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Obama: «L'economia Usa è un disastro I bonus dei banchieri una vergogna» PDF Stampa E-mail
sabato 31 gennaio 2009

Pil Usa segna meno 3,8%, il dato peggiore degli ultimi 27 anni. Il presidente: «Ora serve un rapporto più forte con i sindacati» 

Da Liberazione del 31 gennaio 2009

«Ogni giorno assistiamo a un altro round di licenziamenti. Abbiamo perso 2,6 milioni di posti di lavoro lo scorso anno, e altri 2,8 milioni di persone che avrebbe bisogno e vorrebbero un impiego a tempo pieno si devono accontentare di un'occupazione part-time. È un momento difficile» il presidente Obama prova a cavalcare la crisi e domarla. «Per due anni ho viaggiato per il paese. Ho incontrato migliaia di di persone: lavoratori, americani della classe media che condividevano con me le proprie speranze. Questi uomini e donne sono l'ossatura della nostra economia». A preoccupare il presidente sono i dati del prodotto interno lordo americano che ha segnato un calo del 3,8% annualizzato nel quarto trimestre, la peggiore performance dal primo trimestre 1982, quando la crescita segnò un calo del 6,4%. Il dato è comunque migliore delle attese degli analisti che si aspettavano un ribasso intorno al 5,5%. Per il presidente degli Stati Uniti «Non si tratta soltanto di un concetto economico, è un disastro continuo per le famiglie di lavoratori americani. E' il significato reale di queste cifre a contare davvero per il popolo americano ed è proprio inquietante: si fanno meno acquisti, le imprese fanno meno investimenti, i datori di lavoro assumono meno». La necessità è quella di agire in fretta. Sempre ieri il presidente ha firmato un ordine esecutivo per la costituzione di una task force incaricata di affrontare specificamente i problemi economici legati alla classe media. L'organismo è stato denominato "White House Task Force in Middle Class Working Families", e sarà presieduto dal vicepresidente, Joe Biden, «la persona più indicata a farlo - ha detto Obama - per la sua storia e la sua esperienza».«La forza della nostra economia può essere misurata dalla forza della nostra classe media - ha aggiunto -. È per questo che ho creato questa task force». Il vicepresidente Biden ha aggiunto: «Il presidente Obama ed io siamo determinati a cambiare lo stato di cose che sta attraversando la nostra economia e che colpisce in primo luogo la classe media, che è la vera la spina dorsale dell'economia americana». Poche ore prima ricevendo i giornalisti nella studio Ovale Barack Obama aveva usato parole forti contro i banchieri di Wall Street definendo «vergognosi» le gratifiche che si sono autoassegnati. Una cifra che si aggira sui 20 millioni di dollari, proprio mentre il governo sta spendendo miliardi di soldi pubblici per salvare le più importanti istitizioni finanziarie. «Verrà il tempo per i profitti e le gratifiche - ha detto Obama - Ma quel tempo non è oggi. Questo è il messaggio che volgio mandare a loro e che mi aspetto che il ministro del Tesoro Geithner invierà». Nel parlare Barack Obama ha riesumato i toni della sua campagna elettorale, mostrandosi sinceramente irritato. E c'è da credere che la performance fosse stata ben preparata visto che la sua amministrazione si appresta a chiedere al Congresso altri fondi per sostenere la crisi. Secondo molti analisti quanto stanziato fino ad oggi sono bricciole e Obama dovrà tornare al Congresso per chiedere altri soldi. E non sarà cosa facile. Nella strategia della Casa Bianca i toni particolarmente allarmistici del presidente hanno anche lo scopo di fare pressione sul Senato perché approvi e con meno emendamenti possibile il piano straordinario di stimoli all'economia per 820 miliardi di dollari. Il piano, approvato dalla Camera dei Rappresentanti senza i voti dei repubblicani, mira a introdurre tagli fiscali proprio per la classe media e a lanciare grandi piani di investimento pubblico in settori strategici per l'occupazione, come le infrastrutture e l'auto. In Senato la maggioranza per Obama è meno certa, dal momento che il piano incontra le perplessità anche di alcuni democratici. Si.Co. 31/01/2009

 
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