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Milano, giovane ucciso a sprangate Gli arrestati: "Non siamo razzisti" PDF Stampa E-mail
lunedì 15 settembre 2008

da repubblica.it - 15 settembre 2008

MILANO - "Non siamo assolutamente razzisti". A dirlo sono Fausto e Daniele Cristofoli, i due arrestati per l'omicidio del ragazzo di 19 anni ucciso a sprangate ieri mattina a Milano. I due uomini hanno avuto un colloquio con l'avvocato Elisabetta Radici, che li difende insieme all'avvocato Marco Bolchini. Il Pm Roberta Brera ha intanto chiesto la convalida dei fermi per i due arrestati.

La contestazione formulata dalla Procura è di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Esclusa, quindi, almeno allo stato delle cose, l'aggravante razziale. Ieri sera i due indagati avevano ammesso il pestaggio e si erano giustificati spiegando di essere stati vittima di un furto di alcune confezioni di biscotti e, credevano, anche di parte dell'incasso del loro bar. Secondo quanto riferito dai loro legali, la versione fornita dai due fermati parla di un solo colpo, inferto con un bastone di metallo, alla testa della vittima.

A sferrarlo sarebbe stato Daniele Cristofoli, per difendere il padre. "Il razzismo è fuori discussine, non c'entra nulla - spiega l'avvocato Bolchini -. Si tratta di un episodio certamente sciagurato e tragico che sarebbe successo ugualmente se il ragazzo non fosse stato di colore". Tutto inizia, secondo la ricostruzione della squadra Mobile di Milano, all'alba.

La vittima, insieme ad altri amici, entra nel bar dei Cristofoli. Nessuno dei due li nota entrare, ma entrambi li vedono uscire. Padre e figlio li provano a fermare urlandogli contro, ma i ragazzi si danno alla fuga. In un primo momento i due gruppi si perdono di vista ma pochi attimi dopo padre, figlio e presunti ladri si fronteggiano.

I primi sono armati di spranga mentre i tre ragazzi di colore prendono alcuni oggetti dalla spazzatura: bottiglie, lattine e un manico di scopa, secondo gli inquirenti. Il tutto condito da insulti da entrambe le parti. Poi, le due versioni non coincidono. Gli amici della vittima raccontano che Guiebre sarebbe inciampato nella fuga e colpito alla testa. Un colpo forte che lo riduce in coma e, dopo sette ore, gli è fatale.

Per padre e figlio, invece, si tratta solo di legittima difesa. Entrambi parlano di una mazza da baseball che gli agenti però non trovano sul luogo dell'aggressione. Tutti elementi che potrebbero essere le telecamere a chiarire. Così come è ancora da chiarire se il furto dei biscotti ci sia stato davvero. Un furto che è costata la vita al 19enne. In aiuto delle indagini potrebbero venire le telecamere di un banca e di un'azienda che avrebbero filmato gli ultimi attimi di vita di Guiebre. E cresce il dibattito politico intorno a una vicenda che, al di là della ricostruzione che verrà dalle indagini, ha riaperto pesantemente la questione del razzismo e della paura dello straniero in una grande e civile metropoli come Milano.

Per il presidente della Provincia, Filippo Penati, "I problemi relativi alla sicurezza non sono stati risolti". Secondo Rocco Buttiglione, presidente del Consiglio nazionale dell'Udc "In Italia c'è un clima di intolleranza ed il Governo non fa tutto il possibile per bloccarlo". Una delegazione di Rifondazione Comunista ha poi lasciato dei fiori sul luogo dell'omicidio, mentre la comunità di Sant'Egidio ha organizzato una fiaccolata di solidarietà.

 
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