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In sei mesi la pasta aumentata del 30% PDF Stampa E-mail
giovedì 21 agosto 2008

Inflazione e consumi: Calabria e Sardegna guidano i rincari

di Vincenzo Chierchia

Da Ilsole24ore.com

Il ministero dell'Economia rilancia l'allarme sui prezzi al consumo con una analisi focalizzata su alimentari, carburanti e tariffe, che corregge anche alcune rilevazioni Istat. In evidenza i divari marcati tra le varie regioni: in Sardegna e Calabria l'inflazione è nettamente più alta della media. Per quanto riguarda benzina e gasolio, l'analisi del ministero dell'Economia ribadisce che il prezzo industriale in Italia è tra i più alti d'Europa. Alimentari e tariffe Alle stelle i prezzi della pasta con un rincaro del 30,4% tra gennaio e giugno – rileva il ministero di via XX Settembre – mentre l'Istat che a luglio ha evidenziato un incremento annuo intorno al 25%; rincari marcati anche per pane (+13,2%) e latte (+11,8), rileva l'analisi dell'Economia. I prezzi controllati – sottolinea l'indagine – rincarano solo del 2,8% mentre per i prodotti liberalizzati la corsa dei listini in media è stata dell'8,1% in sei mesi. L'effetto caro-petrolio non ha risparmiato però diverse tariffe controllate: luce e gas (+9,2 e +9%), pedaggi autostradali (+7,7%), trasporti urbani (+9,2%), traghetti (+6,2%). In netta flessione invece i prezzi controllati dei medicinali (-8,6%). La Coldiretti, dal canto suo, ha nuovamente denunciato che a favorire la crescita dei prezzi nell'agroalimentare sono soprattutto le distorsioni nel percorso dei prodotti dal campo alla tavola: il prezzo del latte aumenta del 241%, il grano subisce aumenti del 369% nella produzione e vendita di pasta che salgono addirittura al 1.325% nel caso del pane. In Italia – rilancia la Coldiretti – per ogni euro speso per gli alimentari, 60 centesimi vengono assorbiti dalla distribuzione commerciale. Inoltre in sei mesi il grano è ribassato del 25%. Il ministero dello Sviluppo economico, in una analisi sulla pasta, ha rilevato che il prezzo più elevato viene rilevato ad Aosta con 4,8 euro al chilo, mentre quello più basso spetta a Rovigo con 1,58 euro in media. Il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, ha definito «drammatici» i dati dell'indagine dell'Economia, sottolineando che «l'Europa ha sbagliato in questi ultimi anni tutta la sua programmazione». Le regioni La marcia dei prezzi poi non è omogenea su base territoriale. L'analisi dell'Economia ha messo in evidenza che in Sardegna l'inflazione a giugno è risultata pari al 4,75% al di sopra della media nazionale del 4% ma anche molto più elevata del 3,05% registrato in Liguria. Un divario di poco inferiore ai due punti percentuali. I carburanti L'Economia ribadisce infine che il prezzo industriale (al netto della componente fiscale) dei carburanti in Italia resta al top in Europa. A giugno il prezzo industriale del gasolio auto nel nostro Paese è risultato pari a 0,802 euro al litro contro un valore di 0,742 euro rilevato in Germania, 0,778 euro in Francia, 0,727 euro in Spagna, 0,755 in Belgio e 0,720 euro in Gran Bretagna. Situazione simile per la benzina: 0,683 euro in Italia, 0,604 euro in Germania, 0,628 euro in Francia, 0,611 euro in Gran Bretagna, 0,605 euro in Spagna e 0,671 euro in Belgio.

 

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Aumenti record per i generi di prima necessità come farinacei e latte Forti i rincari anche per i derivati del petrolio, benzina e gasolio in testa Tesoro, vola il prezzo degli alimenti Pasta più cara del 30% in sei mesi

Ad Aosta un chilo di spaghetti può costare fino a cinque euro

Da Repubblica.it

ROMA - Aumenti record nei primi sei mesi dell'anno per tutti i generi di prima necessità. A registrarlo sono i dati del Tesoro, che esaminano l'indice dei prezzi del paniere di famiglie e impiegati: il prezzo della pasta è salito del 30,4%, ma sono forti i rincari anche per pane e latte, rispettivamente 13,2% e 11,8%. L'aumento si è registrato nonostante il prezzo di grano duro e frumento tenero sia calato nell'ultimo semestre rispettivamente del 25,1% e del 13,6%. La poco invidiabile palma di città più cara per un piatto di spaghetti spetta ad Aosta, il massimo della convenienza è invece Rovigo. Derivati del petrolio. Ma gli alimentari non sono gli unici prodotti interessati da un aumento dei prezzi. Come prevedibile, i rialzi più forti li fanno segnare i prodotti derivati dal petrolio, che scontano l'alto prezzo del barile: il costo del gasolio aumenta in media del 31,9% e quello della benzina del 24,5%. Il caro carburanti influisce pesantemente sul settore dei trasporti, in cui si registra un aumento generalizzato del 9,2%, con il prezzo dei voli aerei nazionali che fa un balzo del 25,4%. Inflazione. L'inflazione registrata dal tesoro si attesta sul 3,8%, ma a spingere questo dato sono soprattutto i prodotti "liberalizzati" con un aumento dell'8,1%, contro quelli "controllati" che si fermano a un più 2,8%. Tariffe amministrate. L'unico prezzo in calo è quello dei medicinali, in discesa dell'8,6%. Luce e gas, anche a causa del caro petrolio, aumentano del 9,2% e del 9%. Il già citato settore dei trasporti, più 9,2%, deve fare i conti con l'aumento dei biglietti dei trasporti pubblici ( 9,2%), dei treni ( 6,4%), e dei traghetti ( 6,2%). Corrono anche i pedaggi autostradali, aumentati del 7,7%. Tariffe liberalizzate. Oltre agli alimentari e ai petroliferi, aumentano le tariffe Rc auto e gli affitti. Quasi fermi invece i medicinali a prezzo libero ( 0,7%) e gli alberghi (-0,8%), questi ultimi in calo per la prima volta negli ultimi dieci anni. La classifica. Il caro-pasta non tocca però tutte le città allo stesso modo. I dati dell'osservatorio del Ministero per lo Sviluppo Economico fotografano infatti un'Italia divisa anche nel prezzo di un chilo di spaghetti, con forti differenze anche a livello regionale. Sul podio dei capoluoghi più cari salgono Aosta (4,8 euro al chilo), Milano (3,6 euro al chilo) e Torino, Bolzano e Firenze (tutte a 3,4 euro al chilo). Roma è ventesima (2,4 euro al chilo) e Napoli tredicesima (2,5 euro al chilo). Gli ultimi posti nella graduatoria spettano a Rovigo (1,58 euro al chilo), Potenza (1,60 euro al chilo) e Lodi (1,64 euro al chilo). In generale però, anche grazie a una maggiore concorrenza, i prezzi massimi sotto i due euro si registrano nelle città del Nord.

 
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