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Primo sciopero in Cai Air France alla cloche PDF Stampa E-mail
martedì 20 gennaio 2009

Trenta voli cancellati per il blocco di 4 ore indetto solo da Sdl Jean Louis Pinson alla Magliana, per coordinare «l’alleanza»

Da Il Manifesto del 20 gennaio 2008

Francesco Piccioni

Il primo sciopero non si scorda mai. Ad appena una settimana dal «subentro » della cordata guidata da Roberto Colaninno, la vecchia-nuova Alitalia ha vissuto il suo primo giorno di conflitto sociale. Un assaggio di quel che potrà accadere in futuro, se l’azienda insisterà nel suo atteggiamento stile «non dò retta a nessuno ».Un assaggio «mini» – 30 voli cancellati – proporzionato alle ridotte dimensioni attuali della compagnia, al breve arco di tempo dell’agitazione (quattro ore nella fascia meno affollata, dalle 10 alle 14), al fatto decisivo che a proclamarlo era stata una sola organizzazione: il Sindacato dei lavoratori (Sdl). Il ministro dei trasporti aveva tentato di proporre il differimento dell’agitazione e, quindi, la precettazione, adducendo a pretesto le «agitazioni spontanee dei mesi scorsi. Ma persino la cosiddetta «commissione di garanzia» ha trovato che non c’erano davvero ragioni di impedire uno sciopero già più volte «differito» d’autorità. I dipendenti Alitalia vengono da una sconfitta di dimensioni catastrofiche e sono stati praticamente dimezzati (10.150 invece che 18.500, senza nemmeno contare i precari). Vivono da sempre una sensibile separazione tra personale di terra e di volo (a sua volta differenziato tra piloti e assistenti di volo), con almeno nove sindacati che possono vantare una certa rappresentatività. Quattro di questi – Filt- Cgil, Cisl, Uil, Ugl – hanno praticamente accettato tutti i diktat posti dalla società e dal governo; e vengono ora accusati di aver «raccomandato» per l’assunzione i loro iscritti. Comunque sia, l’Sdl – un sindacato di base separatosi tantissimi anni fa dalla Cgil – è stato certamente falcidiato nel passaggio d’azienda. nessuno dei suoi delegati, di fatto, ha trovato posto in quella nuova; mentre gli iscritti più anziani sono stati comunque messi fuori grazie alla cassa integrazione. A scioperare sarebbero stati chiamati soprattutto i più giovani, in meno esperti. In un mestiere che si fa per piccoli gruppi; dove quindi la determinazione individuale è decisiva. Sulla riuscita anche parziale della mobilitazione, perciò, nessuno poteva scommettere. Si può comprendere la moderata soddisfazione con cui il risultato è stato accolto dall’Sdl, che ritiene di aver raccolto sufficienti indicazioni da poter pensare di proclamarne un altro – quanto prima – della durata di otto ore. I segnali più forti arrivano dai piloti, che ancora faticano a rendersi conto di essere stati «normalizzati», messi sullo stesso piano – non eccelso – degli altri dipendenti. Anpac e Up non avevano dichiarato questo sciopero, mamolti iscritti stanno ora chiedendo di muoversi. Anche se sicuramente sono all’opera le «diplomazie sotterranee» per ristabilire un rapporto con l’azienda, infatti, non si può ignorare che addirittura il vicepresidente dell’Anpac – Stefano Di Carlo – non sia stato riassunto in Alitalia, a dispetto degli stessi criteri unilateralmente decisi da Cai. La situazione interna viene perciò «letta » in questo modo: morale sotto i tacchi ma grande scontento, organizzazioni sindacali semidistrutte (quelle del «fronte del no»), ma anche possibilità di ricostruirle. Vedremo. Il «nervosismo dell’azienda », come recitano i comunicati, si vede anche da piccole cose. Ad esempio, il mandare la polizia per far togliere bandiere e striscioni dal «varco equipaggi» (stavano lì da mesi). Sul fronte societario, invece, ieri il cda di Cai ha varato il nuovo statuto, che allarga il board ai rappresentanti francesi (Jean-Cyril Spinetta, Peter Hartman e Bruno Matheu). Approvato anche l’aumento di capitale con i 322milioni portati da Air France. Nel frattempo si delinea meglio la struttura di comando. Jea-Louis Pinson è stato nominato «partnership manager », incaricato di gestire l’alleanza tra le due compagnie. Dopo una vita passata in tutti i ruoli chiave di Air France, è abbastanza prevedibile che dalla sua scrivania alla Magliana partiranno le direttive per far funzionare un insieme tutto da sperimentare (ricordiamo che c’è stata anche la fusione con AirOne). Come dicono a Fiumicino: comunque meglio avere a che fare con uno che almeno capisce di che cosa si sta occupando.

.... CAI · In fuga dai cronisti Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, presidente e amministratore delegato della nuova Alitalia, hanno evitato per tre volte i contatti con i giornalisti, ieri a Milano. Il primo era il consiglio di amministrazione straordinario alla Camera di Commercio, durato oltre due ore. Successivamente, dopo l'assemblea di Alitalia che ha approvato l'aumento di capitale per l'ingresso di Air France e allargato il Cda ai francesi, i due hanno lasciato la sede di Intesa San Paolo attraverso una porta laterale. Il terzo ed ultimo incontro è avvenuto in Regione Lombardia, con il presidente Roberto Formigoni. Hanno però trovato il modo di negare, da lontano, la riuscita dello sciopero: «disagi minimi». Contenti loro....

 

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Dal Corriere della Sera on line ROMA - Si è concluso alle 14, all'aeroporto di Fiumicino, lo sciopero di 4 ore del personale Alitalia aderente al sindacato autonomo Sdl. Secondo i dati forniti dalla stessa organizzazione sindacale, finora le cancellazioni dei voli Alitalia «sono state in totale 22, di cui 6 su collegamenti internazionali (Algeri, Mosca, Parigi, Cairo, Malta e Istanbul) e le altre nelle rotte nazionali sulle direttrici per Milano Linate, Palermo, Genova e Torino». SODDISFAZIONE DEL SINDACATO - Soddisfazione per l'esito dell'agitazione è stata espressa dal segretario nazionale SdL, Andrea Cavola: «La partecipazione allo sciopero che si è registrata e le conseguenti cancellazioni che oggi la Compagnia ha dovuto fin qui operare ci confortano e ci spingono a continuare su questa linea. Tanto che - ha concluso - abbiamo allo studio un nuovo sciopero, stavolta di 24 ore».

 
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