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Sos sicurezza, porti fermi E oggi tocca alle ferrovie PDF Stampa E-mail
venerd́ 23 gennaio 2009

Tensione a La Spezia, con i camalli che “invadono” la sede del Comune. Ieri un morto nel Canavese

Da Liberazione del 23 gennaio 2008

Roberto Farneti

In Italia risuona l’allarme sicurezza sui luoghi di lavoro. Ieri tutti i porti si sono fermati per protesta contro la tragica sequenza di infortuni mortali che si è verificata nelle ultime settimane. E oggi il testimone dello sciopero passerà nelle mani dei ferrovieri. L’assemblea degli Rsa-Rls ha infatti deciso di mobilitare la categoria a difesa di un macchinista delegato alla sicurezza, Dante De Angelis, licenziato da Trenitalia lo scorso Ferragosto solamente per avere detto la propria opinione sulle cause di alcuni gravi incidenti capitati a treni Eurostar. Per avere, cioè, osato esprimere dubbi sulla sicurezza di questo tipo di treni, dopo avere appreso che due Eurostar si erano “spezzati” nel giro di otto giorni. Lo sciopero dei lavoratori delle Ferrovie, regolarmente proclamato, sarà di otto ore, dalle 9 alle 17. «L’azienda, dopo un’apertura dimostratasi un bluff - riferisce un comunicato dell’Assemblea dei ferrovieri - ha addirittura posto come pregiudiziale per la revoca del licenziamento una inaccettabile ritrattazione pubblica, una vera e propria abiura che richiama pratiche medioevali ». I colleghi di De Angelis non hanno dubbi: «Si tratta di un licenziamento politico, ingiusto ed illegittimo, che prelude all’attacco su larga scala ai diritti, alle libertà e alla sicurezza». Se infatti «passa il licenziamento di un Rls, per aver messo in evidenza questioni che riguardano la sicurezza di viaggiatori e lavoratori, tutti i ferrovieri - si legge ancora nel comunicato a firma dei delegati - saranno costretti al silenzio e all’omertà, anche in presenza di gravi disfunzioni». In una giornata che ha visto un’adesione altissima allo sciopero di 24 ore di tutti i porti italiani indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, UilT e Ugl, a La Spezia è esplosa la rabbia dei “camalli” per la morte del collega Giuliano Fenelli, tranciato in due mercoledì scorso da un carrello elevatore al Molo Garibaldi. Oltre duecento portuali hanno “invaso” pacificamente il Palazzo Civico, sede della giunta comunale, per manifestare cordoglio e sdegno per l’ennesimo lutto sulle banchine. Il sindaco Massimo Federici ha solidarizzato con i lavoratori e ha messo loro a disposizione la sala del consiglio comunale, per un’assemblea fra operai e sindacati che ha avuto anche momenti di tensione. Clima “caldo” anche nel porto di Genova, dove una cinquantina di lavoratori portuali e genovesi hanno bloccato il varco di ponte Etiopia. L’entrata di tutti i mezzi è stata impedita con copertoni stesi a terra ed è anche stato esposto uno striscione con la scritta “di lavoro si muore...perchè di precarietà si vive!!! Working class”. In una nota la Filt Cgil parla di «vera e propria emergenza sicurezza che richiede un impegno straordinario da parte di tutti: dalle imprese, alle autorità portuali, alle Asl fino al Governo che deve mettere al centro di ogni intervento nei porti la centralità del lavoro». I sindacati hanno chiesto un incontro urgente ai ministeri competenti «perchè - afferma il segretario generale dell’organizzazione, Franco Nasso - non è più rinviabile un intervento per affermare in modo diffuso in tutti i porti il rispetto rigoroso delle procedure e l’applicazione degli accordi». La morte del camallo Giuliano Fenelli è purtroppo soltanto l’ennesimo anello di una catena di sangue che non si riesce a spezzare. L’ultima tragedia dovuta al mancato rispetto delle norme di sicurezza si è verificata ieri all’interno di un cantiere per la costruzione di un supermercato a Rivarolo Canavese (Torino). A perdere la vita è stato un operaio di 31 anni, Moreno Zulian, residente a Pieve di Cadore (Belluno) e dipendente della ditta Zulian Elettromeccanica di proprietà del fratello Bruno. Stando alla ricostruzione fornita dai tecnici dello Spresal dell’Asl TO 4 e dalla Procura d’Ivrea (Torino), l’uomo sarebbe morto a causa di un trauma cranico. Al momento della tragedia Moreno Zulian si trovava in piedi sul cassone dal quale stava scaricando una macchina compattatrice per imballare la carta. Probabilmente a causa del peso del carico, il mezzo si è sbilanciato e di conseguenza si è ribaltato su di un fianco provocando la caduta dell’operaio, che ha sbattuto la testa.

 
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