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Consiglio di stato su straordinari dei pubblici dipendenti PDF Stampa E-mail
sabato 23 agosto 2008
 sintesi di una sentenza del Consiglio di stato del 2005  che stabilisce alcuni principi importanti circa la retribuzione degli straordinari dei pubblici dipendenti

Il Consiglio di Stato, sezione V, con la sentenza n. 77 del 13 gennaio 2005, ha stabilito che l'ente locale è tenuto a pagare gli straordinari effettuati dai dipendenti, qualora non provveda ad avvertirli del raggiungimento o superamento del limite consentito.

Nel caso in esame, un dipendente comunale aveva proposto ricorso al Tar Calabria per avere il pagamento degli straordinari, non ottenendo però la soddisfazione della domanda. In seguito, quindi, proponeva ricorso al Consiglio di Stato, il quale ha accolto l’istanza, affermando che l'amministrazione comunale è tenuta al pagamento degli straordinari effettuati dai dipendenti, se non segnala loro che stanno raggiungendo (o hanno superato) il tetto massimo di straordinari consentiti. In questo caso, infatti, l’ente non può sottrarsi all'obbligo della retribuzione sostenendo che il dipendente avrebbe dovuto presentare domanda di riposo compensativo, almeno nel mese successivo, poiché l'assegnazione di un riposo compensativo che sarà goduto molto tempo dopo lo svolgimento del lavoro straordinario risulta inutile (l'articolo 16 ha stabilito un termine di 2 mesi). In conclusione, il Consiglio di stato afferma che “una volta escluso che l'impiegato comunale possa essere obbligato a lavorare gratuitamente per la p.a., è giocoforza ritenere che il lavoratore possa consapevolmente esercitare la scelta tra il prestare, o meno, lo straordinario, solo quando l'amministrazione adempia diligentemente all'onere di rendere nota mese per mese la perdurante disponibilità di sufficienti risorse finanziarie da destinare alla retribuzione o, in caso contrario, quando l'amministrazione comunichi l'avvenuto esaurimento del massimo monte ore individuale e della conseguente esercitabilità della sola opzione per il riposo compensativo”.

 
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