Home arrow Comunicati Stampa arrow TFR: tre milioni di italiani in carcere. Ed ora tocca a Sirio e Perseo
TFR: tre milioni di italiani in carcere. Ed ora tocca a Sirio e Perseo PDF Stampa E-mail
lunedì 03 novembre 2008
Sirio e Perseo: questi i nomi delle due nuove stelle nel firmamento dei fondi pensione che stanno per prendere il via. Si tratta dei fondi pensione riservati a tutti i dipendenti pubblici (esclusi quelli della scuola per cui era già stato avviato uno specifico fondo denominato nemmeno a farlo apposta Espero) di cui Cgil-Cisl e Uil hanno recentemente firmato l'accordo per il varo definitivo.

Certo non si aspettavano il crollo che ha colpito le borse di tutto il mondo e che rischia di creare qualche problema di "credibilità" alla loro campagna per convincere i lavoratori ad aderire. Loro, i mercanti di pensione, lo scorso anno si sono prodigati per convincere i lavoratori privati a trasferire il TFR ai fondi negoziali chiusi appositamente creati a seguito di accordi sindacali da loro sottoscritti.

Una trappola gestita con ogni mezzo persino quello subdolo del famigerato meccanismo del "silenzio-assenso". E ora chi si è fatto convincere si trova nell'impossibilità di uscire dal fondo a cui ha aderito e le perdite rispetto al rendimento non esaltante ma sicuro garantito dal TFR comunciano ad essere consistenti!. Non riusciamo ad immaginare con quale faccia tosta Cgil-Cisl e Uil a breve possano presentarsi ai dipendenti di Enti locali, Sanità pubblica e Ministeri per chiedere di trasferire le loro liquidazioni nei due nuovi fondi. Probabile che la campagna di adesione subisca un "differimento" in attesa di "tempi migliori"!

Sul tema pubblichiamo una breve nota di Beppe Scienza, docente dell'Università di Torino, che non fa che confermare la giustezza della campagna da noi sostenuta contro il conferimento del TFR ai fondi pensione. Una campagna controcorrente oscurata dalla maggior parte dei media che si sono uniti al coro dei "mercanti di pensioni". Un coro che ha visto insieme: CGIL-CISL-UIL, Confindustria, i vari governi succedutisi in questi anni, banche, assicurazioni ecc.

---------------------

"Per gli italiani la previdenza integrativa è come una prigione. Sindacati ed economisti di regime (Marcello Messori, Giuliano Cassola, Elsa Fornero ecc.) gli hanno tirato un brutto scherzo coi fondi pensione. Circa tre milioni di lavoratori hanno rinunciato al loro TFR e ora sono ingabbiati per sempre. Per giunta presi in giro da chi voleva arricchirsi alle loro spalle, come la società di gestione Anima che aveva l’impudenza di affermare: “L’investimento in un fondo pensione è una scelta intelligente”. Si è visto che razza di scelta è stata: dall’estate del 2007 una batosta dopo l’altra. La trappola è scattata a giugno dell’anno scorso. Da allora è andata prima male e poi malissimo nel 2008.

Ne sanno qualcosa i lavoratori chimici (fondo Fonchim) che a fine settembre perdevano il 14,8% da inizio anno, i metalmeccanici (fondo Cometa) con un risultato negativo del 10% o i ferrovieri (fondo Eurofer) con un deficit del 17%. Questi sono i minus delle linee azionarie, ma anche le altre hanno fatto peggio del TFR. Però la cosa più grave è la mancanza di libertà. Chi ha aderito a un fondo pensione, soprattutto per le insistenze dei sindacati, è come condannato a vita.

Finché lavora, il suo TFR continuerà a finire lì, volente o nolente. Ma anche andando in pensione otterrà soltanto la semilibertà. Metà di quanto si sarà salvato (il cosiddetto montante), non potrà ritirarlo perché verrà convertito in una rendita, a condizioni decise da altri. Purtroppo non può neanche sperare nella grazia del Capo dello Stato. Per la previdenza integrativa non è prevista. In compenso ogni due anni può cambiare cella. Cioè può passare per esempio da una linea azionaria e a una garantita, restando nello stesso fondo.

Peccato che tali garanzie sia solo propaganda, con linee “garantite” in negativo del 3% da inizio 2008 (fondo Fonchim)! Volendo può anche cambiare prigione. Cioè non solo la linea di gestione, ma anche il fondo. Non può però riacquistare la libertà: l’ergastolo è l’ergastolo! È rimasto in libertà solo chi si è tenuto il TFR.

Tranquillo e sicuro, lo vede crescere giorno dopo giorno (circa +3,5% da inizio 2008). Se cambia lavoro o va in pensione lo riceve tutto subito; ed è libero di farne cosa vuole. Quindi ha fatto bene chi ha ascoltato i consigli di Beppe Grillo, i miei o anche di Famiglia Cristiana.

Per altro la faccia tosta dei sindacati non ha limiti. Non contenti delle figuracce collezionate col fondo per la scuola (Espero), pochi giorni fa Cgil, Cisl, Uil ecc. si sono incontrati per farne partire due per coprire tutto il settore pubblico (Sirio e Perseo). Sembra una barzelletta."

Beppe Scienza

 
< Prec.   Pros. >

page counter