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Al via il riordino dell'Inail: risparmi per 42,4 milioni e 1.200 dipendenti in meno PDF Stampa E-mail
venerd́ 10 ottobre 2008

da ilsole24ore.it - 10 ottobre 2008

«Abbiamo poche settimane di lavoro per rispettare seri obblighi di legge e qualche mese appena per presentare al Governo il piano industriale di riordino degli enti previdenziali e assicurativi pubblici». Marco Fabio Sartori, 45 anni, presidente e commissario straordinario dell'Inail, corre contro il tempo. E conferma che sfrutterà al massimo i sei mesi di «gestione forte» che gli è stata affidata a metà settembre dal ministro Maurizio Sacconi per gettare le basi di quella che non esita a definire «la nuova architettura del nostro sistema del welfare».

Nei prossimi giorni Sartori presenterà ai sindacati il quadro degli interventi sul personale imposto dalla manovra d'estate (ora l. 133/2008): una riduzione degli organici di 1.200 unità che segue ai tagli della dirigenza già fatti l'anno passato, il nuovo giro di vite sul turn over, i tagli alle retribuzioni accessorie e sui trattamenti economici per i primi dieci giorni di assenza per malattia.

Secondo i conti preparati dalla tecnostruttura dell'istituto, i risparmi per l'anno prossimo sono di 42,4 milioni di euro, mentre dal 2010, quando saranno stabilizzati nel conto economico, i risparmi saliranno a 77,250 milioni l'anno, circa l'11% del costo del personale. «Sono numeri importanti – dice Sartori – ed entro il 30 novembre dovremo aver esaurito tutti gli atti necessari per l'attuazione di questi provvedimenti.

Ma sono anche numeri che dimostrano una cosa: l'Inail sta garantendo con il massimo della responsabilità, e per la verità già da qualche anno, una gestione che coniuga il contenimento dei costi con una crescente efficienza dei servizi garantiti alla collettività». I tagli sul costo del personale sono solo il primo passo del mandato commissariale: «Dopo aver ricevuto l'incarico ho subito incontrato i colleghi presidenti dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, e dell'Inpdap, Paolo Crescimbeni.

E insieme abbiamo concordato un'agenda di lavoro comune che dovrebbe consentirci di presentare entro febbraio il piano industriale con cui realizzeremo il riordino degli enti». L'orizzonte è quello fissato dalla legge 247/2007: la razionalizzazione deve assicurare risparmi annui complessivi per 350 milioni nel decennio 2008-2017, risorse necessarie per garantire oltre un terzo della copertura dei nuovi requisiti di anzianità pensionistica introdotti al posto dello «scalone Maroni».

Nel caso il piano non dovesse aver successo, già nel 2011 una clausola di salvaguardia prevede l'aumento dello 0,09% dell'aliquota contibutiva per tutti i lavoratori. «Credo che i 350 milioni rappresentino un obiettivo raggiungibile – spiega Sartori – non dico di minima perché il piano va realizzato con grande cura e tenendo conto del fatto che la riduzione dei costi si deve ottenere rispettando in pieno la specificità delle diverse funzioni oggi garantite dagli enti». Tramontato il progetto del SuperInps (o dell'unica holding di controllo cui puntava il presidente Romano Prodi), il piano di riordino dovrebbe portare alla costituzione di due poli: uno previdenziale, con al centro Inps e Inpdap, e uno della prevenzione e della salute, con Inail a fare da super-Ente in cui confluirebbe una parte dell'Ipsema (assicurazione sugli infortuni dei lavoratori marittimi) l'Ispesl e l'Istituto per gli affari sociali (Ias, l'ex Istituto italiano di medicina sociale). Il presidente-commissario è cauto sulle ipotesi di fusione: «I focus su tutti gli enti minori vanno realizzati con grande attenzione – dice –. Per esempio l'Ipsema agisce su un settore molto particolare sia sotto il profilo rischio-assicurazione sia per le tipologie di contratti di lavoro, e non è un caso se in tanti altri Paesi i marittimi hanno un loro istituto di previdenza». Sulle sinergie possibili tra i grandi istituti la vision è invece molto più chiara: «Abbiamo già detto che il primo passo sarà compiuto sul territorio – ricorda il presidente – con l'unificazione in sedi uniche, le future case del welfare, degli uffici decentrati di Inps, Inail, Inpdap e ministero del Lavoro. Mentre al centro agiremo sulla massima integrazione possibile delle piattaforme informatiche, delle banche dati, della centrale acquisti per i beni e i servizi».

Il piano industriale dovrà dare una risposta anche alla domanda sulla governance ottimale degli enti riformati. Dando per scontato che uno snellimento rispetto agli attuali cinque livelli (Presidente, Consiglio di amministrazione, Direttore generale, Consiglio di indirizzo e vigilanza e Collegio dei revisori) andrà assicurato: «Personalmente sono per il modello duale di gestione – dice Sartori – con un presidente forte e un Cda e un Civ ridimensionati ma capaci di garantire la giusta rappresentanza delle parti sociali». E il famoso «tesoretto Inail», che fine farà con il riordino? «Intanto segnalo che a fine settembre la nostra liquidità sulla tesoreria unica del ministero dell'Economia è arrivata a 14,2 miliardi – è la risposta del presidente-commissario –.

Credo che questo Paese debba investire di più in prevenzione e in cultura della sicurezza sul lavoro. Le azioni che possono essere attivate sono moltissime, a partire dalla formazione scolastica fino alla costruzione di una mappa del rischio infortunio del nostro sistema produttivo. Parte di quelle risorse, nel pieno rispetto delle compatibilità di finanza pubblica, credo possano essere ben spese su questo fronte».

 
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