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No-Gelmini ancora in piazza. Cortei spontanei a Roma e Milano PDF Stampa E-mail
lunedì 27 ottobre 2008

da Liberazione - 27 ottobre 2008 

Davide Varì

Roma, Lecce, Bologna, Napoli, Catanzaro. L'"Onda" lunga delle scuole sembra inarrestabile, uno tsunami che sta investendo il Paese intero. Il Paese, certo, ma anche il mondo politico. Governo in primis, che sembra spiazzato e molto, molto preoccupato da questo enorme moto spontaneo.

Preoccupato soprattutto dalla capacità propagativa di questa protesta che potrebbe coinvolgere anche il mondo del lavoro. Dall'altra parte c'è un piddì a sua volta incapace di afferrare un movimento di questa natura. Nel frattempo, e in attesa della sciopero del 30 ottobre prossimo, ieri sono scesi in piazza migliaia di studenti che hanno improvvisato cortei e sit-in nelle maggiori città italiane. Forme di protesta spontanee sono infatti andate in scena a Roma .

Dal centro alla periferia estrema della capitale gli studenti sono scesi in strada per protestare, certo, ma soprattutto per informare i cittadini sulle ragioni della mobilitazione. A Centocelle, periferia Sud di Roma, un migliaio di ragazzi del Liceo Kant, del liceo Benedetto da Norcia e dell'Amaldi, hanno organizzato un volantinaggio nel quartiere attraversando via Casilina e viale della Primavera. Tanti studenti e molti professori, tutti uniti contro la riforma Gelmini. Nelle stesse ore, dall'altra parte della città, si mobilitavano gli studenti del Liceo Mamiani e del Virgilio i quali hanno annunciato occupazioni e altre manifestazioni a partire da domani. A Lecce la protesta di migliaia di studenti ha provocato la dura reazione della polizia che ha fermato almeno sedici ragazzi. Mobilitazioni e cortei si sono avute anche in Sicilia .

Dopo Palermo e Catania da ieri mattina anche ad Enna è scattata l'occupazione del liceo classico Colajanni. Poi Potenza , dove migliaia di studenti delle superiori (circa cinquemila secondo fonti della Questura, molti di più secondo gli organizzatori) hanno percorso in corteo alcune fra le principali strade della città. A Matera gli studenti universitari si sono riuniti in assemblea permanente nell'aula «Sasso» dell'Ateneo: fuori dall'edificio sono stati esposti striscioni di critica al decreto 133. Assemblee si sono svolte anche in alcuni istituti superiori.

A Firenze gli studenti e i professori della facoltà di Lettere e filosofia sono intervenuti in massa alla Fortezza da Basso, dove in questi giorni si sta svolgendo la terza edizione del Festival della Creatività, per svolgere pacificamente lezioni aperte in quella che, in questi giorni, rappresenta idealmente la roccaforte dell'innovazione e del libero pensiero. «Ci sembrava il luogo più adatto dove poter fare sentire la nostra voce in maniera pacifica - dicono gli studenti - tutto ciò che vogliamo è poter continuare a studiare ed esprimere le nostre idee». Cortei improvvisati e lezioni in piazza anche a Napoli , Perugia , - dove, tra centinaia di visitatori giunti per «Eurochocolate», gli studenti universitari hanno organizzato una lezione in piazza tra bambini che giocavano nei vari stand e turisti che si fermavano incuriositi ad ascoltare- , Cagliari e Milano, dove sono tornati in piazza i bambini, i genitori e gli insegnanti delle primarie. Nel frattempo, dall'altra parte della barricata, Bankitalia fa sapere che, «per migliorare il capitale umano del Paese sono necessari «interventi importanti» su scuola e università, che offrono un'istruzione «inadeguata». La diagnosi, senza appello, arriva dal vicedirettore generale Ignazio Visco: «Per la crescita la qualità del capitale umano è tanto importante quanto la sua quantità.

Le principali indagini sui livelli di apprendimento nelle scuole italiane indicano chiaramente che questa è oggi una priorità per il nostro Paese. Il miglioramento della qualità del capitale umano - ha aggiunto - richiede quindi interventi importanti sulla scuola e sull'università». Visco ha poi invitato gli italiani, studenti compresi, a lavorare più a lungo. Da Bologna, capofila della protesta degli studenti medi, arriva invece la proposta di un messaggio luminoso per la sera di martedì 28, giorno prima del voto finale in Senato sul decreto, previsto per il 29.

L'assemblea di studenti, insegnanti e genitori invita tutti, «dalle Alpi alla Sicilia», a una veglia notturna e a comporre nelle piazze d' Italia la scritta "Fermatevi" con candele e lumini. «L'Unione fa la forza - esorta l'assemblea - Procediamo insieme per accendere forte e chiaro il nostro dissenso. Portiamo torce, pile, lumini, fonti di ogni tipo per essere "luminosi". Portiamo una candelina bassa tonda che servirà per comporre il nostro messaggio». Nel frattempo, nella tarda mattinata di ieri, il capo della polizia Antonio Manganelli ha avvertito: «Non sono giustificabili nè i blocchi stradali o ferroviari, nè, tantomeno, forme di violenza. Il nostro dovere - ha aggiunto - è quello di tutelare la legalità, così come chiarito dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi».

 
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