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I "genitori" scioperano il 17 ottobre PDF Stampa E-mail
marted́ 14 ottobre 2008

LETTERA APERTA

Noi genitori, il 17 e il 30 in sciopero con i maestri

Da Il Manifesto del 14 Ottobre 2008

Venerdì 17 ottobre c’è il primo sciopero nelle scuole e non è uno sciopero come gli altri. Facciamo un appello a tutti i genitori perché, al di là delle sigle sindacali, lo sostengano, come anche quello del 30 ottobre e tutte le forme di lotta previste da maestre e maestri. A cominciare dalla mattina di venerdì 17 andiamo a scuola con i nostri figli e accogliamo il «contrattempo» o il «danno», lo sciopero insomma, con un sorriso complice, il sorriso di chi sa che tutti stiamo lottando per una causa comune. Il nostro sogno è che allo sciopero del 17 ottobre e al prossimo del 30 aderiscano tutte le maestre e i maestri. Il nostro sogno è che l’Iqbal Masih resti vuota perché tutti insieme stiamo lottando per difendere questa scuola. Alle maestre e ai maestri diciamo: noi siamo con voi e voi con noi. Lo sciopero ci creerà disagio perché dovremo organizzare in modo diverso la nostra giornata,ma va bene! Servirà a dire con forza che il decreto Gelmini va bloccato. Sappiamo che molti di noi sono scoraggiati, sappiamo che molti di noi sono presi dagli affanni dei problemi quotidiani.Ma questi oggi sono i nostri problemi! Affrontiamo questo sciopero come se fosse anche il nostro. Lo sciopero di tutta la scuola, maestre, maestri, personale Ata, genitori e bambini. Ci rivolgiamo ai genitori che, come noi, sono angosciati per il futuro dei loro figli. Quando a gennaio andremo a iscrivere i figli a scuola, alla materna, alle elementari, alle medie, ci renderemo conto di cosa abbiamo perduto. Solo allora ci accorgeremo cosa significa davvero la formula del «maestro unico» contenuta nel decreto Gelmini. A settembre dell’anno prossimo ci accorgeremo che nel solo Lazio (nel prossimo anno) sono previsti l’allontanamento di 5.000 maestre e la chiusura di 260 scuole. La classe dei nostri figli sarà più numerosa. Avremo un maestro dalle 08.30 alle 12.30 e poi? Cosa faranno nelle altre 4 ore i bambini? Non si meritano questo! E quanto ci costerà in più? La qualità della scuola pubblica si abbasserà di colpo e questo ricadrà sui nostri figli. Non è una delle cose peggiori che ci può accadere? In questo mese abbiamo lottato in tutte le forme, ma ogni volta che proponiamo di bloccare le ore di lezione ci sentiamo dire: «Questo non si può fare » e noi, per rispetto di tutti i genitori e della convivenza civile, non abbiamo mai toccato il normale svolgimento della didattica. Ma sono proprio queste le forme di lotta che i nostri governanti temono di più, a patto che trovino ampia adesione in tutto il paese. Da questa settimana il decreto Gelmini è in discussione al Senato, il momento è drammatico per le conseguenze che avrà tra breve e crediamo che lo sciopero sia un’occasione di protesta di massima importanza, perché le strade d’Italia sono percorse da centinaia di manifestazioni e sempre più persone stanno capendo la truffa che c’è dietro la riforma: distruggere la scuola pubblica per risparmiare 8 miliardi di euro e aiutare le scuole private. Altro chemiglioramenti. E altro che sacrifici necessari: per sostenere le banche imiliardi a disposizione sono illimitati.

*Il coordinamento dei genitori della «Iqbal Masih»

 
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