andare ad unirsi agli scioperanti. Di fronte alla rabbia legittima di lavoratori colpiti dal crollo dell’economia britannica, il rischio è che a causa dell’infiltrazione del Bnp e altri gruppi di estrema destra, il malcontento venga sfogato contro lavoratori stranieri e minoranze etniche. La mobilitazione del Bnp prende piede sull’onda di una ventata xenofoba, che sta attraversando il paese nelle piazze così come sui giornali. Durante le proteste a Grimsby come in decine di altre località costiere dell’Inghilterra sono abbondate le bandiere britanniche e cartelli con slogan nazionalisti ed anti-europeisti. I forum online di tabloid e siti di destra si sono riempiti di chiamate alle armi per difendersi dall’invasione straniera. Sul sito del Sun un lettore che si firma England- vs-World (Inghilterra contro il resto del mondo) ha affermato “«e bravi gli italiani. Mentre mio figlio sta a casa senza lavoro, loro vengono qui di soppiatto a prendergli il posto», mentre un altro utente ha dichiarato che non c’è bisogno di lavoratori europei perchè «gli operai inglesi sono i migliori al mondo, i più infaticabili e i meglio preparati ». Per il Bnp la vicenda è una vera e propria manna dal cielo in vista delle elezioni per il parlamento europeo nel prossimo giugno. Sotto accusa da parte di lavoratori e sindacati sono proprio alcune decisioni del parlamento e della Corte di Giustizia europea. Questo fa il caso del partito di estrema destra che si è sempre distinto per la sua contrarietà al processo di integrazione, e che di fronte al crollo di alcuni delle più importanti imprese inglesi paventa una colonizzazione economica da parte degli altri paesi europei. Colpevole per la svolta razzista che gli scioperi rischiano di prendere, è pure Gordon Brown che 18 mesi fa si laciò scappare la frase «Lavori britannici ai lavoratori britannici », che ora i lavoratori gli rinfacciano. In un paese spaventato dal crollo della sterlina e il vacillare di Royal Bank of Scotland, la regina delle banche britanniche, il primoministro - che pure continua a difendere impavido il vangelo della globalizzazione economica - si trova a dover affrontare il risentimento nazionalista che ha contribuito a risvegliare.

 
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