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lunedì 06 ottobre 2008

Crisi, crollano tutte le Borse I piani finanziari non convincono

Unicredit, 6,6 miliardi per salvarsi

 Da Unità.it

I mercati non credono al piano d'emergenza tedesco per garantire i depositi contro il rischio crac. Tokyo chiude a -4,25%. Piazze Europee giù di oltre il 3%. Berlusconi rilancia il fondo Ue. Le azioni di Unicredit vanno a picco a Piazza Affari. E all'indomani del via libera al piano anti-crisi da 6,6 miliardi di euro, deciso dal G4 a Parigi, il titolo di Piazza Cordusio, il cui ingresso in contrattazione è stato posticipato alle ore 10,05 dalla Autorità di Borsa, fa un tonfo del 13,4% a 2,6 euro. Ma non basta: le quotazioni di Hypo Real Estate, il colosso dei mutui tedeschi, affondano alla Borsa di Francoforte. A nulla dunque è servito il salvataggio deciso dal Governo di Berlino con una mossa varata dal cancelliere Angela Merkel da 50 miliardi di euro; il titolo va giù del 34% a quota 4,89 euro. Mentre in apertura il titolo aveva fatto registrare un tonfo del 50 per cento. Hypo Re è la seconda banca tedesca nel campo dei mutui immobiliari e commerciali con attività per 400 miliardi. Per far fronte comunque alla situazione di grave crisi il governo federale tedesco ha deciso di garantire i risparmi dei privati e non lascerà che il fallimento di una qualsiasi banca o azienda metta in periocolo l’intero sistema economico di Berlino: lo ha affermato il cancelliere Angela Merkel. Intanto in Italia il gruppo Unicredit di Alessandro Profumo attraversa un momento difficile: «Nell'ultimo mese ci sono stati dei cambiamenti significativi della situazione per il comparto bancario, che era già difficile - dichiara l'amministratore delegato di Unicredit - Il risultato è stato un maggior bisogno di liquidità per il sistema bancario». E aggiunge: «C'é stato un evidente deterioramento dello scenario macro-economico si è vista una mancanza di fiducia tra gli operatori finanziari senza precedenti» e «il ritorno alla normalità sul mercato dei capitali probabilmente richiederà più di quanto atteso». Per la fine di dicembre, inizio gennaio, è previsto «l'esercizio dei diritti» per l'aumento di capitale di Unicredit, dice Alessandro Profumo, illustrando nel corso di una conferenza telefonica la tempistica dell'operazione da 6,6 miliardi annunciata domenica sera. «Al termine della sottoscrizione - ha spiegato - l'inoptato verrà utilizzato per l'emissione dei 'cashes' pre-collocati in ottobre». I 'cashes' sono dei bond convertibili ad alto rendimento utilizzati in questa operazione dal gruppo per creare una rete di protezione all'aumento di capitale. E mentre il premier Silvio Berlusconi s'affretta a garantire che non si tratta di un altro 1929, l'amministratore di Unicredit afferma: «Stiamo assistendo a una crisi che non ha precedenti, se non forse il crac del 1929». E ammette: «Abbiamo sottovalutato le condizioni del mercato», spiegando come il peggioramento delle condizioni di mercato abbia spinto il gruppo a varare l'aumento di capitale. Profumo è stato però ottimista sull'andamento delle attività del gruppo, escludendo un impatto della crisi sui depositi: «Abbiamo un trend operativo buono - ha detto - e credo che questo sia importante».

 

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Borsa, Milano peggiora ancora. A Francoforte crolla Hypo Re

Da Ilsole24ore.com

Borse europee ancora in forte calo a causa dei numerosi tonfi nel settore bancario dopo un'altra domenica caotica. Maglia nera in Europa é la banca tedesca Hypo Real Estate, che accusa un crollo del 23% dopo le nuove misure di sostegno definite dal Governo e dalle principali banche tedesche. Sempre a Francoforte soffre Commerzbank, che accusa un tonfo del 13 per cento. In forte calo anche Unicredit con un ribasso che sfiora il 15% dopo le misure decise ieri dal consiglio d amministrazione per il rafforzamento patrimoniale del gruppo. Vendite su Dexia, che lascia sul terreno oltre il 10% mentre è in controtendenza Bnp Paribas, che ha definito l'acquisto delle attività di Fortis in Belgio e Lussemburgo per una somma di oltre 14 miliardi di euro. Il titolo Bnp perde un modesto 0,65 per cento. Anche alla City titoli bancari sotto pressione. Royal Bank of Scotland accusa uno scivolone del 12%, mentre Hbos cede il 14% e Barclays il 7 per cento. Piazza Affari tracolla a circa un'ora e mezza dall'avvio delle contrattazioni con l'indice S&P/Mib che è arrivato a perdere quasi il 6 per cento, mettendo a segno uno dei peggiori cali dalla sua introduzione. Ora l'indice che sintetizza l'andamento dei titoli a maggiore capitalizzazione cede il 5,79% a 24.411 punti, mentre il Mibtel perde il 5,21% a 18.571 punti. Tra gli altri bancari Intesa -4,9%, Banco Popolare -7,1%, Monte Paschi -5,2%. In campo energetico, Eni cede il 5,3%, Saipem il 7,2%. Scendono anche Tiscali (-10%), Telecom è sul -4,1%, Fiat -3,8 per cento. In forte calo a metà mattina anche tutte le altre piazze europee, con Parigi che cede il 5,34% e Francoforte che cala del 5,05 per cento. Ancora peggiore la performance di Amsterdam (-6,05%). Male anche Londra (-5,20%) e Madrid (-4,04%).

 
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