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«Non sono bestie, non trattateli così»... e finisce in galera... PDF Stampa E-mail
martedì 26 agosto 2008

Image Riportiamo un articolo apparso su Liberazione" il 26 Agosto 2008 su un gravissimo fatta accaduto a Siracusa

Gli agenti di Siracusa fermano 10 migranti e Pasquale Pedace finisce in galera per aver chiesto un trattamento più umano -  «Non sono bestie, non trattateli così» E la polizia arresta anche lui

Davide Varì

Fermati, buttati a terra e picchiati; ammanettati e, infine, portati via a sirene spiegate. E’ la sorte di 10 persone - nove eritrei e un etiope - che avevano tentato una fuga disperata dal Centro di permanenza temporanea di Siracusa. Anzi da una sua succursale visto che in quel Cpt non c’è più posto neanche per uno spillo.

 E’ accaduto domenica sera alla stazione ferroviaria della città siciliana e di fronte a quella scena il signor Pasquale Pedace, 37 anni, iscritto all’Associazione antirazzista 3 febbraio, è intervenuto chiedendo rispetto e dignità per quelle persone: «Non sono bestie - ha timidamente fatto presente agli agenti - sono esseri umani...».

«Lei chi è - ha immediatamente intimato uno dei poliziotti - lei non è nessuno». Preso, ammanettato e portato via anche il signor Pedace. Da quella sera nessuno sa dove sia finito nè che fine abbia fatto. «Eravamo in stazione in attesa del treno delle 20.25 per Napoli - racconta Manuela, un’amica di Pasquale - D’improvviso abbiamo sentito un colpo di pistola proveniente dal sottopassaggio seguito dall’arrivo di 4 poliziotti che sono saliti sul treno e hanno preso tutti i migranti che erano lì. Pasquale, terrorizzato come tutti noi, ha provato a chiedere rispetto per quei poveri disgraziati ma la polizia lo ha preso e lo ha portato via senza alcuna spiegazione e senza alcun motivo». Ma in questura il motivo di quell’arresto l’hanno trovato: «Il signor Pedace - spiega a Liberazione uno zelante funzionario di polizia - incitava e aizzava gli immigrati alla ribellione, spingendo gli agenti per impedire la fuga dei suddetti tanto che un collega veniva ferito e riportava contusioni guaribili in 15 giorni».

E il colpo di pistola in aria? «Non ci risulta - aggiunge il funzionario - gli agenti erano intervenuti per prendere 10 immigrati clandestini fuggiti dal Centro di prima accoglienza e che ancora dovevano essere identificati». Ma la versione dei testimoni è del tutto diversa: «Non è vero - continua Manuela - Pasquale non si è mai neanche sognato di intervenire fisicamente.

Era scosso e terrorizzato come tutte le persone presenti in stazione per i modi brutali dei poliziotti che tenevano quelle 10 persone a faccia in giù e con i piedi sulla schiena minacciandole in continuazione. A quel punto, e a molta distanza da loro, Pasquale ha chiesto solo un po’ di rispetto. Ma di fronte alla sua semplice richiesta un poliziotto in borghese, probabilmente il più alto in grado, ha urlato ai suoi di arrestarlo e portarlo via».

Ma la cosa che più di ogni altra preoccupa gli amici è la sorte del signor Pasquale: «Nessuno ci dice nulla. Abbiamo chiesto ai poliziotti che lo avevano fermato, ma di fronte alle nostre richieste loro neanche rispondevano. Neanche ci guardavano in faccia, semplicemente ci ignoravano quasi noi non esistessimo. Alla fine siamo andati in questura dove, dopo ore di insistenze, ci hanno liquidato confermando l’arresto di Pasquale.

Fatto sta che da domenica non abbiamo più notizie di lui». Neanche l’avvocato del signor Pedace, che tra le altre cose è anche un dirigente di Socialismo Rivoluzionario, sa dove sia il suo assistito: «Ho parlato con la questura ma nessuno sa dirmi se si trova in galera o in qualche cella della questura stessa. Le accuse contestate, a quanto ho capito, riguardano la presunta resistenza a pubblico ufficiale e le lesioni.

Ma è una storia assurda - continua l’avvocato - il signor Pedace era in stazione per caso, aveva terminato le vacanze ed era in attesa del treno che lo avrebbe riportato a casa. Ci sono testimoni che possono testimoniare l’assenza di qualsiasi tipo di contatto tra lui e gli agenti. Lui si è limitato a intervenire verbalmente».

Di certo c’è solo che oggi ci sarà il processo per direttissima. Lì Pasquale Pedace dovrà rispondere di accuse gravissime e di reati che non ha mai commesso.

 
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