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Parte oggi Alitalia/CAI/Air FRance PDF Stampa E-mail
marted́ 13 gennaio 2009

Sposi promessi, si vola Air France

Da Il Manifesto del 13 gennaio

Francesco Piccioni

Copione rispettato fin in fondo. La sceneggiatura era scritta da mesi, la successione degli atti non ha spostato di una virgola l’esito della trama. Niente pathos, però. Tranne che per chi, nella «nuova Alitalia» da oggi lavora e degli altri – quasi altrettanti – che non hanno più un posto. Il consiglio di amministrazione della Compagnia aerea italiana (Cai) si è riunito ieri in tardamattinata ed ha ovviamente deciso di accettare l’offerta avanzata da Air Fance-Klm: 323 milioni di euro in cambio del 25% di azioni. Una quota di rispetto, appena sotto quel 30% che secondo la legge italiana significa «quota di controllo ». Come spiega la Ue, comunque, quando l’azienda è inserita all’interno di un networkmolto più grande, quel 25% basta e avanza a stabilire chi è che comanda davvero. Una sorta di Biancaneve tra i sedici nani (a occhio: ingressi e uscite dal capitale hanno modificato più volte l’assetto societario), e comunque l’unica che sa cosa cosa fare nella sala di comando. I francesi, per permettere la gestione del loro ingresso come «non lesiva» dell’«italianità » promessa da Berlusconi, hanno accettato di farsi un po’ più piccoli. Per ora. Solo tre posti (su 19) nel cda e azioni di «serie B», con minori diritti di voto, rispetto a quelle detenute dagli italici «patrioti». Esigenze di spettacolo, cui è facile fare per il momento buon viso. In fondo, per acquisire la preminenza di fatto all’interno di Alitalia, i francesi hanno pagato un ottavo di quanto erano disposti a fare in aprile (allora 2,4 miliardi). E tutti i debiti sono stati scaricati sui nostrani conti pubblici. Nella successiva conferenza stampa, Roberto Colaninno e l’amministratore delegato, Rocco Sabelli, si sono impegnati nel magnificare l’operazione e «l’assoluta autonomia gestionale rispetto ad Air France». Ma una piccola serie di dettagli societari fa capire qualcosa di più. Ad esempio, il famoso «lock up» – l’impegno di tutti gli azionisti a non uscire dalla società prima di cinque anni – è stato già ridotto a soli 4 anni (ma si tratta in fondo solo di una «promessa »).Non è finita. «L’accordo porterà sinergie per 720 milioni nel giro di tre anni». Sembra un impegno per lo sviluppo, ma nellemore del contratto è diventato anche una clausola di recesso, che scatterà se «le sinergie definite non vengano realizzate almeno per il 50%». Insomma, si vedrà. Il neoacquirente ha dovuto destreggiarsi tra decine di domande relative al destino di Malpensa, visto che in quegli stessi minuti tutto il «fronte lombardo» implorava dalle telecamere di «aspettare un’offerta Lufthansa» che non è mai arrivata. Da lì solo una «genericamanifestazione di interesse », ribadiva Colaninno. E se i tedeschi, ancora ieri mattina, confermavano di «avere in corso contatti»,molti addetti ai lavori spiegavano che questa era una necessità operativa, visto che AirOne – la compagnia di Carlo Toto, ora assorbita in Cai – ha mantenuto sino a stanotte forti legami di traffico con i teutonici. Su Malpensa, dunque, solo molte promesse. «Confermo la priorità strategica» dello scalo, ha detto Colaninno, ma ciò richiederà uan «razionalizzazione di Linate come city airport specializzato nella navetta Roma-Milano». Su Malpensa si cercherà di spostare i collegamenti internazionali (intanto quelli per New York, Tokio e San Paolo), in attesa di poterne aprire degli altri. Da Fiumicino, invece, si partirà per il Mediterraneo, l’Estremo Oriente e il Sudamerica. Se, perciò, da un lato la nota congiunta tra le due compagnie recita una formula tranquillizzante – «ci basiamo su una strategia multi-hub che sarà rafforzata da Roma Fiumicino e Milano Malpensa in una posizione paritaria» rispetto a Parigi e Amsterdam – dall’altra Sabelli è costretto ad ammettere che «a oggi il nostro hub è Fiumicino». Da oggi, infatti, cominceranno a discutere con gli enti locali delle indispensabili infrastrutture di collegamento (cui va addebitato buona parte dell’handicap operativo dello scalo varesino). Il primo volo, stamattina, doveva partire alle sei, da Londra per Roma. Salvo imprevisti, naturalmente. I rapporti con il personale – non con alcuni sindacati – sono pessimi. Piloti e assistenti di volo sono avvelenati, ma anche il personale di terra, nelle ultime settimane, non ha nascosto la propria rabbia. Le promesse si sono infatti rivelate parole, e i criteri di assunzione spesso hanno mal nascosto le vecchie «raccomandazioni». Ma per Sabelli «il piano di assunzioni è completato», anche se l’organico di partenza è di appena 9.600 persone (contro le oltre 12.000 indicate nero su bianco negli accordi). Ieri molti voli sono partiti senza che gli aerei venissero puliti. In diversi casi i bagagli si sono smarriti tra pista e aerostazione. Spesso sono venute a mancare le rampe per salire a bordo. Un vanto di Alitalia erano le «squadre polivalenti», che abbinavano pulizie e handling. Cai vuole esternalizzare le prime; e il risultato si vede subito. Dalla mezzanotte è cessato anche il servizio di «accompagnamento» per il personale di volo, che dovrà raggiungere l’aeroporto con mezzi propri. Un colpo di genio, l’averlo comunicato via mail il giorno prima dell’«esordio». Prevedibili ritardi e mancati imbarchi.Un corteo è già stato indetto dall’Sdl, per stamattina, con appuntamento alla sala mensa dell’area tecnica di Fiumicino. A Palermo, invece, dove sono state licenziate 60 persone, si sono presentati ieri mattina 25 «stagisti» per sostituirli nelle funzioni di front line.Non avviene neanche nei call center più scassati. Un clima caotico che non sembra preoccupare il neo amministratore delegato: «abbiamo previsto un piano di emergenza da mettere in atto in caso di azioni sindacali che possano ostacolare il servizio regolare ». Top secret di che cosa si tratti. Ma da chi si comporta, in un settore avanzato, come un «padrone delle ferriere», non è lecito attendersi pensate «innovative».

 

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Alitalia, si di Cai ad Air France «Malpensa hub, ma stop a Linate»

Da Unità on line

Il consiglio di amministrazione dell'Alitalia ha accettato l'offerta avanzata da Air France-Klm per l'acquisto di una quota del 25% della compagnia. L'accordo prevede l'entrata di Air France-Klm nel capitale della compagnia italiana con il 25% per 323 milioni di euro. Il gruppo franco-olandese, che sarà dunque il primo azionista di Alitalia, avrà tre rappresentanti nel board. Ignorata dunque la richiesta del sindaco di Milano Letizia Moratti che aveva detto: «So che c'è anche una proposta di Lufthansa e mi auguro che il cda di Cai non sancisca una partnership con un partner industriale senza esaminare l'altra proposta. Lotterò fino alla fine», ha garantito la Moratti. Ma l'amministratore delegato Rocco Sabelli l'ha smentita: «Da Lufthansa c'è stata una manifestazione di interesse generale che non si è mai tradotta in un'offerta». Ma alla Moratti arriva un altro grande schiaffo. Il presidente Roberto Colaninno annuncia: «Priorità strategica sull'aeroporto di malpensa a condizione di raggiungere un accordo sulla razionalizzazione di Linate». Si tratta proprio dell'aeroporto più vicino a Milano. C'è un'aria di delusione a Francoforte, nel quartier generale della Lufthansa, ma la compagnia aerea tedesca, nonostante il mancato accordo con Alitalia, continua a credere nel mercato italiano e - grazie al suo nuovo marchio Lufthansa Italia - sottolinea come i passeggeri italiani non debbano «astenersi» dalla qualità Lufthansa. «Il mercato italiano ha ancora una priorità alta per noi, i clienti italiani non devono astenersi dalla qualità che offre Lufthansa», è stata infatti la reazione a caldo del portavoce di Lufthansa, Andreas Bartels, dopo l'annuncio dell'accordo tra Cai ed Air France. Un accordo che la compagnia aerea tedesca si aspettava, nonostante il fatto che, fino all'ultimo momento, ha tenuto aperti i canali con Cai: «Rispettiamo la decisione di Alitalia di scegliere un investimento finanziario con il suo partner tradizionale Air France, la decisione non ci sorprende», ha infatti subito commentato il portavoce. La Lufthansa, però, come è noto, non ha mai fatto un'offerta alla Cai per entrare nel capitale di Alitalia perchè, ha spiegato il portavoce riferendosi al piano industriale della nuova Alitalia, «i dati economici che sarebbero stati necessari per fare un'offerta per una partecipazione (in Alitalia) non ci sono stati forniti». Bartels ha quindi ricordato che la Lufthansa «ha presentato (a Cai) un concetto dettagliato per una collaborazione bilaterale con Alitalia e una conseguente integrazione nella Star Alliance che avrebbe dato grandi vantaggi economici a Cai». Quanto al futuro, il portavoce ha spiegato che la Lufthansa «verificherà con le autorità europee l'impatto dell'accordo Alitalia-Air France sul traffico aereo in Italia», così come «verificherà l'impatto della nuova situazione sulla nostra partnership commerciale con Air One» nel code-sharing e nel programma frequent-flyer. E alla vigilia dei primi voli previsti per venrdì mattina, la Cub Trasporti insieme al Comitato Cassintegrati e Precari Alitalia/AirOne tengono alle 14 una manifestazione davanti la sede della Regione Lazio, in piazza Oderico. «Nel corso della manifestazione si svolgerà anche un colorito “funerale” Alitalia - informano i rappresentanti della Cub - per “celebrare” l'ultimo giorno di operatività della ex-Compagnia di Bandiera e per “salutare” il decollo di Cai. Una “bara” è già partita in mattinata, per raggiungere la sede regionale, dall'aeroporto di Fiumicino. La manifestazione è contro le discriminazioni effettuate dalla “nuova” Alitalia «che ha escluso, tra l'altro, dalle assunzioni gran parte del personale in 104, moltissime donne in maternità e o madri in nuclei familiari monogenitoriali, il personale con elevata anzianità e senza i requisiti per la pensione, le lavoratrici e i lavoratori con carichi familiari». A ciò si accompagna un «massivo sfruttamento di lavoratori interinali sia negli aeroporti che in numerose altre attività della compagnia». Il presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà fissa i suoi paletti poche ore dal decollo della nuova Alitalia: «Non tollereremo nessun aumento ingiustificato dei prezzi e nessun abuso di posizione dominante - avverte il garante -. Stiamo già tenendo sotto controllo tutti i listini. La Cai dovrà applicare la tariffa economy più bassa stabilita fino ad ora da Alitalia ed AirOne al 10% di tutti i posti su tutti i voli». In particolare, l'Antitrust vigila sulla tratta Fiumicino-Linate, «perché su questa rotta quasi tutti gli slot sono assegnati ad Alitalia e AirOne. Però anche su altre tratte, dove ci sono spazi per nuovi operatori Cai non può fissare le tariffe come meglio crede». Catricalà ribadisce che l'autorità «non avrebbe potuto avallare la fusione AirOne-Alitalia» e che «l'unica strada per il governo era quella di assumersi la responsabilità politica di autorizzare un'aggregazione del genere. Di fronte a una decisione del Parlamento qualunque autorità amministrativa deve saper fare un passo indietro». «Consegno un'azienda molto migliore di quella che si può immaginare», dice invece soddisfatto il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, «In quattro mesi abbiamo fatto il turn around tra scioperi, trattative sindacali, il pressing dei creditori, le minacce dei fornitori, i vincoli europei. Ebbene - spiega - non abbiamo lasciato nessun aereo a terra. Il servizio pubblico, nonostante gli scioperi, è stato mantenuto». Fantozzi parla del passaggio di consegne come di un fatto «storico», la fine del consociativismo. Non entra nelle polemiche su Air France, ma spiega che a suo avviso sarebbe stato più facile se la battaglia sindacale fosse stata condotta diversamente: «Se i sindacati - dice - soprattutto quelli di volo, avessero rivendicato professionalità e competenza avrebbero ottenuto di più, invece hanno scelto altre strade, si sono arroccati». Fantozzi aggiunge che ora uscirà di scena per concentrarsi sulla fase due, la liquidazione degli asset: «Entro gennaio conto di vendere il cargo. Parallelamente si dismetterà la manutenzione che dovrebbe finire a una società cui partecipano Cai, Finmeccanica, Fintecna». E ci sarà un passaggio con i sindacati. «Poi venderemo circa 40 aerei», dice il commissario straordinario di Alitalia. 12 gennaio 2009

 

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Alitalia si allea con Air France Colaninno: Malpensa strategica

Da Il Sole24ore.com

L'accordo sottoscritto con Air France - Klm conferma «la prioritá strategica su Malpensa». Lo ha detto il presidente di Cai, Roberto Colaninno, nel corso della conferenza stampa nella quale è stato annunciato il via libera all'intesa con il gruppo franco-olandese al termine del Cda. «È confermata la prioritá strategica su Malpensa a condizione che venga riorganizzato il sistema aeroportuale». E, in questo contesto, ha spiegato Colaninno, «prevediamo la concentrazione delle rotte intercontinentali su Malpensa». Amsterdam, Parigi e Milano Malpensa saranno i «tre grandi hub europei» della partnership Air France-Klm-Alitalia. Tra Alitalia e Air France c'è «l'impegno di concentrare le rotte intercontinentali su Malpensa e di massimizzare presenza e redditività delle rotte verso il Mediterraneo, l'estremo Oriente e il Sud America da Fiumicino». Per l'amministratore delegato di Cai Rocco Sabelli dall'accordo tra Alitalia e Air France «sia Malpensa che Fiumicino avranno irrobustito il network». L'hub di Alitalia attualmente resta Fiumicino e Malpensa lo sarà solo se verrà risolta la questione Linate che deve diventare un vero city airport. «Adesso - ha commentato Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo - bisogna lavorare tutti insieme per fare una grande Malpensa». Passera ha sottolineato che quella di Air France «è la scelta giusta» per Alitalia. Air France, ha spiegato Sabelli, rispetto agli altri due potenziali partner Lufthansa e British Airways, «ha mostrato più determinazione e volontà che gli altri non hanno avuto». Sabelli ha anche precisato che Lufthansa non ha mai presentato un'offerta per un accordo di partnership con la Nuova Alitalia. Air France-Klm acquisirà il 25% della nuova Alitalia per 322,4 milioni, con un sovrapprezzo di 40 milioni rispetto a quanto pagato dagli altri azionisti. L'operazione diventerà esecutiva a valle dell'approvazione dell'autorità antitrust dell'ingresso dell'Alitalia nell'alleanza Sky-team e al via libera dell'assemblea dell'Alitalia che si terrà lunedì 19 gennaio. Sinergie per 720 milioni di euro nei prossimi anni. L'accordo con Air France, ha spiegato Colaninno, porterà sinergie per 720 milioni di euro per i prossimi anni». Il Cda di Alitalia, ha sottolineato Colaninno, «oggi ha approvato all'unanimità e con piena soddisfazione l'accordo con Air France. Un accordo straordinario». C'è una way-out nel contratto: una clausola di recesso nell'ipotesi che almeno il 50% delle sinergie non venissero raggiunte entro 3 anni. Fissato in 4 anni il lock up per gli azionisti di Nuova Alitalia. È stato fissato in 4 anni il termine del lock up per gli azionisti della nuova Alitalia. In pratica è stato spiegato che ci sono azioni di categoria A (il 75% in mano alla cordata di imprenditori italiani) e di categoria B (in mano ad Air-France-Klm). Fino al 12 gennaio 2013 le azioni di categoria A potranno essere vendute solo all'interno della cordata di imprenditori italiani. Solo durante il quinto anno, tra il 13 gennaio e il 28 ottobre 2013, anche Air France-Klm potrà acquistare azioni dai soci italiani, ma solo a condizione che gli altri azionisti non abbiano esercitato i propri diritti di prelazione e che il trasferimento sia approvato dal Consiglio di amministrazione di Alitalia. Colaninno ha assicurato, inoltre che Alitalia avrá una «assoluta autonomia gestionale» nell'ambito di questo accordo. Air France non avrà potere di veto. Il presidente di Cai ha spiegato che Air France, in base all'accordo, nominerà 3 membri su 19 nel Cda della Nuova Alitalia e due su nove nel Comitato esecutivo. Inoltre il gruppo franco-olandese non avrà potere di veto, tranne casi eccezionali come la vendita della società o un aumento di capitale senza diritti di opzione. Tutto ciò, ha sottolineato Colaninno, a dimostrazione che si tratta di «un'operazione di natura industriale e non speculativa e nasce con l'intento di rilanciare una importante infrastruttura del nostro Paese». Impegno per l'occupazione. «Abbiamo la consapevolezza dell'importanza del personale» e «cercheremo di riportare tutti coloro che sono in cassa integrazione o in precariato all'interno dell'Alitalia». Lo ha detto il presidente della nuova compagnia, Roberto Colaninno, sottolineando che «è un impegno che ci siamo assunti, un punto fondamentale della nostra etica che cercheremo di perseguire con tutto il nostro impegno e le nostre forze». Spinetta e Gourgeon: «L'accordo è un'opportunità di crescita». Nella nota congiunta di Alitalia e Air-France-Klm, Jean-CyrilSpinetta, presidente di Air France-Klm, ePierre-Henri Gourgeon, amministratore delegato, hanno sottolineato che «in vista delle molte sfide che attendono il nostro settore, la cooperazione è piùche mai una necessità, e questo accordo rappresenta un ulteriore passo avanti inquesta direzione». Insomma, hanno aggiunto, «siamo molto contenti di questa partnership estesa con la nuova Alitalia. Per le nostre due compagnie rappresenta una genuina opportunità di crescita e il nostro accordo è negli interessi dei nostriazionisti, della nostra clientela e del nostro staff». (N.Co.)

 
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