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La Russia lascia l'Europa al freddo: interrotte le forniture PDF Stampa E-mail
mercoledì 07 gennaio 2009

 Da L'Unità on line

La russia ha interrotto alla mezzanotte di martedì tutti i rifornimenti di gas destinato all'Europa attraverso il territorio ucraino. Lo ha annunciato il portavoce della società ucraina degli idrocarburi Naftogaz. Già la notte tra lunedì e martedì in Italia, intorno alle 4, si era registrato un blocco quasi totale delle forniture di gas dalla Russia, Gazprom assicurava all'Italia solo 7 milioni di metri cubi di gas contro i 45 milioni di metri cubi richiesti nel giorno festivo (nei giorni lavorativi l'Italia chiede alla Russia in media 60 milioni di metri cubi al giorno). Sono queste le prime, drammatiche conseguenze della “guerra del gas” che sta avvelenando sempre più i rapporti tra Russia ed Ucraina. E a farne le spese sono i paesi non autosufficienti, come l’Italia. Il ministero dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha tuttavia tentato di rassicurare l’opinione pubblica dichiarando che il nostro Paese può comunque contare sulle riserve. Ma quanto possono durare? E dopo cosa succederà? Se lo domandano i cittadini - che in questi giorni devono far fronte a un’ondata di gelo e alla forte innevazione di tutto il Nord - e anche l’opposizione: “Nonostante la tranquillità espressa dal governo italiano sulla situazione delle riserve strategiche di gas, inquieta la preoccupazione della Commissione Europea che ritiene l`Italia tra i paesi maggiormente esposti a rischio interruzione forniture dall`Ucraina" – ha dichiarato Matteo Colaninno, ministro per lo Sviluppo Economico nel governo ombra del Pd. L’allarme infatti è suonato anche a Bruxelles: la Commissione europea, in una nota diffusa oggi, ha confermato che l'Italia è esposta a un calo delle forniture di gas russo che transita dall'Ucraina, insieme con Austria, Ungheria e Slovenia. Fin dalla scorsa notte è stato sospeso completamente il flusso di gas russo diretto verso la Bosnia via Ucraina. Lo ha reso noto l'operatore del paese balcanico, BH-Gas. La Bosnia è ora del tutto a secco, dato che tutto il gas che utilizza proviene dalla Russia. Anche l'approvvigionamento di gas russo all'Ungheria è stato completamento bloccato: il fermo, iniziato alle 15.30 di martedì , è stato reso noto nel corso di una conferenza stampa dal ministro ungherese dell'energia, Csaba Molnar. La società slovacca del gas , Spp, ha dichiarato lo stato di emergenza dopo che le forniture di gas dalla Russia nella notte di lunedì sono state ridotte del 70% : «Stiamo vivendo il più grande taglio nell'approvvigionamento di gas della nostra storia. La priorità è il rifornimento alle abitazioni e per questo abbiamo deciso di dichiarare lo stato di emergenza», ha detto il presidente di Spp, Bernd Wagner. Con la dichiarazione dello stato di emergenza, infatti, Spp avrà la possibilità di tagliare la fornitura dove serve a seconda delle necessità. Un altro gruppo di paesi (la Romania, la Turchia, la Grecia, la Bulgaria, lla Macedonia e anche parte degli degli altri Stati balcanici) ha già iniziato a subire tagli significativi, ha reso noto l’esecutivo Ue. Ma anche la Francia ha subito una riduzione significativa: secondo la società energetica transalpina Gdf-Suez sono infatti calate del 70% le forniture di gas russo via Ucraina destinate alla Francia. In Italia, Scajola ha firmato il decreto che assicura la massimizzazione degli approvvigionamenti dagli altri Paesi nostri fornitori, come Libia, Algeria, Norvegia, Gran Bretagna e Olanda. Il ministro ha ricordato che tra qualche settimana entrerà in funzione il rigassificatore di Rovigo, che immetterà nella rete italiana gas proveniente principalmente dal Qatar, e che assicurerà a regime la copertura del 10% dei consumi nazionali. E’ stata inoltre predisposta la convocazione del comitato per l`emergenza e il monitoraggio del sistema del gas, formato dai rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico, dell`Autorità per l`Energia elettrica e il gas, di Snam, gestore del dispacciamento, di Stogip ed Edison, titolari degli stoccaggi, di Terna, per la rete elettrica, e delle società di shippers. Un timido segnale di schiarita è arrivato nel pomeriggio di martedì da Kiev: Oleg Dubina, il capo della società ucraina Naftogaz, controparte di Gazprom nel braccio di ferro sulle forniture di metano, ha annunciato che i negoziati russo-ucraini per trovare una soluzione alla disputa sul gas riprenderanno giovedì 8 gennaio a Mosca. Dubina si è dichiarato "pronto" a volare a Mosca, dove si terrà il nuovo round di trattative. «Le affermazioni secondo le quali l'Ucraina sarà disponibile a riprendere le trattative a partire dall'8 gennaio ci sorprendono - ha dichiarato il portavoce di Gazprom, Sergei Kupriyanov -. A causa della situazione di crisi, siamo pronti ad iniziare le trattative in ogni momento». Kupriyanov sottolinea anche come «dall'inizio dell'anno, in assenza di un contratto di forniture di gas ai clienti ucraini, il gas destinato ai clienti europei è stato prelevato sul territorio ucraino. Gazprom ha preso delle misure per limitare le azioni illegali di Naftogaz Ukrainy». Il portavoce ha ribadito inoltre che «misure aggiuntive sono state prese per soddisfare i bisogni dei consumatori europei, tramite la fornitura di volumi addizionali di gas attraverso la Bielorussia e il gasdotto Blue Stream. Inoltre, stiamo usando le nostre riserve stoccate in depositi in Europa. L'Ucraina è colpevole di questa situazione. Gazprom - sostiene ancora il portavoce della società che in questo momento ha chiuso i rubinetti del gas all'Europa, per la seconda volta in due anni - è sempre stato e continuerà ad essere un fornitore affidabile di gas»

 
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