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Piangono le tasche... e i risparmi ... degli italiani PDF Stampa E-mail
venerd́ 22 agosto 2008

Dal 2002 al 2007 è salito del 93,28%. Il picco nella provincia di Roma Tra le città in testa Napoli, poi Reggio Emilia e Piacenza. Boom dei prestiti La Cgia: "Dopo cinque anni di euro raddoppia il debito delle famiglie"

Da Repubblica.it

ROMA - Piangono le tasche degli italiani. E, soprattutto, i loro risparmi. A cinque anni dall'adozione della moneta unica i debiti delle famiglie del Belpaese si sono raddoppiati, complici i mutui da pagare, i finanziamenti per ristrutturare casa e i consumi sempre più alti. Lo afferma uno studio della Cgia di Mestre, secondo il quale l'indebitamento medio delle famiglie italiane ha toccato nel dicembre del 2007 i 15.765 euro, con la provincia di Roma in testa, salendo del 93,28% rispetto al 2002. Per affrontare il peggioramento della situazione economica è aumentato il grado di esposizione nei confronti degli istituti di credito soprattutto al Sud. A Napoli si registra il record della crescita del debito, con un aumento del 116,36%, che non si discosta molto da quello di Reggio Emilia e Piacenza (116,1%). Moltissime le province che hanno in sostanza raddoppiato il loro indebitamento: in 20 hanno avuto una crescita superiore alla media e le poche province che si situano in coda alla classifica vedono comunque una crescita del 50% circa, con un minimo al 42,45%. "Le città più indebitate - rileva Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre - sono quelle che registrano anche i livelli di reddito più elevati. Non è da escludere che tra questi 'indebitati' vi siano anche delle famiglie appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, appare evidente che la forte esposizione in queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente. Altra cosa è quando analizziamo la variazione di crescita registrata negli ultimi anni. Nei primi posti abbiamo molte città del Sud. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato al perdurare della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari per affrontare questa difficile situazione". "E' stato proprio il passaggio dalla lira all'euro che ha prodotto il colossale effetto di illusione - ha commentato Luigi Camilloni, Presidente dell'Osservatorio Sociale - al cui termine la parte della popolazione che viveva a reddito fisso è stata la prima vittima e si è trovata più povera".

 

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ECONOMIA · Cgia Mestre: raddoppiato il rosso familiare. Berlusconi: «Non è un nuovo ’29» Italiani, debiti super

Da Il Manifesto del 22 Agosto 2008

Antonio Sciotto

ROMA Visti i tempi che corrono era abbastanza prevedibile,ma ieri una ricerca della Cgia di Mestre lo ha confermato: gli italiani sono pieni di debiti fino al collo. La mole del «rosso» delle famiglie si è accresciuta esponenzialmente soprattutto negli ultimi 6 anni, dal 2002 al 2007, che sono anche quelli passati dall’entrata in vigore dell’euro. L’associazione degli artigiani veneti ha infatti registrato un indebitamento medio delle famiglie pari a 15.765 euro (livello al 31 dicembre 2007), che sarebbe ben il 93, 28% in più (dunque quasi il doppio) rispetto al dato del 2002. Queste cifre includono i mutui casa, i finanziamenti per le ristrutturazioni di immobili, i prestiti per l’acquisto di beni mobili e il credito al consumo. Consumi diventati sempre più cari e inarrivabili, tirati dalle crescenti quotazioni di energia e alimentari. Il record dell’indebitamento, parecchio al di sopra della media nazionale, lo raggiungono i nuclei familiari della provincia di Roma, con 21.949 euro di debiti medi. Seguono le famiglie milanesi (21.321 euro), quelle della provincia di Lodi (20.593 euro), quelle di Reggio Emilia (20.138 euro) e le riminesi (con 20.060 euro). Fino a metà «classifica», e con valori superiori alla media, troviamo tutte province del Nord Italia, che sono anche le più ricche, mentre per incontrare una città del Sud dobbiamo andare sotto la media, a quota 14.903 euro, con l’abruzzese Pescara. Tra gli isolani, i cagliaritani stanno a 13.037 euro, seguono siracusani (12.694 euro), catanesi (12.353) e palermitani (12.212 euro). Napoli si «limita» a 12.160 euro di indebitamento familiare,mentre sotto i 10mila euro stanno tutte città del Sud. Chiude la trafila la provincia di Vibo Valentia, con 6.769 euro. La classifica cambia se consideriamo la percentuale di crescita di indebitamento, sempre considerando gli anni 2002-2007: al primo posto in questo caso c’è Napoli, con un incremento del 116,36%. Segue Reggio Emilia con un aumento del 116,11%, Piacenza con 116,09% e Chieti con il 115,68%. Roma è poco sotto la media nazionale, con un +91,01%. Chiudono la classifica Potenza, con il 46,46%, e Bolzano con il 42,45%. I dati sono da leggersi in modo diverso se a indebitarsi sono le famiglie delle fasce medio- alte, quelle delle zone a maggior reddito e che reggono meglio l’indebitamento - quasi sempre un investimento - o se invece si corre ai prestiti a causa della crisi, come per i nuclei delle zone più disagiate. «Le città più indebitate sono quelle che registrano anche i livelli di reddito più elevati - è l’analisi di Giuseppe Bortolussi, presidente Cgia diMestre - Non è da escludere che tra questi "indebitati" vi siano anche famiglie appartenenti alle fasce sociali più deboli. La forte esposizione in queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente». «Altra cosa - aggiunge Bortolussi - è quando analizziamo la variazione di crescita registrata negli ultimi anni. Nei primi posti abbiamomolte città del Sud. Ciò sta a significare che l’aumento è probabilmente legato al perdurare della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari per affrontare questa difficile situazione». Della condizione economica del Paese ieri ha parlato anche il premier Silvio Berlusconi, in un’intervista al settimanale ultracattolico Tempi: «La verità sulle condizioni economiche italiane emondiali non èmolto piacevole - ha spiegato - ma sento parlare da più parti di un "nuovo 1929": chi dice queste cose si ricorda cos'è stato il 1929 in America? Suicidi a catena di imprenditori, assalti agli sportelli delle banche, file di disoccupati, molte persone ridotte letteralmente alla fame». Per non arrivare a questi livelli in Italia, Berlusconi dà la sua ricetta: «C'è molto da fare per aiutare le famiglie: per esempio, il bonus bebè e l'introduzione del quoziente familiare».

 
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