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Fiat: «Aiuti per tutti» PDF Stampa E-mail
giovedì 20 novembre 2008

Pronto il piano Ue E’ crisi in tutta Europa, i produttori auto chiedono tutele come in Usa. La Commissione: ok se mirati su ambiente

Da Il Manifesto del 20 novembre 2008

Antonio Sciotto

Il mercato delle auto è in forte difficoltà a causa della crisi, e dopo l’appello delle «Tre sorelle di Detroit» (Gm, Ford e Chrysler) al governo Usa, il problema degli aiuti statali si pone evidentemente anche in Europa. Per sintetizzare le preoccupazioni delle industrie del vecchio continente, si può riportare la richiesta fatta ieri dall’amministratore delegato della Fiat, SergioMarchionne, agli organi di governo della Ue: «Gli aiuti al settore - ha spiegato - devono essere per tutti o per nessuno». La Commissione Ue presenterà il 26 novembre il suo piano, ma già ieri si è saputo che è pronta a dare il via libera, e che però potranno usufruire di aiuti solo quelle aziende che si pongano obiettivi di miglioramento ambientale. L’anticipazione l’ha fornita la presidenza francese della Ue, intervenendo alla plenaria dell’Europarlamento. I produttori americani, avevano spiegato due sere fa al Capitol Hill che se fallisse anche una sola delle tre case auto, si rischierebbe un effetto domino, con la possibilità di travolgere fino a 3 milioni di posti di lavoro: un piano di salvataggio presentato dai democratici, prevede dunque che siano fatti prestiti a tasso agevolato per 25 miliardi di euro, da sottrarre al fondo di 700 miliardi destinato dal governo Usa alle banche. Ma il segretario al Tesoro Henry Paulson aveva fatto sapere che quei fondi sono finalizzati solo al sistema finanziario, e quindi non dirottabili al settore auto. Dopo la notizia, ieri, i titoli dell’auto sono crollati a Wall Street: Ford -23%, Gm -14%. Sul fronte europeo, Marchionne ha spiegato che la Fiat «non ha chiesto nulla al governo italiano», e che il suo è - almeno per il momento - un discorso generale sulla base del principio di concorrenza: «Se la Fiat ne ha bisogno o meno, è un altro discorso: il fatto è che se i produttori Usa ricevessero sostegni, questi andrebbero a cambiare gli equilibri in Europa: un dislivello con gli Stati Uniti che non si deve creare». Poi l’ad della Fiat si è riferito alla situazione specifica della Opel, che ha chiesto sostegni speciali per un miliardo di euro al governo tedesco, a causa delle difficoltà che sta attraversando la casa madre statunitense (la Gm): «Se dovesse intervenire qualcuno a dare sostegno alla Opel, sarebbe completamente impossibile escludere gli altri produttori». La presidenza di turno francese dell'Ue, rappresentata dal segretario di Stato Jean-Pierre Jouyet, ha spiegato che gli interventi che la Commissione si prepara ad autorizzare sono «mirati e temporanei », ma che sono necessari dato che il settore potrebbe registrare a fine anno un calo di vendite del 5%, il dato peggiore dal 2003. Quanto allo specifico della Opel, la CommissioneUe sembra orientata a dare l’ok ai sostegni, vista l’eccezionalità della situazione e il fatto cheOperl produce in vari paesi Ue, tra cui Svezia e Spagna. Già la Banca europea degli investimenti sta lavorando a un incremento del volume dei prestiti nel 2009 e nel 2010 pari a 10-15 miliardi di euro per anno. A questi si aggiungeranno gli interventi paese per paese, sulla base delle attuali regole degli aiuti di stato. In tutto, le industrie di auto chiedono un piano di prestiti agevolati pari a 40 miliardi di euro (dunque il doppio di quanto richiesto dalle big three Usa). Ieri si sono mobilitati per l’accesso ai finanziamenti bancari anche i costruttori britannici.

 
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