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Il NO della Cgil sulla trattativa con Confindustria PDF Stampa E-mail
mercoledì 01 ottobre 2008

CONTRATTI • Il direttivo Cgil: ripartire dalla piattaforma unitaria dei sindacati e allargare il tavolo Epifani: «Trattativa esaurita» Ma Cisl e Uil attaccano: decisione insensata. Sacconi: avanti comunque

Da Il Manifesto del 1 ottobre 2008

Sara Farolfi

ROMA «La trattativa con Confindustria ha esaurito il suo significato: dobbiamo rilanciare la piattaforma unitaria e chiedere formalmente l’allargamento del tavolo di confronto alle altre rappresentanze datoriali». Ha il suono di una parola definitiva sulla trattativa per la riforma del modello contrattuale, l’intervento del segretario generale Cgil, Guglielmo Epifani, nella relazione introduttiva al comitato direttivo della confederazione. L’approvazione del documento finale, da parte del ’parlamentino’ della più grande confederazione italiana, è unanime. Il documento presentato dagli industriali viene giudicato «incompatibile » con la piattaforma di Cgil, Cisl eUil. E lamobilitazione nazionale di sabato scorso contro le politiche sociali ed economiche del governo, diventa «la prima tappa di una mobilitazione che deve proseguire, a partire nell’immediato da una grande campagna di assemblee nei posti di lavoro e con le iniziative di lotta delle categorie nazionali e delle strutture territoriali». L’ipotesi di accordo presentata da Confindustria ai sindacati è «inadeguata nella misura in cui non allarga nè innova la contrattazione di secondo livello, sovraccarica di regole e norme il contratto nazionale, e per di più taglia il salario», dice Epifani alla vigilia dell’incontro tra le parti (in programma per oggi). La trattativa può continuare a condizione di ripartire dal documento siglato tra Cgil, Cisl e Uil la primavera scorsa, e solo con l’allargamento del tavolo stesso della trattativa a tutti i soggetti coinvolti (il governo,maanche Confcommercio e via dicendo). «L’impianto proposto da Confindustria, le iniziative del governo sul fronte dei contratti di lavoro pubblici e l’accordo separato nel commercio, indicano il concreto rischio di un moltiplicarsi di modelli contrattuali, generando l’effetto di una rincorsa al dumping», si legge nel documento approvato dal direttivo all’unanimità. «Una posizione insensata», secondo Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl. Mentre Luigi Angeletti (Uil) non esita a definire l’incontro di oggi «un momento di svolta nella trattativa». Sull’unità sindacale, Epifani insiste - «lavoriamo e continueremo a lavorare tenacemente per l’unità» - ma non nasconde i problemi, che le cronache degli ultimi giorni hanno reso più evidenti. «Non si possono fare insieme le piattaforme e poi dimenticarle o prenderne solo alcuni aspetti», dice il segretario generale Cgil. Tanto la piattaforma sindacale unitaria sul fisco, quanto quella sui contratti sono lettera morta, per Cisl e Uil, da tempo: il vento (e il governo) è cambiato, e i rapporti di forza al seguito. All’esecutivo, Cisl eUil chiedono di proseguire sulla strada della detassazione di straordinari e premi (anche non contrattati). «Un puro non senso, in una fase di rallentamento del lavoro, di perdita di posti e di calo di ore di straordinario», è invece il giudizio ribadito da Epifani. A Confindustria (il cui documento costituisce un vero e proprio tributo a un sindacato ’modello Cisl’), le confederazioni guidate da Bonanni e Angeletti chiedono appena qualche correttivo, cosa che gli industriali, data la posta in gioco, non mancheranno di accordare. Il segretario Cgil auspica che alcune iniziative - fisco, scuola, pubblica amministrazione e pensioni - siano unitarie: «Lavoriamo per l’unità e se la Cgil si muove da sola lo fa perché, tentate tutte le strade possibili, considera necessario che ci sia chi si batta per le riforme, a favore dei precari, dei pensionati e delle categorie più deboli». Cisl e Uil sembrano invece navigare verso altri lidi. Le detrazioni fiscali per i redditi da lavoro e da pensione (primo punto della piattaforma dei sindacati sul fisco) sono diventate «richieste velleitarie», secondo Bonanni. E ancora: il giorno in cui Epifani annunciava lo sciopero generale della scuola (sabato, in occasione della mobilitazione nazionale Cgil), il leader Cisl non esitava a convocare una conferenza stampa per definire le 150 piazze Cgil, «una manifestazioncina ». Mentre sul pubblico impiego (il fronte dove più si è registrata una qualche convergenza d’intenti tra le tre confederazioni) nessuna voce si è levata in casa Cisl e Uil contro l’iniziativa del ministro Brunetta di elargire unilateralmente un anticipo ai dipendenti, in caso dimancato rinnovo dei contratti. Traduzione perfetta, sul versante pubblico, di ciò che questo governo intenda per contrattazione. Parla chiaro, come sempre, il ministro del lavoro Maurizio Sacconi, che pare spingere per un accordo separato. «Guai a noi a restare ancorati a un sistema che già nel ’97 veniva definito obsoleto», dice il ministro mettendo sul piatto la monetina: «A un passo in avanti leghiamo anche la prosecuzione della sperimentazione sulla detassazione del salario di produttività». Insiste (e ha tutto l’interesse a farlo) anche Emma Marcegaglia, presidente degli industriali: «Non innovare le relazioni industriali in un momento così drammatico per l’economia sarebbe veramente assurdo». Mentre Confapi (l’associazione delle piccole e medie imprese, finora esclusa dalla trattativa) plaude alle parole di Epifani e rivendica il suo posto al sole.

 

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ECONOMIA Il leader della Cgil respinge la proposta delle imprese "Ripartire dalla nostra piattaforma e allargare il tavolo" Contratti, no di Epifani alle imprese "Trattativa ormai senza significato"

Da Repubblica.it

ROMA - Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, respinge in modo netto la proposta delle imprese sui contratti. "La trattativa con Confindustria ha esaurito il suo significato - dice nella sua relazione al direttivo dell'organizzazione - Dobbiamo rilanciare la nostra piattaforma unitaria e chiedere formalmente l'allargamento del tavolo di confronto alle altre rappresentanze datoriali". Epifani ha dunque bocciato il documento proposto dalle imprese, definito "non coerente" rispetto alla piattaforma sindacale unitaria e, quindi, "inadeguato" in quanto non allarga né innova la contrattazione di secondo livello, ma - ha spiegato il leader della Cgil - sovraccarica di regole e norme il contratto nazionale. Epifani, rivolgendosi indirettamente a Cisl e Uil, ha ricordato che "in ogni caso le trattative si fanno sulla base delle piattaforme presentate e non delle risposte della controparte ad esse". Il leader della Cgil ha aggiunto che a questo punto è necessario allargare il tavolo di confronto perché "se non si fa così - ha proseguito - arriveremmo al rischio di avere quattro o cinque modelli contrattuali a secondo dei settori, cosa che determinerebbe un dumping sociale molto grave con la corsa alla tipologia contrattuale più conveniente, in una fase di riorganizzazioni aziendali e settoriali profonde". Sulla proposta di Epifani, riferiscono fonti di Corso d'Italia, il direttivo voterà stasera un documento. Il leader sindacale ha anche ribadito che "non è accettabile" scaricare sul lavoro gli effetti dell'inflazione importata, cosa che toglierebbe a imprese e governo la responsabilità di praticare politiche antinflazionistiche.

 

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Contratti, Epifani a Confindustria: «Trattativa esaurita»

Da Ilsole24ore.it

La trattativa tra Confindustria e sindacati sulla riforma del modello contrattuale «ha esaurito il suo significato». È quanto ha affermato il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani martedì mattina durante la relazione al direttivo della confederazione di Corso d'Italia. Epifani ha dunque bocciato il documento proposto dalle imprese, definito «non coerente» rispetto alla piattaforma sindacale unitaria e, quindi, «inadeguato» in quanto non allarga né innova la ontrattazione di secondo livello, ma - ha spiegato Epifani - sovraccarica di regole e norme il contratto nazionale. Epifani ha sottolineato: «dobbiamo rilanciare la nostra piattaforma unitaria e chiedere formalmente l'allargamento del tavolo di confronto alle altre rappresentanze datoriali». Epifani ha ricordato che «in ogni caso le trattative si fanno sulla base delle piattaforme presentate e non delle risposte della controparte». Il leader della Cgil ha spiegato che a questo punto è necessario allargare il tavolo di confronto perchè «se non si fa così - ha proseguito - arriveremmo al rischio di avere quattro o cinque modelli contrattuali a secondo dei settori, cosa che determinerebbe un dumping sociale molto grave con la corsa alla tipologia contrattuale più conveniente, in una fase di riorganizzazioni aziendali e settoriali profonde». Sulla proposta di Epifani, riferiscono fonti di Corso d'Italia, il direttivo voterà stasera un documento. Il leader sindacale ha anche ribadito che «non è accettabile» scaricare sul lavoro gli effetti dell'inflazione importata, cosa che toglierebbe a imprese e Governo, ha precisato Epifani, la responsabilità di praticare politiche antinflazionistiche. «Lavoriamo e continueremo a lavorare tenacemente all'unità sindacale». Così, in un passaggio della sua relazione al direttivo, il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, che non ha però nascosto che questa è una fase problematica dal punto di vista dell'unità stessa. «Non si possono fare insieme le piattaforme e poi dimenticarle o prenderne solo alcuni aspetti», ha aggiunto Epifani ricordando che è completamente sparito dal dibattito il tema delle detrazioni per salari e pensioni mentre si insiste sulla detassazione dello straordinario. Una misura, quest'ultima, che è «puro non senso in una fase di rallentamento del lavoro, di perdita di posti e di calo di ore di straordinario, come ha rilevato ieri l'Istat», ha precisato il leader della Cgil.

 
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