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domenica 17 agosto 2008

Alitalia, contratti e finanziaria: i dossier dopo la pausa estiva

16/08/2008 19:04

Apcom

Alitalia, contratti, Finanziaria e federalismo fiscale. Questi i principali dossier che saranno sul tavolo economico-politico alla ripresa dell'attività dopo la pausa estiva.

FINANZIARIA: Con l'approvazione della Camera, lo scorso 6 agosto, il governo ha incassato il via libera al decreto legge da oltre 36 miliardi in tre anni e l'esame anticipato della Finanziaria per il 2009. L'Esecutivo ha inoltre delineato anche gli altri contenuti del disegno di legge per il 2009. Provvedimento che, ha assicurato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, anche alla luce dei rilievi del Quirinale, sarà approvato a settembre insieme al ddl Bilancio. Una versione 'light' quella della finanziaria composta da 3 articoli, una tabella con le proroghe e altre sei tabelle che saranno presentate a settembre. Un gioco d'anticipo, rispetto al rito defatigante degli anni scorsi che in pratica monopolizzava i lavori parlamentari da settembre a dicembre che, ha spiegato Tremonti, serve per contrastare l'intensificarsi della crisi finanziaria internazionale e conseguire il pareggio di bilancio nel 2011. La manovra, ha sottolineato il ministro, si compone di tre linee fondamentali: la prima riguarda la stabilizzazione triennale dei conti pubblici e con il voto di ieri è stata chiusa. La seconda linea riguarda l'attuazione dell'agenda di Lisbona, completata per due terzi, mentre la terza linea riguarda il federalismo fiscale che completeremo a settembre e che è stato anticipato nel Dpef.

ALITALIA: La prossima tappa dell'ormai annosa vicenda della privatizzazione della compagnia, sarà il prossimo 29 agosto quando il consiglio di amministrazione della società si riunirà per esaminare i conti semestrali. Il lavoro dell'advisor Intesa-Sanpaolo è per lo più concluso e le grandi linee del piano 'fenice' non dovrebbero discostarsi molto dalle indiscrezioni che circolano da settimane: la creazione di una newco con una dote finanziaria compresa tra 800 e un miliardo in cui far confluire solo le attività redditizie e aperta all'ingresso di nuovi soci (tra i nomi più gettonati quell di Benetton, Marcegaglia, Riva, Fossati, Ligresti e Roberto Colaninno oltre alle banca d'affari Morgan Stanley e ai fondi di private equity come Clessidra ed Equinox e la stessa Intesa Sanpaolo), una più forte presenza sul mercato italiano grazie all'integrazione con Air One, che entrerebbe nella società con il conferimento di asset (le opzioni per l'acquisto di Airbus per il medio e lungo raggio) e slot. Una volta risanata, la nuova Alitalia cercherebbe un'alleanza con un grande partner internazionale: i candidati restano quelli di sempre e cioè Air France-Klm e Lufthansa, con quest'ultima data in pole position. Le altre attività di Alitalia verrebbero destinate a una 'bad company' che si farebbe carico dei debiti e di circa 5-6mila esuberi. La gestione di questa bad company sarà affidata a un commissario. Un passo per il quale si rende però necessaria una modifica alla legge Marzano a cui sta lavorando il governo. E proprio per il 29 agosto, da parte di Alitalia, potrebbe arrivare la richiesta di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria. La posizione ufficiale del governo, intanto, verrà esposta dal ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, in un'audizione parlamentare il prossimo 10 settembre.

CONTRATTI: La riforma dell'attuale modello contrattuale è il banco di prova principale nel rapporto tra la Confindustria guidata dal neo presidente Emma Marcegaglia e Cgil, Cisl e Uil. Dopo l'interruzione per la pausa estiva, le parti si sono date appuntamento per il 2 settembre: obiettivo chiudere entro il 30 settembre. Il principale nodo da sciogliere, quello sul quale si sono evidenziate le maggiori divergenze, resta quello del tasso di inflazione da prendere come riferimento per gli adeguamenti salariali. Un punto reso ancora più delicato dal differenziale tra l'inflazione reale certificata dall'Istat (al 4,1%) e quella programmata presa come riferimento nel Dpef, che è all'1,7 per cento. Confindustria e sindacati sono d'accordo nell'utilizzare come base di lavoro l'indice europeo ma Confindustria intende depurarlo dalla cosiddetta 'inflazione importata', quella cioè legata all'energia. E qui emergono le spaccature: se Cisl e Uil si mostrano disponibili a trattare sull'entità dell'indice recuperando poi attraverso sconti fiscali e contratto integrativo, la Cgil guarda proprio alla quota di inflazione programmata convinta che il tasso sul quale si chiudono i contratti deve essere il più vicino a quello reale. FEDERALISMO FISCALE: La tempistica l'ha indicata il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti in un'intervista a un quotidiano: "Una sessione parlamentare settembre-dicembre contiene un arco temporale sufficiente tanto per mettere insieme una 'data room' quanto per formulare su questa base le grandi scelte di principio". Un tema, quello dell'introduzione del federalismo fiscale, sul quale fanno perno i delicati equilibri tra Pdl e Lega e che dovrebbe essere tra i punti all'ordine del giorno del consiglio dei ministri dell'11 settembre. Il punto di partenza sarà il ddl messo a punto dal ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli e collegato alla Finanziaria 2009. Una riforma, che lo stesso Calderoli ha definito "federalismo sostenibile " e che intende "eliminare le penalizzazioni di cui oggi soffrono alcune Regioni" e che verrà ottenuto dialogando con le opposizioni. APCOM

 
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