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ALITALIA · Fantozzi e Sabelli disertano la conferenza stampa e lasciano al solo Riggio (Enac) PDF Stampa E-mail
mercoledì 03 dicembre 2008

ALITALIA · Fantozzi e Sabelli disertano la conferenza stampa e lasciano al solo Riggio (Enac) il compito di «spargere ottimismo» La Cai parte a gennaio, ma con meno di metà dei voli «storici»

Da Il Manifesto del 3 dicembre 2008

Francesco Piccioni

Se diventano un bluff anche le conferenze stampa i sospetti, in genere, si moltiplicano. E’ accaduto ieri, quando all’annunciato appuntamento «risolutivo» sul trasferimento della proprietà di (parte dell’) Alitalia a Cai, dovevano presentarsi in tre: Rocco Sabelli, a.d. di Cai, Augusto Fantozzi (commissario straordinario di Alitalia) e Vito Riggio, presidente dell’Enac (l’ente che rilascia le licenze e i certificati da operatore del trasporto aereo). Davanti a taccuini e telecamere spianate ha fatto fronte invece il solo Riggio, sorridente e a corto di nuove notizie. Già lamattina, infatti, il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, aveva ammesso quanto già da noi anticipato nei giorni scorsi: «il cambio alla cloche di Alitalia ci sarà dopo le vacanze di Natale». La motivazione addotta («evitare il congestionamento dei voli in quel periodo») è risibile – semmai si è voluto evitare il passaggio damani esperte ai neofiti in piena bagarre vacanziera – quasi quanto l’auspicio che la nuova compagnia «torni ai livelli qualitativi della vecchia Alitalia». Il povero Riggio, infatti, doveva a sua volta constatare – dopo i colloqui avuti con i due grandi assenti – che dal 12 gennaio la Cai gestirà 350 voli giornalieri;meno della metà di quanto non facesse Alitalia prima che la scure di Fantozzi riducesse l’«operativo» attuale ad appena 200 voli quotidiani. Geniale la scelta del periodo, che nel settore chiamano «di morta»; anche perché le prenotazioni sono in continuo calo, visto il caos che circonda tutta la vicenda. In ogni caso, questa miseria di traffico resterà così fino al 14 dicembre, quando Fantozzi rimetterà in esercizio lo stesso numero di voli previsto per il momento del passaggio della «cloche». In teoria, si dovrebbero aggiungere altri 200 voli gestiti oggi da AirOne.Ma l’accordo per la fusione (ricordiamo che è di proprietà di Carlo Toto, uno dei soci Cai) ancora non è stato siglato. Gli elementi di incertezza sono però dominanti. Anche perché Cai non ha ancora avuto né licenza né certificato. Riggio ha cercato di minimizzare («ho già tutti i nomi per le funzioni decisive, potrei dare la licenza anche domani»), pur ammettendo che «l’ostacolo» è ancora rappresentato dalla «mancata presentazione degli elementi finanziari a sostegno». Insomma: Cai non dimostra dimettere soldi veri nel piatto. Eppure il nuovo decreto del presidente del consiglio deiministri, emanato il 1 dicembre, impone a Cai l’accollo degli oneri finanziari a partire da subito e l’avvio operativo entro il 12 gennaio. La stipula dell’atto di cessione, invece, dovrebbe avvenire il 12 dicembre. L’accordo prevede cheCai sborsi 24 milioni di euro per gli impegni fino a questa data, e altri 14 ogni settimana tra il 13 dicembre e il 12 gennaio. Tutti a titolo di acconto su eventuali maggiori somme eventualmente dovute. Facendo due somme, si scopre che questi esborsi corrispondono, più o meno, ai 100 milioni cash offerti da Cai per «l’acquisto» della compagnia di bandiera. In attesa ci sono i lavoratori, la maggior parte dei quali sta ormai vivendo in regime di «libertà vigilata», visto che sono stati messi tutti «in riserva» – ossia «a disposizione» per ogni eventuale improvvisa chiamata a partire. Ma intanto vedono decorrere la cassa integrazione dal 14 ottobre. Uno scenario da deserto dei tartari, che solo un falsario della comunicazione potrebbe ancora qualificare comeun «salvataggio». Alitalia è ormai un’epoca passata, pare. Sarà per questo che su Ebay è partita la vendita all’asta dei gadget storici della compagnia, dal foulard delle hostess alle saponette, dai portachiavi ai posacenere. E’ il risultato dell’ennesima «porcata» partorita dalle teste d’uovo dell’entourage berlusconiano.

 
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