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SCIOPERA E SCENDE IN PIAZZA IL SINDACALISMO DI BASE PDF Stampa E-mail
giovedì 16 ottobre 2008

Da Dazebao.org

di Fabrizio Tomaselli

Venerdì 17 Ottobre si sciopera ! E lo Sciopero Generale di SdL intercategoriale, CUB e Confederazione Cobas riuscirà come mai è accaduto per azioni di lotta indette dal sindacalismo di base. Una grande manifestazione nazionale si svolgerà a Roma, si muoverà alle 10.00 da Piazza della Repubblica ed arriverà a Piazza San Giovanni, concludendosi con una serie di interventi di esponenti delle tre organizzazioni sindacali. Una piazza che, dopo concerti e cabarettisti di vario genere, finalmente sarà nuovamente colma di lavoratori, precari, pensionati, disoccupati che esprimeranno una forte volontà di opposizione sindacale e sociale. Chiari gli obiettivi dello sciopero che sono stati individuati e dibattuti nella grande Assemblea che si è svolta nel maggio scorso a Milano e che sono stati sintetizzati in una Piattaforma rivendicativa consegnata a giugno al Governo: forti aumenti per salari e pensioni, introduzione di un meccanismo automatico di adeguamento salariale legato agli aumenti dei prezzi e difesa della pensione pubblica; rilancio del contratto nazionale e no ad accordi che lo svuotino a favore della contrattazione aziendale e personale; difesa e potenziamento dei servizi pubblici, dei beni comuni, del diritto a prestazioni sanitarie, del diritto all'istruzione pubblica e alla casa; abolizione delle leggi Treu e 30 - continuità del reddito e lotta alla precarietà lavorativa e sociale; sicurezza nei luoghi di lavoro e sanzioni penali per chi provoca infortuni gravi o mortali; lotta al razzismo che nega diritti uguali e scarica sui migranti il maggior peso sociale; restituire ai lavoratori il diritto di decidere: no alla pretesa padronale di scegliere le organizzazioni con cui trattare - pari diritti per tutte le organizzazioni dei lavoratori - difesa del diritto di sciopero. Altrettanto chiara è la situazione politica, sindacale e sociale che negli ultimi mesi sta pagando un deleterio e determinato “protagonismo” del governo che penalizzerà milioni di cittadini attraverso le misure previste per la scuola, per il pubblico impiego e per l'intero mondo del lavoro e che si stanno concretizzando in una serie di leggi e leggine che aumentano la precarietà e distruggono il diritto del lavoro e al lavoro. Il pre-accordo tra confindustria e Cisl e Uil sul nuovo modello di contrattazione e sulla revisione dei meccanismi di rappresentanza sindacale, accompagnato al prudente atteggiamento di “attesa” della Cgil, non fa altro che evidenziare il forte attacco ai diritti dei lavoratori, al loro salario, al valore solidaristico e sostanziale del Contratto Nazionale, al diritto a scegliere da chi e come essere sindacalmente rappresentati La crisi mondiale che si vuole risolvere con provvedimenti straordinari e con enormi cifre economiche spostate dallo Stato e quindi dalle tasche dei cittadini e dei lavoratori, alle banche e alla grande finanza, rappresentano una ulteriore grande redistribuzione del reddito a favore del capitale. Un grande welfare alla rovescia che produrrà ulteriore impoverimento e maggiore pracarizzazione sociale e del lavoro. Ma questa è una crisi del sistema capitalistico, della globalizzazione imperante, del culto del dio mercato, una crisi che vede i lavoratori soggetti passivi, una crisi determinata dai padroni e che deve essere pagata dai padroni. Per riconquistare posizioni serve oggi un grande movimento che, partendo dalle questioni concrete, dal fatto che non si arriva alla fine del mese, che in ogni famiglia esiste almeno un precario ed un disoccupato, ponga le basi per un nuovo protagonismo dei lavoratori. Occorre ricostruire un tessuto sociale che culturalmente e socialmente si contrapponga a questo stato di cose, occorre ricominciare a lottare, a scioperare, a costruire un'alternativa sindacale di massa che si ponga come obiettivo di essere reale alternativa ad un sindacato confederale ormai asservito alle logiche e alle compatibilità economiche del mercato. Il sindacalismo di base può e deve essere oggi protagonista in una fase che vede l'assenza, o peggio ancora la codeterminazione con il padronato, del sindacato confederale e che sta producendo una situazione di estremo squilibrio tra mondo del lavoro e capitale. SdL intercategoriale, CUB e Confederazione Cobas hanno stabilito tra loro un Patto di Consultazione permanente che sta portando il sindacalismo di base verso un reale e concreto coordinamento delle iniziative, ma anche ad una sempre più comune analisi della realtà e della società. E allora lo Sciopero Generale del 17 Ottobre non deve esser considerato un episodio o un punto di arrivo, ma sarà la base di partenza per un rilancio dell'iniziativa sindacale e sociale in tutto il paese e che dovrà coinvolgere non soltanto le organizzazioni sindacali, ma l'intero mondo del lavoro, i soggetti sociali che sino ad oggi hanno “galleggiato” con fatica nel mare mosso dell'insufficienza politica, gli studenti orfani del sapere collettivo, i cittadini comuni stanchi di essere considerati esclusivamente consumatori e contribuenti. Quello che ci aspetta è un lavoro immane che avrà tempi lunghi e che non potrà concludersi certo con uno sciopero generale, ma da qualche parte è necessario cominciare, in qualche modo è indispensabile ritessere la tela dell'opposizione ad un sistema che diventa di giorno in giorno sempre più opprimente ed autoritario. Il 17 Ottobre saremo tutti in piazza per dimostrare l'estrema voglia di cambiare, per difendere il diritto ed i diritti dei lavoratori, dei disoccupati, dei precari e dei migranti, per gridare contro ciò che non funziona e che ci opprime, per costruire un'alternativa di massa e concreta ad un sistema sindacale e sociale che fa ormai acqua da tutte le parti.

 
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