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L’ITALIA SI FERMA PDF Stampa E-mail
gioved́ 11 dicembre 2008

Produzione in picchiata del 6,7%, l’auto perde il 34%. Per l’Istat siamo in recessione «tecnica». E ancora: cassa integrazione +253%. Manpower prevede il 9% di assunti in meno, e per la Confindustria il peggio deve arrivare. Ma per Sacconi sono dati «rassicuranti» Crolla l’industria È recessione

Da Il Manifesto dell'11 dicembre 2008

Sara Farolfi

ROMA Tracolla la produzione industriale, l’Italia entra ufficialmente in recessione «tecnica », ma forse il peggio deve ancora arrivare. Il combinato disposto tra i dati dell’Istat diffusi ieri (produzione industriale in ottobre, e Pil nel terzo trimestre dell’anno) e le previsioni di Confindustria (produzione in novembre e Pil nel quarto trimestre) confermano che la crisi ha attecchito e che la nottata sarà lunga. Solo in novembre la cassa integrazione (ordinaria) è triplicata registrando un aumento del 253%. Buste paga pesantemente decurtate (e già prima erano tra le ultime nella classifica dei paesi Ocse) e domanda interna ferma: il cerchio si riavvita, e la crisi genera ulteriore crisi. Secondo i dati dell’istituto nazionale di statistica la produzione dell’industria è crollata, a ottobre, del 6,7% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso (dell’1,2% rispetto a settembre). Il segnomeno accompagna tutti i comparti dell’industria, dai mezzi di trasporto - con l’auto che crolla del 34,3% - alle macchine e apparecchi meccanici, all’elettronica di precisione, fino alla chimica e alla gomma plastica, legno, tessile, pelli e calzature. Va male per i beni di consumo ma, quel che è peggio, vamale anche per i beni strumentali (che in genere indicano gli investimenti) che a ottobre scendono dell’1,5% rispetto a settembre. Conferma, l’Istat, la «recessione tecnica» del paese (che è data da due trimestri consecutivi di prodotto lordo negativo): nel terzo trimestre dell’anno il Pil è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (che già aveva segnato un -0,4%) e dello 0,9% rispetto allo stesso periodo 2007. E’ debole la domanda estera, per effetto del rallentamento di tutte le economie, ma è debole anche quella interna, con i consumi delle famiglie che segnano il passo. Ma il peggio sembra ancora dovere arrivare. Le previsioni di Confindustria parlano infatti di un’ulteriore caduta della produzione industriale in novembre (-1,8% su ottobre) e, in conseguenza del peggioramento degli ordinativi industriali, ancora una caduta a dicembre: «Queste stime, unite alla debolezza del terziario, sono coerenti con un calo del Pil dello 0,8% nel trimestre in corso (il quarto ndr)», concludono le imprese italiane. Si prevede un calo delle assunzioni nel primo trimestre 2009: secondo Manpower, la richiesta di lavoro (interinale) sarà inferiore del 9% circa. La faccia sociale della crisi non è più rassicurante. Dopo lungo attendere, l’istituto di previdenza (Inps) ha diffuso i dati sulla cassa integrazione, che è aumentata solo nelmese di novembre del 253% rispetto a un anno fa. Il fatto che il vertiginoso aumento abbia toccato solo quella «ordinaria» (che riflette crisi congiunturali), mentre più contenuta - +2,4% - sia rimasta quella «straordinaria» (che spesso prelude a pesanti ristrutturazioni, quando non chiusure), ha fatto dire al ministro del lavoro Sacconi che si tratta di «dati rassicuranti». In spregio al fatto che «cassa integrazione» significa buste paga pesantemente decurtate (800 euro al mese in media nell’industria). Come al rischio che una crisi di tali dimensioni possa diventare «straordinaria» per diversi settori produttivi. «Solo il ministro Sacconi può dire che questi dati sono confortanti - commenta Susanna Camusso, segretaria confederale Cgil - E’ del tutto evidente infatti che se nelle prossime settimane non ci sarà un’inversione di tendenza la cassa ordinaria si trasformerà in straordinaria, con tutte le conseguenze del caso sull’occupazione già drammaticamente colpita». Secondo Giorgio Santini (Cisl) «è necessario dare priorità a quei settori produttivi innovativi, che rappresentano il valore aggiunto dell’economia». «Gli indicatori sono tempestosi e il governo minimizza», dice Cesare Damiano. A ritmi simili, i fondi stanziati dal governo per cassa integrazione emobilità paiono del tutto insufficienti. E, va aggiunto, per chi ne ha diritto: secondo le stime Cgil, ci sono almeno 400 mila precari che, nel giro di un mese, rischiano di perdere il posto di lavoro (ma dal computo sono esclusi pubblico impiego e scuola). Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, rispolvera la necessità di un’altra riforma pensionistica (leggi: innalzamento dei requisiti d’età) per finanziare ammortizzatori sociali «in modo totale, cioè anche per gli atipici». Anche il premier Berlusconi pare essersi accorto dell’emergenza: «Sappiamo che i lavoratori del commercio e i precari non hanno benefici ed è a loro che dobbiamo pensare». Ma non dura che un attimo perchè «il bilancio è stretto»

 

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ECONOMIA L'Istat certifica il -6,9%. E' il peggior dato dal dicembre del 1996. Ma secondo Confindustria a novembre è andata ancora peggio: -11,4% Male la produzione industriale L'Italia è in recessione Veltroni: "Dal governo solo ottimismo di facciata, servono serietà e realismo"

Da Repubblica on line

ROMA - Netto calo della produzione industriale che ad ottobre ha segnato un crollo del 6,9% rispetto ad ottobre 2007 e dell'1,2% rispetto a settembre 2008. Lo comunica l'Istat, aggiungendo che l'indice della produzione corretto per i giorni lavorativi ha registrato sempre in ottobre una diminuzione tendenziale del 6,9% (i giorni lavorativi sono stati 23 come ad ottobre 2007). Si tratta del sesto calo tendenziale consecutivo. Ma a novembre, secondo le stime di Confindustria, va ancora peggio: su base annua è stato rilevato un calo della produzione dell'11,4%, e su base mensile dell'1,8%. Negli ultimi 3 mesi dell'anno l'attività industriale subirà una riduzione del 4,2%, tanto che il Pil del quarto trimestre, secondo l'ufficio studi dell'associazione, dovrebbe subire una contrazione dello 0,8% (il terzo calo consecutivo). Pil. Infatti il Pil, comunica oggi l'Istat, nel terzo trimestre è calato dello 0,5% rispetto al secondo trimestre dell'anno: si tratta del peggior dato dall'ultimo trimestre del 1998. Un dato che fa entrare l'Italia in recessione tecnica. Nel terzo trimestre l'economia italiana va peggio della Francia e degli Stati Uniti con un -0,1%. Rispetto allo stesso periodo del 2007, il Pil è calato dello 0,9%. Vengono pertanto confermate le stime flash di novembre. L'Istat rileva che in termini congiunturali le importazioni di beni e servizi sono diminuite dello 0,5 per cento, il totale delle risorse (Pil e importazioni di beni e servizi) è diminuito dello 0,5 per cento. Dal lato della domanda, le esportazioni sono diminuite dell'1,6 per cento, gli investimenti fissi lordi sono diminuiti dell'1,9 per cento, mentre i consumi finali nazionali sono aumentati dello 0,1 per cento. Nell'ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti e quella delle ap e delle isp sono cresciute entrambe dello 0,1 per cento. La diminuzione degli investimenti è stata determinata da un calo del 3,5 per cento degli investimenti in macchine, attrezzature e altri prodotti, del 2,2 per cento negli acquisti di mezzi di trasporto e dello 0,6 per cento degli investimenti in costruzioni.

 
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