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Fisco, nel 2008 aumentati del 30 per cento gli evasori totali PDF Stampa E-mail
sabato 20 dicembre 2008

Da L'Unità on line

Redditi non dichiarati per 27,5 miliardi di euro, 6414 evasori completamente sconosciuti al fisco, evasioni d’Iva per 4,3 miliardi e violazioni all’Irap per 19,4 miliardi, il 30 per cento in più rispetto al 2007. Sono questi alcuni dei dati del Rapporto annuale della Guardia di Finanza presentati nella conferenza stampa dal Comandante generale Cosimo d’Arrigo. I redditi evasi constatati nei riguardi dei 6414 evasori totali ammontano a 8,8 miliardi di euro, con un aumento della resa media di ogni intervento, rispetto all'anno scorso , pari al 30%. In sensibile aumento è il rendimento del contrasto all'evasione e all'elusione fiscale internazionale. In questo settore sono state constatate, nel corso dell'attività svolta dalla Gdf nel 2008, imponibili evase per 5,1 miliardi di euro, quasi tre volte superiori a quelle di tutto il 2007 anno in cui erano pari a 1,9 miliardi di euro. Sono 7.400, invece le persone denunciate all'Autorità giudiziaria per frode fiscale, e si è rilevato un aumento dell'Iva evasa mediante l'emissione e l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, pari a 2,3 miliardi di euro, superiore del 45% rispetto a quella scoperta nel 2007. «Dai dati a disposizione del ministero dell'Economia - ha spiegato D’Arrigo - si stima, grosso modo, un'evasione fiscale pari a circa a 220-250 milioni di euro. La cifra che lo Stato potrebbe recuperare da questo imponibile che viene sottratto al fisco, è vicina agli 80-90 miliardi di euro».

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Rapporto Fiamme Gialle Evasione totale per 90 miliardi: servirebbero alla copertura di 4-5 manovre finanziarie

Da Liberazione del 20 dicembre 2008

Gemma Contin

Un paese di santi, poeti, naviganti. Anche qualche eroe. Ma per lo più un paese di truffaldini, evasori, esperti in frodi fiscali, false fatture, imbrogli contabili di vario genere e gravità. Ecco l’Italia del terzo millennio. Un paese dove chi ha truffato e imbrogliato, svuotando le tasche dei risparmiatori, finisce per andarsene a casa senza danno, come nel caso Parmalat, e soprattutto senza restituire il maltolto. Il quadro delineato ieri dai vertici della Guardia di Finanza, nella relazione sull’attività del 2008 presentata da comandante generale Cosimo D’Arrigo, è di quelli che danno da riflettere sulle reali vocazioni e abilità degli italiani: tra gli 80 e i 90 miliardi di euro evasi, che potrebbero essere recuperati per soddisfare le esigenze di copertura delle prossime quattro o cinque Finanziarie; 6.400 evasori totali; Iva non versata per 2,3 miliardi con il meccanismo delle fatture emesse su operazioni inesistenti; violazioni ai versamenti dell’Irap per 19,4 miliardi. Il 45 e il 30% in più rispetto al 2007 di frodi condotte da “persone giuridiche” ovvero ditte-aziende-uffici-negozi, “giocando” sulle due imposte tipiche di chi esercita un’attività o una professione. Il recupero e l’applicazione di pene pecuniarie, con il meccanismo della confisca patrimoniale nei confronti degli «evasori che generano maggior allarme sociale», ha consentito un recupero d’imposta di 60 milioni di euro, più 370 milioni confiscati a fronte di indagini patrimoniali antimafia, con sequestri per 582 milioni su capitali che «hanno costituito profitto o reinvestimento di reati di riciclaggio, usura, falsificazione di mezzi di pagamento, trasferimenti all’estero di valuta, eccetera». Sul fronte antimafia la Guardia di Finanza ha poi intercettato e sequestrato profitti illeciti per 2,3 miliardi di euro, di cui 1,6 miliardi sottoposti a sequestro. Ci sono anche i capitoli delle frodi nel settore della spesa sanitaria, con quasi duemila denunce alla Procura della Repubblica per oltre 61 milioni di euro. Altri 90 milioni riguardano invece i filoni d’indagine in materia di falsificazione monetaria, che ha portato a sequestri di beni e disponibilità finanziarie per oltre 55 milioni, a fronte di reati che hanno riguardato la falsificazione dei mezzi di pagamento (banconote, assegni, titoli di Stato) e la clonazione di carte di credito. Dalle indagini nei confronti di 13 istituti finanziari, banche, società di investimento, gestione di patrimoni e fondi, attraverso un circuito di 2.150 agenzie collegate, le Fiamme Gialle hanno intercettato illeciti trasferimenti all’estero per 2,5 miliardi di euro. Sono 690 i soggetti «segnalati all’autorità giudiziaria, che risultano tuttora indagati: 636 con l’accusa di abusiva attività finanziaria, 41 per il riciclaggio di 110 milioni di euro frutto di frode fiscale, contraffazione di generi di monopolio o traffico di stupefacenti». Infine, sono in aumento le frodi ai contributi nazionali e comunitari, per un valore di circa 960 milioni di euro, con la scoperta, in particolare, di «truffe ai contributi per l’agricoltura pari a 283 milioni, a cui si aggiungono 300 milioni “distratti” dai Fondi strutturali europei e 354 milioni percepiti illecitamente di incentivi alle imprese a carico di bilanci statali e regionali».

 
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