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L'Onda incontenibile di un movimento che vuole autorappresentarsi PDF Stampa E-mail
lunedì 27 ottobre 2008
ImageInizia oggi una settimana cruciale per l’Onda, così è stato denominato il grande movimento che nelle ultime settimane ha scosso il Palazzo e che si propone di bloccare la distruzione della scuola e dell'università messa in atto dal governo. La protesta contro il decreto Gelmini e la legge 133/2008 continua a espandersi con forme e modalità diverse in un crescendo che non pare destinato ad arrestarsi rapidamente. 

Mille piccole iniziative autogestite sono spuntate ovunque con l’obiettivo di comunicare e di far parlare di sè nei modi più imprevedibili. In questi giorni, ad esmpio, dai balconi di molte case nella capitale sono spuntati striscioni e lenzuola con l'ormai famoso slogan "Non pagheremo la vostra crisi" .

Il finto dialogo con gli studenti, aperto dal ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini al grido di "il decreto resta" e si voterà come previsto al Senato il 29 ha prodotto un ulteriore allargamento del dissenso. Lunedì, martedì e mercoledì si annunciano quindi manifestazioni, presidi, scioperi, fiaccolate, occupazioni, autogestioni, lezioni all’aperto e notti bianche un po’ ovunque.

L’attenzione è tutta concentrata su mercoledì 29 ottobre, giorno in cui al Senato potrebbe essere definitivamente approvata la riforma Gelmini (Il Decreto 137). E se la Gelmini ha ribadito la sua intenzione di tirare dritto, il movimento non accenna a sua volta a retrocedere di un millimetro, anzi Il tam tam tra le varie scuole e le varie città sta producendo il coordinamento di iniziative contemporanee un po’ ovunque. Nella serata del 28 ottobre si terranno fiaccolate in varie città promosse da singole scuole e da comitati cittadini per la difesa della scuola pubblica cresciuti come funghi in queste settimane.

Dal canto loro studenti medi e universitari sono ormai entrati in uno stato di mobilitazione permanente. Docenti di ruolo e Ata, studenti e genitori, precari della scuola, dell’università e della ricerca , insieme con un solo obiettivo: fermare la mannaia del Governo che rischia di distruggere definitivamente una scuola pubblica già fortemente penalizzata e impoverita dai precedenti governi. Ma nel suo svilupparsi il movimento ha iniziato a porre questioni che vanno ben oltre il tema della scuola e ad alludere a temi di ben più ampio respiro: si parla di futuro, di progetti, di cambiamenti possibili, di chi deve pagare la crisi economica che sta per abbattersi sul paese, di rifiuto di un futuro che prospetta semplicemente precarietà e incertezza. Temi insomma che riguardano l’intero mondo del lavoro pubblico e privato.

L’Onda ha cominciato quindi a ”contaminare” altri settori della società e si sta propagando come una grande ‘ola’ che travolge schemi e impostazioni preesistenti. La stessa manifestazione del PD di sabato scorso è stata “segnata” dalla radicalità del movimento, al di là dei desideri degli organizzatori. La stessa cosa è prevedibile accada nei prossimi giorni compreso il 30 ottobre, giorno del tardivo sciopero indetto dai sindacati confederali e autonomi della scuola che hanno cercato, senza riuscirci, di impedire che molti stessi loro iscritti scioperassero il 17 ottobre scorso con i sindacati di base. E così, come il movimento ha utilizzato l’opportunità di essere in piazza il 17 ottobre (dentro uno sciopero proclamato su una piattaforma in evidente sintonia con l’Onda), altrettanto farà giovedì prossimo ma in questo caso attraversando e stravolgendo con l’autonomia, l’ampiezza e la radicalità che lo caratterizza, la consolidata attitudine alla mediazione propria dei promotori dello sciopero del 30 ottobre. Un movimento incontenibile insomma, che determina più che essere determinato, che trascende i confini, indisponibile ad essere strumentalizzato da chicchesia!

 
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