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Bonanni prionto a revocare lo sciopero nella scuola PDF Stampa E-mail
lunedì 13 ottobre 2008

A venti giorni dalla manifestazione nazionale, il segretario Cisl apre al governo "Che Berlusconi ci convochi". Ma Cgil e Uil sono contrari: "Sarebbe ancora poco" Scuola, "Revochiamo lo sciopero" L'ipotesi Bonanni divide i sindacati

ROMA - Bonanni tende la mano al governo: "In un momento di crisi economica come questo, siamo disposti a rinunciare allo sciopero contro la riforma della scuola, purché Berlusconi ci convochi". Il segretario della Cisl usa i microfoni di Domenica in per lanciare il messaggio al governo. A venti giorni dalla manifestazione nazionale contro la Gelmini, in un clima reso incandescente dalle numerose manifestazioni di piazza degli studenti di tutta Italia, Bonanni si dice pronto a rinunciare "volentieri" al blocco proclamato per il 30, purché "il presidente del Consiglio convochi sindacati e enti locali per discutere come si riorganizza la scuola". Proposta che ha lasciato tiepidi i sindacalisti di categoria delle altre due sigle confederali. "La semplice convocazione - ha detto il segretario generale della Uil scuola Massimo Di Menna - non è un motivo sufficiente che consente di avere quelle risposte che ci attendiamo. Aprire il tavolo con i sindacati va bene - ha sottolineato Di Menna - ma occorrono modifiche al piano generale della scuola. E per ora dal governo non c'è stata nessuna risposta". Neppure la Cgil-scuola ha intenzione di sospendere lo sciopero: "Non riesco a comprendere cosa c'entri la crisi dei mercati - dichiara il segretario della Flc-Cgil, Domenico Pantaleo - con la scuola, se non a peggiorare la situazione. Il governo sta piuttosto peggiorando di giorno in giorno, basta andare a vedere il decreto nascosto all'interno di altri provvedimenti di urgenza che causerà la chiusura di migliaia di scuole pubbliche a causa del ridotto numero di studenti iscritti".

 
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