Home arrow rassegna stampa arrow «Fannulloni di sinistra»: scontro Brunetta-Epifani
«Fannulloni di sinistra»: scontro Brunetta-Epifani PDF Stampa E-mail
lunedì 17 novembre 2008

Da Unità on line

 Lo sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 12 dicembre è confermato. Per il leader del primo sindacato italiano, Guglielmo Epifani «c'e una sola possibilità di non farlo: che il governo accolga una buona parte delle nostre richieste, che sono quelle dei lavoratori e dei pensionati». E poi rispondendo alle dichiarazioni del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta sui "fannulloni di sinistra" dichiara: «Ci dia prova di quello che afferma, perché se non lo fa è un bugiardo». Intervistato da Lucia Annunziata a «In mezz'ora» su RaiTre, Epifani indica che la Cgil al momento non fa alcun passo indietro. «Lo sciopero è stato proclamato perchè le risposte alla crisi non arrivano e temiamo che quelle che possono arrivata non siano adeguate a dare risposte alle persone», dice, spiegando che si tratta di uno sciopero «ponderato da tempo, non è una scelta dell'ultimo momento». Poi sul piano di 80 miliardi annunciato per l'Italia ieri al G20 aggiunge: «Si tratta di pochissimo, e del tutto insufficiente». È poco, dice Epifani, perchè la maggior parte di quei soldi era «già stanziata» tra fondi europei e risorse per le infrastrutture. E ribadisce: «Se è una crisi eccezionale come tutti dicono ci voglio risposte eccezionali». «Mi sono arrabbiato perchè i problemi che riguardano il Paese vanno affrontati alla luce del sole, ai tavoli propri. Non c'è alcun tavolo, nessuna sede, nessun confronto. Noi mandato nostre proposte e non abbiamo avuto nessuna proposta. E mentre non ci convoca, cosa fa, incontri riservati». È quanto ha affermato Epifani parlando dell'incontro 'riservato' che la scorsa settimana parte del governo ha avuto con i segretari generali di Cisl e Uil e con il Presidente di Confindustria. «La cosa che non mi è andata più giù - ha detto Epifani - èstata la presenza del presidente Confindustria. Posso immaginare che se riceve un invito faccia fatica a dire di no. Ma almeno in quella sede credo che debba dire: guarda ma manca il più grande sindacato del Paese. Io non mi sarei seduto senza avere Confindustria mentre erano presenti altri datori di lavoro. Non so se Marcegaglia lo ha fatto. Ma penso di no». Epifani ha paragonato l'incontro a quello del 2002, chiamato «incontro della lavanderia - ha ricordato Epifani - perchè è una modalità che si ripete. Cisl e Uil e il vice presidente di Confindustria si incontrarono in albergo di Roma passando attraverso l'ingresso della lavanderia; questa volta sono passati dalla porta di dietro». Per il leader Cgil «siccome Berlusconi non si muove per prendere the, vorrei che si dicesse a cosa è servito quell'incontro». Epifani ipotizza «o si è dato il via libera all'accordo sui contratti, o si sono gettati i ponti su cui il governo farà la manovra contro la crisi: ma in entrambi i casi una modalità di incontro di questo tipo sia grave. Anche perchè poi nessuno dei presenti mi ha chiamato per dirmi: c'ero o non c'ero. Questo conferma i miei sospetti, vuol dire che qualcosa si è deciso»

 
< Prec.   Pros. >

page counter