Home arrow rassegna stampa arrow Morti sul lavoro: 2500 incidenti e 3 vittime al giorno
Morti sul lavoro: 2500 incidenti e 3 vittime al giorno PDF Stampa E-mail
lunedì 13 ottobre 2008

L'UNITA' online - 12 ottobre

Ogni giorno in Italia si verificano 2500 incidenti sul lavoro, muoiono 3 persone e 27 rimangono permanentemente invalide. Questi i dati diffusi dall'Anmil, associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, che alla presenza del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha organizzato nell'aula capitolina Giulio Cesare le celebrazioni per la 58esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. «I dati sugli infortuni sul lavoro - ha detto il presidente dell'Anmil Pietro Mercandelli - sembrano segnare un leggero andamento positivo, ma ciò non toglie che il numero delle morti bianche, con 3-4 vittime al giorno, sia comunque impressionante, come impressionanti sono gli altri numeri del fenomeno: ogni giorno 2500 incidenti e 27 invalidi». La «cautela» secondo il presidente dell'Anmil «resta ancora d'obbligo» ha detto. «Non vorremmo infatti - ha continuato - che questa 'tendenza al ribassò si traduca in meno attenzione, perché è proprio quando l'attenzione si allenta che esplode la tragedia». Per Mercandelli «servono maggiori controlli ed ispezioni ma anche un intervento più forte sulla formazione dei lavoratori e questo - ha detto - a partire dal mondo della scuola». Ma soprattutto «serve un maggior senso di responsabilità da parte dei datori di lavoro nei confronti di un fenomeno che rappresenta un'emergenza sociale» ha aggiunto. Nel periodo gennaio-agosto 2008, sono 679 le vittime degli incidenti sul lavoro, rispetto alle 822 dello stesso periodo del 2007. Nel solo mese di agosto sono stati 66 i morti sul lavoro, rispetto ai 73 dello stesso mese del 2007. I dati del 2008, spiega l'associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro, non sono consolidati e, soprattutto per i casi mortali, occorrerà attendere ulteriori acquisizioni di dati. Quanto agli infortuni, in Italia, nei primi otto mesi si registrano 583.436 casi, nel 2007 erano 612.363 con un calo del 4,7%. Nel solo mese di agosto si sono verificati 53.205 incidenti, rispetto ai 59.306 dello stesso periodo del 2007, con una diminuzione del 10,3%. È la Lombardia (105) la regione con più vittime nei primi 8 mesi del 2008, seguita dall'Emilia Romagna con 73 e dalla Puglia con 53. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato a Mercandelli un messaggio in cui afferma: «Desidero rivolgere il vivo apprezzamento per il costante impegno associativo a favore della prevenzione nei luoghi di lavoro, della tutela dei lavoratori infortunati, dell'assistenza delle famiglie delle vittime e della sensibilizzazione dell'opinione pubblica. I preoccupanti dati diffusi dall'Anmil e le stesse tragiche cronache di questi giorni confermano quanto cruciale sia la questione della prevenzione sul lavoro. Si è levato naturalmente un indignato “basta”, sinceramente condiviso, di fronte a tragedie che, per la loro dimensione, suscitano il clamore dei media e il coinvolgimento dell'opinione pubblica». «La realtà quotidiana - ha aggiunto il Capo dello Stato - ci ripropone casi drammatici (persino ripetitivi nella loro dinamica), storie personali e familiari di dolore e sofferenze che la vostra Associazione, insieme a tante altre espressioni del volontariato e delle istituzioni, aiuta ad affrontare con un impegno concreto di solidarietà che è giusto riconoscere e valorizzare. C'è indubbiamente, anche un problema di risorse: è decisivo qualificare quelle disponibili perché si investa in formazione ed informazione, si persegua con determinazione l'obbiettivo dell'abbattimento degli incidenti sul lavoro, si rafforzino le tutele dei lavoratori e si sostengano le famiglie delle vittime sul lavoro». Il Presidente della Repubblica ha poi concluso dicendo: «Particolare significato assumono le numerose iniziative promosse in ambito scolastico per una più diretta presa di coscienza da parte dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro. E' doveroso tenere viva l'attenzione al fenomeno, non demordere nell'allarme sulla sua gravità sociale, applicare e migliorare le norme legislative. E' questo un obbiettivo di civiltà che dobbiamo al sacrificio dei tanti caduti, mutilati ed invalidi sul lavoro».

 
< Prec.   Pros. >

page counter